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  1. #11
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    Robert Faurisson, Il Revisionismo di Pio XII, Edizioni all'insegna del Veltro, pp. 94, 15,00
    Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comune ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui pretesi sei milioni di vittime ebree di ciò che si chiama oggi "l'Olocausto" o "la Shoah".

    Per coloro che lo desiderano, il solo mezzo per riabilitare la memoria del loro "papa oltraggiato" è quello di parlare il linguaggio della verità verificabile, dell'esattezza storica o, semplicemente, dei fatti. In tal modo, si darà il caso che essi difenderanno le vittime, che si contano oggi a miliardi, della "mistificazione del XX secolo" (Arthur Robert Butz).


    In appendice:
    · Un falso: "la preghiera di Giovanni XXIII per gli ebrei"
    · Secondo il Talmud, Gesù è immerso, per l'eternità, in escrementi in
    ebollizione
    · Sei domande a Giovanni Paolo II a proposito di Edith Stein
    · Una lettera di Henri Roques a Henri Amouroux

    Robert Faurisson, nato nel 1929, ha insegnato letteratura francese moderna e
    contemporanea alla Sorbona; poi, all'Università di Lione 2, ha messo a punto
    un insegnamento di "critica di testi e documenti (letteratura, storia, mezzi
    di comunicazione)".
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  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Eginardo Visualizza Messaggio
    Robert Faurisson, Il Revisionismo di Pio XII, Edizioni all'insegna del Veltro, pp. 94, 15,00
    Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comune ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui pretesi sei milioni di vittime ebree di ciò che si chiama oggi "l'Olocausto" o "la Shoah".

    Per coloro che lo desiderano, il solo mezzo per riabilitare la memoria del loro "papa oltraggiato" è quello di parlare il linguaggio della verità verificabile, dell'esattezza storica o, semplicemente, dei fatti. In tal modo, si darà il caso che essi difenderanno le vittime, che si contano oggi a miliardi, della "mistificazione del XX secolo" (Arthur Robert Butz).


    In appendice:
    · Un falso: "la preghiera di Giovanni XXIII per gli ebrei"
    · Secondo il Talmud, Gesù è immerso, per l'eternità, in escrementi in
    ebollizione
    · Sei domande a Giovanni Paolo II a proposito di Edith Stein
    · Una lettera di Henri Roques a Henri Amouroux

    Robert Faurisson, nato nel 1929, ha insegnato letteratura francese moderna e
    contemporanea alla Sorbona; poi, all'Università di Lione 2, ha messo a punto
    un insegnamento di "critica di testi e documenti (letteratura, storia, mezzi
    di comunicazione)".
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    non lo conoscevo!!!

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio


    non lo conoscevo!!!



    Neanche quest'altro?


    Robert Faurisson, Introduzione a "Écrits Révisionnistes", Edizioni all'insegna del Veltro, pp. 76, 9,00
    Le Edizioni all'insegna del Veltro hanno pubblicato la traduzione italiana dell'introduzione agli studi revisionisti di Robert Faurisson. È quanto mai opportuna la pubblicazione di questo volume in un momento in cui l'intolleranza verso la cultura antagonista diventa sempre più feroce e determinata, come ha mostrato il caso di David Irving, che dovrebbe far riflettere le coscienze libere su quale sia la natura della «libertà d'opinione» nella democrazia moderna. L'introduzione di Faurisson fa il punto sullo stato della ricerca storica cosiddetta «revisionista» in merito al tema della persecuzione antiebraica da parte dei regimi fascisti.
    Sul piano scientifico la storiografia revisionista ha ottenuto una vittoria totale smascherando molte delle mitologie create attorno al tema dell'«Olocausto», sia per quanto riguarda il numero delle vittime, sia per le modalità con cui sarebbe stato condotto lo sterminio. Inoltre la disponibilità di materiale attraverso internet rende possibile aggirare, almeno in parte, l'apparato della censura che vigila sui dogmi democratici. Tuttavia, nonostante questi successi, man mano che ci si allontana dagli avvenimenti della seconda guerra mondiale, la repressione contro gli storici revisionisti diviene sempre più soffocante, e non mancano i casi di studiosi che hanno raccolto un'imponente mole di documenti e le cui biblioteche sono state condannate... al rogo! Esattamente come avrebbe fatto la Santa Inquisizione nei secoli passati. Episodi di questo tipo dimostrano quanto la democrazia occidentale tenda ad assumere il carattere di una teocrazia ebraica. Lo stesso Faurisson è stato privato della cattedra universitaria per decisione ministeriale non motivata, ed ha subito aggressioni fisiche da parte di milizie armate (Faurisson afferma che in Francia gli ebrei hanno il privilegio di formare milizie armate con l'assenso del Ministero dell'Interno!). Come se non bastasse, è stato accusato per reati d'opinione e condannato più d'una volta nei tribunali della «democratica» Francia.

