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  1. #21
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    Se ve ne può fregare, sapete che hanno fatto i bertinottiani dalle mie parti?
    In vista del congresso hanno EPURATO alcuni membri dell'opposta mozione! Io stavo (sto?) nel comitato politico federale e all'ultima riunione non risultavo convocato e come me molti altri! Il motivo? Ci hanno detto che non eravamo tesserati nel 2007, peccato però che la tessera 2007 la ho proprio qui davanti con tanto di firme e controfirme.
    Si stanno preparando ad uno scontro e stanno indebolendo le parti avversarie. Comunque andrà il congresso di luglio una scissione (almeno dalle mie parti a livello locale) è inevitabile. Il bello è che tutto viene fatto sputando sopra lo statuto.

  2. #22
    Progressista
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    Citazione Originariamente Scritto da Winston Smith Visualizza Messaggio
    Se ve ne può fregare, sapete che hanno fatto i bertinottiani dalle mie parti?
    In vista del congresso hanno EPURATO alcuni membri dell'opposta mozione! Io stavo (sto?) nel comitato politico federale e all'ultima riunione non risultavo convocato e come me molti altri! Il motivo? Ci hanno detto che non eravamo tesserati nel 2007, peccato però che la tessera 2007 la ho proprio qui davanti con tanto di firme e controfirme.
    Si stanno preparando ad uno scontro e stanno indebolendo le parti avversarie. Comunque andrà il congresso di luglio una scissione (almeno dalle mie parti a livello locale) è inevitabile. Il bello è che tutto viene fatto sputando sopra lo statuto.
    Vogliamo lasciare il partito in mano a questa gente?
    Al congresso dobbiamo prenderli a calci in culo!

  3. #23
    per il centro-sinistra
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    non sono disposti a perdere
    e conoscono i mezzi per vincere
    gli equilibri del cpn saranno rovesciati dal congresso
    vincono vendola e Giordano

    questo lo sanno tutti

    solo Grassi manda i suoi in giro a dire che vincono
    ma lo sanno benissimo come finisce

    d'altra parte Ferrero si accorderò con Giordano
    e Claudio resterà ancora una volta con il cerino in mano....


    d'altra parte..salvare rifondazione così com'è è totalmente inutile se non si dice "per fare cosa"
    Rifondazione è un partito che ,tranne qualchbe federazione, non c'è piu'
    ha subito uno tsunami per anni: il bertinottismo
    e le elezioni hanno dato il colpo di grazie a quello che restava di un partito destrutturato e decomunistizzato

    bisogna dire la verità non fare propaganda
    non è questo il momento

  4. #24
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    Grassi: «Il partito non si scioglie. Contarsi su questo è inevitabile»

    di Matteo Bartocci

    su Il Manifesto del 10/05/2008


    «Unità a sinistra sì, ma per noi è chiaro che il Prc non è un partito transitorio. In questo congresso si decide il destino di Rifondazione comunista». Claudio Grassi, coordinatore dell'area Essere comunisti, è uno dei promotori della mozione firmata dall'ex ministro Paolo Ferrero. «Nel nostro documento - spiega Grassi - sottolineiamo la necessità del processo unitario a sinistra ma senza che venga messa in discussione l'autonomia politica, culturale e organizzativa di Rifondazione. Il partito insomma resta per l'oggi e per il domani. Gli altri compagni invece prevedono un percorso costituente che alla fine porterà al nostro scioglimento».

    - Una domanda che si fanno in tanti: ma che c'entri tu con Paolo Ferrero?

