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Discussione: Pago io la mensa

  1. #1
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    Predefinito Pago io la mensa

    di Un cittadino di Adro


    Pago io la mensa, oggi tutti a scuola


    Non dovranno rinunciare alla mensa scolastica i 40 bambini della scuola di Adro (Brescia), esclusi perché i loro genitori non avevano pagato tutte le rate. Anche se le Acli si sono offerte di aiutarli, il sindaco leghista Lancini pretendeva il pagamento del «pregresso». Ci penserà un anonimo donatore, che ha inviato questa lettera.

    Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L'albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene.
    È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. A scanso di equivoci, premetto che: non sono «comunista». Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona. So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso nel dubbio, sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione. (....) Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla , prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla agli ebrei non era poi una cosa che faceva male. I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono.

    Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno. Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? (.....) Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i mie preti «urlare», scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio». Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell'amore». Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia.

    So per certo che non sono tutti ottusi, ma che non si nascondano dietro un dito, non facciamo come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti «compagni che sbagliano». Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io al pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro (regolari). (....) Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli. I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E' anche per questo che non ci sto.

    Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. (....) Sono certo che almeno uno dei quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del «grande fratello». Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c'è, ma solo per tutto il resto.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Pago io la mensa

    "Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels


    A Barletta nove bimbi poveri esclusi dalla mensa, a Verona in sedici non possono utilizzare lo scuolabus

    Non ce la fanno a pagare la retta e così i loro figli non possono mangiare in mensa. Dopo il caso di Brescia (e l'intervento del generoso imprenditore) la carenza di misure improntate alla solidarietà e all’assistenza delle istituzioni fiorisce ancora sollevando, una volta di più, interrogativi sulla deriva del nostro stato sociale e sulla necessità di un suo maggior finanziamento. Nella scuola elementare “Modugno” di Barletta, l’unico istituto che offre il tempo pieno, ci sono dei bambini che restano senza un pasto caldo perché le loro famiglie non hanno i mezzi per pagare le spese. A Verona invece i bambini non possono più salire sul bus della scuola perchè i genitori non possono pagare l'abbonamento.

    I genitori non hanno i soldi per la card mensa -
    La notizia è stata riportata oggi da alcuni quotidiani locali come il Corriere del Mezzogiorno. I genitori dei nove bambini - secondo quanto viene denunciato nell'articolo - non possono ricaricare la card dei pasti perché non hanno i soldi per farlo. E allora a Barletta, comune retto dal sindaco del centrosinistra Nicola Maffei, chi non paga non mangia. Così quando suona la campanella della mensa, una parte degli alunni scende nel refettorio ma i nove piccoli senza card carica aspettano in classe e qualche volta mangiano un panino. La situazione si sta verificando nella scuola da qualche giorno.

    Il Comune cerca una soluzione -
    La dirigente del settore ai servizi sociali del Comune Maria Rosaria Donno assicura che si sta cercando una soluzione: "purtroppo - spiega - il bilancio non è stato approvato e lavoriamo in ristrettezze". La dirigente ha comunque assicurato che già da oggi tutti i bambini della scuola potranno mangiare un pasto caldo.

    Bambini senza bus scolastico -
    A Verona, città del sindaco leghista Tosi, intanto i bambini vengono lasciati a piedi e non possono salire sul bus scolastico quando i genitori sono in ritardo con i pagamenti dell’abbonamento. E’ accaduto per 16 bimbi lasciati a terra dopo le vacanze pasquali. La retta di 23 euro al mese non era stata pagata dai loro papà e mamme. In procinto di seguire la stessa sorte ci sono altri 93 bambini, se i loro genitori non salderanno gli arretrati. Il pesante giro di vite dell’amministrazione comunale veronese sembra sia arrivato dopo alcuni solleciti, spediti a una cinquantina di famiglie morose, su 1117 utenti che utilizzano il servizio.