    Nonostante la via crucis che ha dovuto sopportare, Faurisson è ancora convinto che la tattica migliore della storiografia revisionista sia quella dell'attacco frontale: gli avversari non se l'aspettano e ne rimangono disorientati, poiché sono incapaci di comprendere le motivazioni di studiosi spinti soltanto dall'onestà intellettuale, e non da un tornaconto economico o politico, mentre la storiografia «ufficiale» ha essenzialmente il compito di tutelare gli interessi del sionismo.

    Faurisson analizza, oltre alle difficoltà di carattere legale della battaglia revisionista, anche quelle di tipo ideologico e culturale. Infatti il mito dell'Olocausto, inculcato da una propaganda martellante, è ormai accettato dall'opinione pubblica in modo assolutamente acritico, ed ha assunto il carattere di una superstizione religiosa. Di conseguenza i brillanti risultati scientifici ottenuti dal revisionismo, oltre ad essere osteggiati dalla censura della cultura «ufficiale», vengono difficilmente recepiti dal pubblico dei lettori appassionati di storia.

    Il futuro certamente non lascia presagire nulla di buono per chi vuole diffondere una cultura alternativa, e la «democrazia» ha ancora un lungo cammino da fare per garantire un livello accettabile di libertà d'opinione. Faurisson ritiene che chi vorrà affrontare la strada della storiografia revisionista, dovrà avere «l'eroismo di Antigone e una singolare abnegazione», e conclude esortando al «dovere di resistere» e ricordando che il compito dello storico è quello di far luce sulla verità e non di incaricarsi della «vendetta dei popoli» e, ancor meno, della vendetta di un popolo che si pretende eletto da Dio.
    Michele Fabbri, "Rinascita", 21 maggio 2006
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  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Totem80 Visualizza Messaggio
    visto che sono un ignorante,

    mi consigliate qualche libro che mi faccia capire che forse tutto quello che ho studiato a scuola durante l'ora di STORIA non era esattamente la verità... grazie?


    ps= non datemi i mattoni da 6.000 pagine però
    Dragos Kalajic Serbia trincea d Europa
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    AAVV In lotta per il Kosovo
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  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Il funzionario Visualizza Messaggio
    "Le idee che mossero il mondo" di Rauti.
    Tralasciando certi aspetti dell'autore direi che è un libro fondamentale per guardare la storia con occhi diversi.

    è vero credo sia unico nel suo genere

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Cetnico99 Visualizza Messaggio
    (...)

    AAVV In lotta per il Kosovo

    (...)

    Per essere precisi:




    Questo quaderno di geopolitica n. 6 è dedicato ad un tema estremamente attuale: la provincia sotto amministrazione internazionale del Kosovo, contesa da Serbi ed Albanesi, il cui status futuro risulta forte fattore di divisione tra Russia e Stati Uniti.

    La prima parte, ad opera del geopolitico franco-serbo (da diversi anni risiede quasi stabilmente a Belgrado) Yves Bataille, affronta le vicende passate e future della Serbia, con una particolare attenzione al ruolo svolto da Washington e dalle ONG atlantiste nella disgregazione della ex Jugoslavia.

    Del medesimo autore è anche uno scritto a difesa del presidente del Partito Radicale Serbo, Vojislav Seselj, dalle improbabili accuse di Yves Tomic, collaboratore del Tribunale dell’Aja.
    In quanto testimone diretto dei bombardamenti che nel 1999 tormentarono per 78 giorni la Serbia, i testi di Bataille ci aiutano a comprendere la genesi del nazionalismo serbo, passato e presente, ma anche la strategia nordamericana volta alla conquista dell’Eurasia.

    Alessandro De Rienzo, funzionario giuridico e consulente per le Nazioni Unite, ha prestato servizio dal 2003 al 2007 presso la Special Chamber della Corte Suprema del Kosovo a Pristina; il suo saggio analizza in maniera estremamente rigorosa successi, contraddizioni e fallimenti nel processo di privatizzazione delle principali imprese del Kosovo, uno degli scenari più discussi e discutibili dell’amministrazione internazionale.