    C'entro tantissimo. Sono vent'anni che militiamo nello stesso partito ed entrambi abbiamo alle spalle un'esperienza di fabbrica. Non schivo però la provocazione sul tema innovatori/conservatori. Non esistono innovazioni buone o cattive in sé. Per esempio credo sia stato giusto conservare una presenza comunista organizzata in Italia dopo la Bolognina. E' su quell'atto per certi versi conservatore che sono potute crescere innovazioni positive. Esistono però anche innovazioni cattive, chi al congresso di Venezia diceva «governo leggero, movimento pesante» è stato smentito dai fatti. E chi allora vedeva «l'alternanza al governo come il primo passo dell'alternativa» deve fare i conti con la catastrofe elettorale. Con Ferrero e altri facciamo una battaglia convergente per rilanciare Rifondazione comunista perché la sinistra italiana ne ha bisogno. Se si cancella il Prc non è affatto detto che dopo ci sarà qualcosa di meglio e più grande che lo sostituisca.

    - Avete proposto un congresso a tesi. E' una proposta definitivamente archiviata?

    Purtroppo sì. Prendiamo atto che i compagni vicini a Giordano hanno detto di no. Mi dispiace perché le tesi non servivano a cancellare le differenze ma a fare un congresso sui contenuti, a ragionare di politica senza che scattasse subito la molla del voto al leader e al segretario.

    - Il vostro congresso però cade nel momento peggiore. La destra trionfa e sia in parlamento che fuori non c'è nessuna opposizione organizzata.

    Hai ragione. Ma un partito politico non può non interrogarsi al suo interno se viene cancellato dal parlamento. Se vogliamo capire dove abbiamo sbagliato e ipotizzare una soluzione non c'è altro modo che coinvolgere gli iscritti e le iscritte. E' vero comunque che la sconfitta non riguarda solo noi ma tutta la sinistra, e quindi è giusto che in questi mesi si promuovano assemblee pubbliche aperte a tutti.

    - In questi giorni si parla tanto di alleanze. Tu chi preferiresti: D'Alema o Tarzan?

    Credo che la scelta del Pd non sia contingente. Si è dato un asse moderato e centrista e anche se al suo interno c'è una discussione francamente non vedo alcun ripensamento. Mi sembra cerchi più il dialogo con la destra che con noi. Non vedo proprio le condizioni per ipotizzare oggi una convergenza programmatica con Veltroni. Diverso invece il confronto sulla legge elettorale e le riforme, credo che debbano essere un lavoro comune ed è bene che ci si adoperi in questo senso.

    - Quindi scegli Tarzan?

    Certamente Tarzan a Roma e altre esperienze simili altrove rappresentano realtà molto significative con cui agire sul territorio.

    - Ripiegati sulla leadership e fuori dal parlamento, siete in grado di fare l'opposizione ? Con quali forze e obiettivi?

    Questo è il punto vero della nostra agenda politica: come costruire l'opposizione politica e sociale al governo Berlusconi, che durerà a lungo ed è molto preoccupante per ciò che farà. E' un compito che non possiamo assolvere da soli, riguarda gli altri partiti, le associazioni, i movimenti ma anche il sindacato. Nessuno può chiamarsi fuori. A settembre dobbiamo aprire tutti insieme un confronto pubblico per preparare l'opposizione sociale contro la finanziaria di Berlusconi. E anche oggi, provvedimenti come la detassazione degli straordinari richiedono un impegno immediato.

    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=23298

  5. #25
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    Secondo Giordano sono un golpista, dalla cultura antica e nefasta, e lui è una vittima innocente. Mah!!!

    Pubblicato su articoli pubblicati sul blog con i tagbertinotti, comunismo, congresso, giordano, mantovani, nonviolenza, politica, rifondazione, sinistra il 9 Maggio, 2008 da ramon mantovani
    I compagni Franco Giordano e Roberto Musacchio hanno risposto alla mia intervista pubblicata su Liberazione del 3 maggio. Potete leggere su Liberazione di domenica 4 maggio a pagina 6.

    http://www.liberazione.it/a_giornale...ubb=04/05/2008

    A parte il tono vagamente insultante, che comunque mi lascia indifferente, vediamo gli scarsi argomenti usati contro di me.

