Scusa gigicom,
ti rispondo un attimo solo con un flash (sono di passaggio e impegnatissimo) e riprenderò questo thread tra qualche giorno...
Parlare di paese come la Cina in cui gli operari sono in condizione di semi-schiavitù significa parlare veramente di luoghi comuni e di cazzate occidentali ripetute all'infinito per cercare di convincere gli "ignoranti" che la Cina è l'inferno.
La Cina è immensa. Non so se te ne rendi conto. La Cina ha 1 miliardo e passa di persone. La Cina si è sviluppata negli ultimi 30 anni (il famoso Boom, quello serio intendo).
In Cina, come in tutto il mondo, esistono zone dove qualche figlio di buona donna veramente schiavizza le persone. Ma se viene beccato dal governo viene segata (nel vero senso della parola).
In Italia è diverso (anche in altri stati): esattamente, ci son figli di buona donna che hanno sfruttato connazionali ci sono, ma ci sono anche Romeni che sfruttano romeni, Italiani che sfruttano italiani, etc...etc...Mi sembra cosa saputa e risaputa.
In Cina il resto è perfettamente normale. Operai che lavorano. Con i loro diritti, tant'è che ci sono organi che li tutelano. Perlomeno la legge è questa.
Un cinese la mattina si alza e va a lavorare. E si fa un mazzo tanto. Senza rompere troppo le balle come qualcuno che conosco...Lavora dal primo all'ultimo anello della catena, ficcatevi bene in testa che è una mentalità diversa dalla nostra. Tanto difficile da concepire?
Parlare di schiavi è veramente idiota. Se la Cina era una cantiere di schiavi qualcuno mi trovi la spiegazione per la quale molte aziende si stanno spostando in Cambogia, Vietnam, etc...sarà che sono aumentati i costi di produzione? Ma non erano tutti schiavi?
Non dire per favore, anche a me, di essere comunista o altro o servo della loro ideologia.
Saresti completamente fuori strada.
Saluti,
Stefano




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