    Stefano Vernole, giornalista pubblicista protagonista dal 1995 ad oggi di una quindicina di viaggi nella ex Jugoslavia, si sofferma sull’importanza del Kosovo e Metohija per l’identità spirituale e culturale del popolo serbo, tracciandone una breve storia a partire dalla battaglia del Campo dei Merli del 1389 fino ad oggi.
    Suo è anche l’apparato di note a corredo del primo scritto di Bataille, utile per approfondire questioni controverse, quali la presunta “pulizia etnica” del 1999 e i risvolti geopolitici dell’aggressione alla Federazione Jugoslava.

    Tutta da gustare l’appendice, inaugurata dal famoso discorso di Slobodan Milosevic a Kosovo Polje il 28 giugno 1989, prosegue con l’intervento di Yves Bataille alla manifestazione del Partito Radicale Serbo tenutasi a Banovo Brdo il 19 aprile 2006 e con la lettera documento di Lord Robertson a Kofi Annan nella quale il segretario generale della NATO ammette l’utilizzo di uranio impoverito durante il bombardamento atlantista del Kosovo, per chiudersi con una serie di significative immagini riguardanti la ex Jugoslavia.



    Indice

    Stefano Vernole
    Prefazione

    Yves Bataille
    Il futuro geopolitico della Serbia
    L'«ideologia della Grande Serbia» secondo Yves Tomic

    Alessandro De Rienzo
    Il programma di privatizzazione in Kosovo: rilancio dell'economia?

    Stefano Vernole
    L'importanza del Kosovo e Metohija nella costruzione dell'identità serba: i monasteri ortodossi

    Appendice
    Discorso del presidente Slobodan Milosevic a Kosovo Polje
    Discorso di Yves Bataille alla manifestazione de Srpska Radikalna Stranka
    Lettera di Lord Robertson a Kofi Annan sull'uso dell'uranio impoverito

    > Intervista a Stefano Vernole realizzata dal direttore di radiobase Liliana Boranga
    > Biografie degli autori
    > Intervista a Stefano Vernole, coautore di ''La lotta per il Kosovo'' > Quaderni di Geopolitica
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Cetnico99 Visualizza Messaggio

    Dragos Kalajic Serbia trincea d Europa

    (...)


    Dragos Kalajic, Serbia, trincea d'Europa, Edizioni all'insegna del Veltro, pp. 102, 10,00Dopo mesi di martellante propaganda angloamericana (…) cade più che acconcio questo libretto, pubblicato sotto forma di intervista, con il quale Dragos Kalajic, ben noto studioso jugoslavo ed amico dell'Italia, tenta di dare una spiegazione, naturalmente dal punto di vista serbo, non soltanto degli avvenimenti che si sono dipanati in tempi recenti, ma anche delle premesse di ordine storico (…) Ma la parte più significativa e, diremmo, importante del volumetto è il punto nel quale Kalajic sollecita la costituzione di una Europa forte e libera, cui aspirerebbero, al momento, la "vera sinistra" e la "vera destra" europee. È questa un'analisi forse non troppo convincente, che però ha il pregio di porre sul tappeto, comunque, il problema della collocazione del Vecchio Continente fuori dall'orbita e dalla dominazione anglosassone. L'opera dello studioso e patriota serbo, pur nella sua brevità, non è facile a sintetizzarsi, per cui ne consigliamo vivamente la lettura a quanti volessero ampliare il proprio panorama culturale e storico sui Balcani. Segnaliamo anche la vasta, approfondita, interessantissima prefazione di Claudio Mutti, i cui argomenti e le cui conclusioni condividiamo appieno. ("Rinascita", 23 giugno 1999 )> Quaderni del Veltro
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  8. #18
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    credo che totem non voglia limitarsi solo al kosovo, per quanto sia sacrosanto credo sia meglio libri che prendono più discorsi e quello di Rauti mi sembra il più indicato

  9. #19
    www.cmperugia.org
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    Ray Bradbury, Fahrenheit 451

    Léon Degrelle, Militia
    CZ Codreanu, Il capo dei cuib Maurizio Murelli e Omar Vecchio, Cavalcare le vette

    George Orwell, 1984

    Rutilio Sermonti, L'Italia nel XX secolo

    Ernst Jünger, Il trattato del ribelle

    Julius Evola, Cavalcare la tigre

    Ernst Jünger, L’Operaio

    Massimo Fini, Il Ribelle

    Julius Evola, Contro il mondo moderno

    Oswald Spengeler, Per un soldato

    Franco G. Freda, La disintegrazione del sistema
    Maurizio Blondet, Selvaggi con telefonino

  10. #20
    Onore e Fedeltà
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    In Ostuni, la Città Bianca piena di Cuori Neri!!! Di origine chiaramente romana, di razza puramente Italiana!!! Laziale nell'anima!!!
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    C'è anche un bel libro di barzellette: il diario di anna frank!!!

 

 
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