    Giordano dice che non ha mai proposto di sciogliere rifondazione comunista. Ha ragione. Nessuno l’ha proposto. Infatti non mi risulta che qualcuno abbia l’idea di fare ciò che fecero prima il PSIUP e poi Lotta Continua. Cioè sciogliersi e lasciare che ogni militante andasse per la propria strada. Ma avrei dovuto vivere in Australia, non leggere la stampa italiana e non guardare la televisione per non sapere che da un anno è in discussione il “superamento” di Rifondazione Comunista. Ci sono decine, dico decine, di articoli e dichiarazioni, oltre che di interventi pubblici, di Bertinotti e tanti altri dirigenti di Rifondazione, oltre che del direttore di Liberazione, che lo propongono. Che Giordano abbia usato cautela non proponendo mai il partito unico bensì la formula del “soggetto unitario e plurale”, frutto di un compromesso (da me non condiviso) per tenere insieme una maggioranza nella quale c’era chi voleva la federazione e chi il partito unico, è vero. Anche se ogni tanto ha parlato di soggetto unico o si è dichiarato d’accordo con chi ha proposto il partito unico. Ricordo un’intervista di Giovanni Berlinguer che lo proponeva esplicitamente e un commento di Giordano che si dichiarava completamente d’accordo. Non mi risulta che abbia mai nemmeno tentato di confutare ciò che diceva esplicitamente Bertinotti. L’ho sempre visto scagliarsi, secondo me giustamente, verso Diliberto e verso le proposte del Pdci, ma mai verso Mussi e tanti altri esponenti di Sinistra Democratica, che hanno sempre, e lo stanno facendo anche in questi giorni, detto che per loro l’unità della sinistra si fa facendo un partito unico e di ispirazione socialista. Insomma, a sentire Giordano, e Musacchio, che qualcuno volesse “superare” rifondazione è un’invenzione mia e di altri visionari prodotta allo scopo di dividere la maggioranza del partito. Per fortuna non tutti sono in malafede. Ed ecco che nella riunione della commissione politica del congresso di settimana scorsa, il compagno Peppe De Cristofaro ha detto che se ci fosse stato un buon risultato per la Sinistra Arcobaleno lui avrebbe proposto lo scioglimento (ha usato la parola scioglimento) di rifondazione comunista. Del resto era di pubblico dominio che decine di dirigenti e candidati di rifondazione avevano questa proposta da avanzare all’indomani delle elezioni. E milioni di telespettatori ricordano le affermazioni di Bertinotti sul partito unico e sul comunismo “corrente culturale” nel nuovo partito. Per giunta la costituente avrebbe dovuto partire subito, anche organizzativamente, e agli iscritti di rifondazione sarebbe spettato il diritto di decidere se ratificare o meno quanto già fatto. E vorrei ricordare che Giordano il giorno dopo le elezioni, sempre in televisione, quando Diliberto aveva già detto che lanciava la costituente comunista, ha ancora insistito dicendo che la Sinistra Arcobaleno “è un processo irreversibile”.

    Tutto questo, e non un torbido complotto, ha prodotto la rottura della maggioranza del partito e gli esiti dell’ultimo Comitato Politico Nazionale. Sarebbe bene, anche per lui, che Giordano se ne facesse una ragione.

    Ma io sarei anche colpevole di avere una cultura del sospetto, di tentare di demolire gli avversari con calunnie.

    Francamente non saprei cosa rispondere a simili accuse. Tutta la mia vita testimonia il contrario. Mi sembra solo frutto della coda di paglia di Giordano. Dovrei pensare che sia un cretino se non si è accorto, dalla posizione privilegiata di segretario del partito, di cosa è accaduto nell’ultimo anno e durante la campagna elettorale. Ma non lo penso. Penso, invece, che Giordano avrebbe dovuto risparmiarsi nelle conclusioni al CPN le allusioni secondo le quali ci sarebbero stati veti al ritiro della delegazione di governo. Nelle riunioni alle quali ho partecipato non ho sentito nulla del genere e posso, al contrario, testimoniare una cosa. Nella riunione del gruppo alla camera, che fu la prima sede nella quale si discusse del voto di fiducia sul welfare, io proposi il voto contrario e fu Pegolo (della corrente dell’Ernesto) a proporre di votare la fiducia ritirando al contempo la delegazione del PRC dal governo. Giordano sedeva alla presidenza e una ventina di minuti dopo l’intervento di Pegolo fece un discorso conclusivo nel quale si disse contrario alle due proposte. Non so chi telepaticamente abbia potuto porre veti visto che non ricevette né fece telefonate. Mi permetto di avanzare un dubbio. Non credo che rifondazione potesse ritirare la delegazione di governo. Ma non per problemi interni. Bensì per il veto che sarebbe venuto da Mussi Pecoraro Scanio e Diliberto. Ma forse anche questo dubbio mi è stato suggerito dalla cultura del sospetto che si è improvvisamente impadronita della mia mente!

    Quanto alle critiche sulla proposta di svolgere un congresso a tesi posso rispondere senza problemi.

    Pensavo e penso che la cultura politica innovativa di rifondazione non si possa né si debba usare strumentalmente per metterla al servizio di una proposta politica, qualsiasi essa sia. Non capisco perché chi è d’accordo sulla nonviolenza dovrebbe essere per forza d’accordo sulla costituente di sinistra e viceversa. Del resto fra i più convinti sostenitori del superamento di rifondazione ci sono compagni che al congresso di Venezia votarono la mozione dell’Ernesto e contro la nonviolenza. Cosa farà Giordano al prossimo congresso? Espellerà Valentini dalla mozione, visto che teorizza che ci deve essere coerenza fra cultura politica e proposta? Mah!

    In realtà, e mi spiace dirlo, Vendola e Giordano, invece che sugli errori degli ultimi due anni, vorrebbero che il congresso discutesse sulla cultura politica dividendosi fra innovatori e conservatori. Vendola lo ha detto esplicitamente più volte. Perciò, e solo perciò, hanno respinto una proposta di buon senso. E cioè di dividersi su una questione controversa come la costituente di sinistra e di discutere liberamente sull’analisi del voto, sulle modificazioni sociali, sulle lotte da fare e anche sulla cultura politica. Questo si sarebbe potuto fare con tesi emendabili, che inoltre avrebbero dato, ma forse sarebbe meglio dire ridato, la parola agli iscritti.

    Invece andremo a un congresso a mozioni contrapposte. Ma in molti ci batteremo affiché siano emendabili.



    ramon mantovani

    http://ramonmantovani.wordpress.com/...innocente-mah/

  6. #26
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Prc, è guerra tra correnti

    Ida Rotano, 10 maggio 2008, 21:27
    Politica Rifondazione si avvia al congresso (che si terrà a Chianciano dal 24 al 27 luglio) prigioniera di un inestricabile viluppo di diffidenze, rancori, rimpianti. Saranno cinque i documenti che si fronteggeranno nelle assemblee congressuali. Nel Comitato politico di oggi i leader dei diversi schieramenti fanno finta di ascoltarsi e di inseguire una possibile mediazione, ma il pensiero è già rivolto a chi conquisterà la segreteria del Prc. L'ex ministro Paolo Ferrero o Nichi Vendola, popolare governatore della Puglia?




    Nella riunione del Comitato politico nazionale che deve licenziare i documenti congressuali la vera contesa è attorno al regolamento congressuale: l'area bertinottiana spinge per votazioni aperte per ore, nei circoli, dopo il dibattito; chi avversa questo sistema, è la tesi, non vuole "un partito di massa". Dall'altra parte si insinua che gli uomini di Giordano vogliano vincere il congresso grazie ai "signori delle tessere", agli assessori che fanno votare parenti e "clienti". Il voto sulle regole è previsto domani, nella seconda giornata di riunione.
    In questo clima di sfiducia così aspro cade nel vuoto l'ultimo rituale appello di Claudio Grassi e Paolo Ferrero a fare un congresso "a tesi", per "difendere il corpo del partito" da lacerazioni ulteriori. E già domani Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, dovrebbe annunciare la sua candidatura alla segreteria, come leader della mozione congressuale bertinottiana. Per ora il leader pugliese si limita a dire "rifletterò", ma è il segreto di Pulcinella. Intanto accusa gli avversari di volere un congresso "con il torcicollo", cioè con la testa rivolta al passato. E a chi gli chiede come pensa di conciliare i ruoli di leader del Prc e governatore retto dai voti del Pd, replica ricordando con orgoglio le sue competizioni elettorali disperate sempre vinte sul filo di lana: "Sono l'uomo delle sfide impossibili".
    E' un Comitato politico stanco e che ha fretta di licenziare quanto prima i documenti e il regolamento del congresso straordinario di Rifondazione che si svolgerà alla fine di luglio.
    I leader dei diversi schieramenti fanno finta di inseguire una possibile mediazione, ma il pensiero è già rivolto a chi conquisterà la segreteria del Prc. In questo clima che non ha ovviamente assorbito i colpi della sconfitta elettorale del 13 e 14 aprile, quando Sinistra-Arcobaleno è stata esclusa dalla rappresentanza parlamentare avendo ottenuto solo il 3% di voti, i documenti che si fronteggeranno nelle assemblee congressuali saranno cinque.
    Il primo ha come firmatario iniziale l'ex deputato Maurizio Acerbo, attuale reggente provvisorio del gruppo che gestisce gli affari correnti di Rifondazione dopo le dimissioni del segretario Franco Giordano, ma ha in Paolo Ferrero e nell'ex senatore Claudio Grassi i propri esponenti di punta (i firmatari di questo documento compaiono in rigoroso ordine alfabetico). Il testo propone la ricostruzione del Prc, scartando qualsiasi ipotesi di superamento del partito in una costituente della sinistra o in una costituente dei comunisti. Questo non significa - ha detto Ferrero nel suo intervento - che non sia necessario un rapporto unitario con Pdci, Sinistra democratica e Verdi (i contraenti del patto elettorale di Sinistra-Arcobaleno) per avviare una opposizione sociale contro il governo Berlusconi.
    Il secondo documento ha come primi firmatari Nichi Vendola, Franco Giordano, Gennaro Migliore, Milziade Caprili, Rina Gagliardi, Alfonso Gianni e la maggioranza di quanti si sono riconosciuti in passato nella gestione del Prc da parte di Fausto Bertinotti (questo gruppo è attualmente minoritario nel Comitato politico nazionale). Nel testo, si rifiuta l'arroccamento identitario e si rilancia l'idea della ricostruzione della sinistra che abbia in Rifondazione il principale protagonista, rifiutando però un giudizio del tutto negativo sulla partecipazione al governo Prodi e sull'esperimento di Sinistra-Arcobaleno.
    Il terzo e il quarto documento fanno riferimento a due minoranze tradizionali del Prc: la componente che fa capo alla rivista l'Ernesto guidata dall'ex deputato Pierluigi Pegolo e la componente di Falce e martello. Questi gruppi, contrari fin dall'inizio alla partecipazione del partito nel governo Prodi, optano per una rapporto unitario con altre forze comuniste e per la ricostruzione di una opposizione anticapitalista.
    Il quinto documento - la novità imprevista della riunione di oggi - ha come primi firmatari gli ex deputati Franco Russo, Walter De Cesaris (ci sarà forse anche la firma dell'ex deputata Elettra Deiana) e di alcune esponenti del Forum delle donne. Questo testo si pone a metà strada tra quelli che fanno riferimento a Ferrero e Vendola, cercando di impostare il congresso più sui problemi aperti dalla sconfitta elettorale che sulla contrapposizione tra schieramenti già precostituiti. La firma di De Cesaris, ex coordinatore della segreteria guidata da Giordano, indica inoltre un certo affanno nella dislocazione degli schieramenti tradizionali del Prc.
    Il segretario, secondo le regole in vigore, sarà eletto dal nuovo Comitato politico nazionale eletto al Congresso. Chi vorrà governare il partito, quindi, avrà bisogno della maggioranza assoluta. E a Rifondazione lo sbarramento elettorale non c'è.
    Quindi, se nessuno conquisterà la maggioranza assoluta, conteranno tutti i voti, compresi quelli delle minoranze. Sulla carta potrebbe esserci un esito paradossale dello svolgimento del congresso del Prc. Vendola è in grado di ottenere la maggioranza relativa del voto dei partecipanti ai congressi periferici, ma la somma dei consensi agli altri documenti potrebbe costituire una nuova maggioranza alla guida del partito in grado di eleggere Ferrero come segretario.
    I due interventi chiave della giornata di dibattito a Rifondazione sono quelli dell'ex segretario Franco Giordano e dell'ex ministro Paolo Ferrero. A Ferrero che calca la mano sull'unità del partito, ma contemporaneamente lancia la proposta di un coordinamento di opposizione dei partiti e delle altre forze organizzate della sinistra, e di una accelerazione della costruzione delle 'case della sinistra' sul territorio, Giordano replica gelido: "Dopo che sono stato accusato o di essere scemo o di voler sciogliere il partito (il riferimento è ai contenuti del blog di Ramon Mantovani, uno dei dirigenti schierati con Ferrero, ndr) parlare di unità è solo posizionamento congressuale". Frecciata finale al rivale: "Io non sarò candidato a cariche esecutive, sarebbe bene che chi ha avuto incarichi di massima responsabilità si ritirasse, per evitare forme di antipatica ripartizione delle responsabilità". Ferrero, però, aveva già aperto alla proposta lanciata da Russo e De Cesaris di ricostruire il partito dopo la disfatta elettorale lasciandolo per un anno senza segretario: "Non sono contrario", aveva detto nel suo intervento l'ex ministro.
    Nella tempesta della guerra fra correnti, uno dei pochi segnali di attenzione alle urgenze del mondo esterno lo lancia Gennaro Migliore, che se da un lato si impegna nel dibattito del Prc rilanciando la necessità di "una proposta politica", cioè della "costituente di sinistra" per evitare il ripiegamento, "l'esodo nella società", dall'altra concede a Ferrero di aver fatto una proposta "utile" a proposito del coordinamento di sinistra per costruire l'opposizione politica e sociale al governo Berlusconi.
    Sembra tramontata, al momento, l'ipotesi che Fausto Bertinotti si schieri apertamente nel dibattito interno, sottoscrivendo la mozione dei suoi fedelissimi: "Troverà il modo - dicono gli uomini di Giordano - di far conoscere il suo orientamento, ma se firmasse sarebbe la mozione di Bertinotti". Un biglietto da visita che evidentemente oggi a Rifondazione non aiuta. Ma sulla mozione Giordano si addensano malumori anche all'interno dell'area dell'ex maggioranza interna. Chi ha letto le prime bozze, parla di una mozione tutta sulla difensiva, che innalza la bandiera della difesa del partito per replicare all'accusa di aver lavorato allo scioglimento del partito medesimo nell'Arcobaleno. La difesa ufficiale è che nessuno ha mai parlato di scioglimento. Ma poi lontano dai microfoni, anche tra i dirigenti bertinottiani c'è chi ammette candidamente: "In effetti, per me superamento o scioglimento del partito sono la stessa cosa...".

    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7628

  7. #27
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    Registrazione della giornata di ieri del CPN del PRC

    http://www.radioradicale.it/scheda/253523

  8. #28
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    « Secondo Giordano sono un golpista, dalla cultura antica e nefasta, e lui è una vittima innocente. Mah!!!sassata n° 3
    Dopo il Comitato Politico Nazionale il quotidiano Liberazione che fa? Intervista Nichi Vendola (tutta la seconda e parte della terza pagina, richiamo in prima e due foto) facendogli domande del tipo: Ferrero dice Ferrero propone, in modo che possa rispondere, travisare, mentire.

    Sabato si era discusso di politica, ma Vendola non ha sentito il bisogno di dire la sua.

    Però si è “candidato” alla segreteria del partito in una conferenza stampa.

    E Liberazione lo intervista per questo.

    Così i lettori, questo è il giochetto sporco, hanno l’impressione che ci sia un candidato del partito e che gli altri siano dissidenti. Così hanno l’impressione che ci siano già due candidati, uno osannato dal popolo e l’altro frutto di un complotto. Così che non si discuta di cosa è successo negli ultimi due anni e di cosa bisogna fare, bensì di presunte identità statiche e di meravigliose capacità suggestive, innovative e comunicative.

    E’ la prima volta, lo dico per i lettori che non lo sanno, che nel Partito della Rifondazione Comunista, qualcuno annuncia che si candida alla segreteria del partito. Ben sapendo che non sarà il congresso ad eleggerlo bensì il nuovo comitato politico nazionale eletto democraticamente sulla base dei consensi dei diversi documenti.

    In un partito democratico bisogna prima decidere una linea politica e poi un segretario, non scegliere una persona che poi detterà in modo monarchico la linea che vuole lui.

    Ciò che ha fatto Vendola è un’altra ferita inferta ad un partito che è stato troppo malato di leaderismo e che così rischia di scivolare nel Veltronismo più bieco.

    Non a caso Vendola gode già, da diverse settimane, dell’appoggio esplicito del Partito Democratico e di tutto il suo sistema informativo.

    Vendola, nella conferenza stampa, ha parlato moltissimo di se stesso ed ha detto che salverà il partito, la Puglia e la sinistra in generale.

    Va bene che ha un filo diretto con Padre Pio e con Dio ma mi sembra un tantino esagerato. O no?

    Io confido nell’intelligenza delle compagne e dei compagni, nella loro voglia di ragionare, capire, decidere.

    Evidentemente Vendola confida nella paura del futuro, nell’istinto ad essere rassicurati da un leader o da un falso profeta.


    SANSONETIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…..


    Ti comunico che nella mozione che ho firmato, come tutti in ordine alfabetico, siamo tutte e tutti candidati alla segreteria del partito ed abbiamo diritto allo stesso spazio di Vendola. E non chiediamo un giornalista inginocchiato, coma Anubi D’Avossa Lussurgiu, per essere intervistati.

    Non ne abbiamo bisogno.


    ramon mantovani

    http://ramonmantovani.wordpress.com/...ata-n%c2%b0-3/

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Hank_29 Visualizza Messaggio
    non credo...da quanto mi ha detto un mio amico di RC pare che dopo il congresso il partito si dividerà in quelli che tenteranno di fare il partito comunista e quelli che unendosi con Boselli e Mussi daranno vita ad una sinistra unitaria, del tipo della SA
    Boia fauss! Sbagliare è umano, ripetere lo sbaglio pure ma perseverare...

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    non sono disposti a perdere
    e conoscono i mezzi per vincere
    gli equilibri del cpn saranno rovesciati dal congresso
    vincono vendola e Giordano

    questo lo sanno tutti

    solo Grassi manda i suoi in giro a dire che vincono
    ma lo sanno benissimo come finisce

    d'altra parte Ferrero si accorderò con Giordano
    e Claudio resterà ancora una volta con il cerino in mano....


    d'altra parte..salvare rifondazione così com'è è totalmente inutile se non si dice "per fare cosa"
    Rifondazione è un partito che ,tranne qualchbe federazione, non c'è piu'
    ha subito uno tsunami per anni: il bertinottismo
    e le elezioni hanno dato il colpo di grazie a quello che restava di un partito destrutturato e decomunistizzato

    bisogna dire la verità non fare propaganda
    non è questo il momento
    Tanto peggio tanto meglio?
    Non ci porta da nessuna parte.
    Difendiamo il partito, costruiamo l'opposizione politica e sociale al governo di destra
    Myrddin

 

 
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