    Tiscali Italia
    Muntzer il Sopravvissuto

  3. #3
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    Predefinito Rif: Pago io la mensa

    Solo due esempi per rendersi conto di come la crisi morde e mette in grave difficoltà famiglie "povere" che ormai fanno davvero fatica non ad arrivare alla terza settimana ma a sbarcare il lunario giorno per giorno. Famiglie nelle quali, semmai, il papà è stato licenziato o in cassa integrazione e la mamma non lavora o si arrangia a fare lavori di servizi domestici.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Pago io la mensa

    Il meccanismo che ha messo in moto la Lega è quello, gravissimo, della criminalizzazione della povertà in sé.
    In questa società nessuno vuole essere povero, quindi chi lo è sta di sicuro barando, ergo è perseguibile penalmente.
    Questo è l'immaginario simbolico che innescano e che ritengo pericolosissimo.

    Ragionandoci ieri molto velocemente credo che il processo sia più o meno così: esiste una soglia di povertà già criminalizzata a prescindere dalla società. Ne fanno parte gli esclusi del ciclo produttivo come i senza tetto, gli sbandati, gli zingari, etc. Ora, preso atto che il mercato del lavoro è oramai composto da due camere a tenuta stagna differenziate: di qua il mercato del lavoro stabile e più o meno garantito, di là quello a intermittenza, in nero, precario, senza nessuna tutela, stanno operando per ridurre al minimo il primo mercato (troppo costoso per i loro standard BCE) e di fare scivolare la componente sociale che sta nel secondo verso la fascia già criminalizzata che descrivevo prima. Insomma, fare shiftare tutti di un posto verso il baratro, proprio dal punto di vista simbolico dell'appartenenza sociale.
    Se già il lavoratore in quanto tale è stato delegittimato socialmente (non c'è più l'orgoglio di appartenere al blocco sociale di quelli che mandano avanti la baracca-Italia), ora si sta cercando di rendere il lavoratore che non ce la fa come un paria, da isolare e spingere in giù invece di aiutarlo tramite la solidarietà.
    Un processo che se passa (e sta passando), annichilirà completamente il conflitto sociale in Italia.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Pago io la mensa

    Verona:

    Non pagano la retta, 16 bimbi giù dallo scuolabus

    La guerra della giunta contro «furbetti» e veri indigenti

    Bambini che non possono più salire a bordo dello scuola bus, dopo quelli lasciati a pane e acqua nella mensa.

    Riesplode clamorosamente la questione del pagamento delle rette ai Comuni.
    Ultima modifica di Epifanio; 16-04-10 alle 12:21

  6. #6
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    Predefinito Rif: Pago io la mensa

    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    Il meccanismo che ha messo in moto la Lega è quello, gravissimo, della criminalizzazione della povertà in sé.
    In questa società nessuno vuole essere povero, quindi chi lo è sta di sicuro barando, ergo è perseguibile penalmente.
    Questo è l'immaginario simbolico che innescano e che ritengo pericolosissimo.

    Ragionandoci ieri molto velocemente credo che il processo sia più o meno così: esiste una soglia di povertà già criminalizzata a prescindere dalla società. Ne fanno parte gli esclusi del ciclo produttivo come i senza tetto, gli sbandati, gli zingari, etc. Ora, preso atto che il mercato del lavoro è oramai composto da due camere a tenuta stagna differenziate: di qua il mercato del lavoro stabile e più o meno garantito, di là quello a intermittenza, in nero, precario, senza nessuna tutela, stanno operando per ridurre al minimo il primo mercato (troppo costoso per i loro standard BCE) e di fare scivolare la componente sociale che sta nel secondo verso la fascia già criminalizzata che descrivevo prima. Insomma, fare shiftare tutti di un posto verso il baratro, proprio dal punto di vista simbolico dell'appartenenza sociale.
    Se già il lavoratore in quanto tale è stato delegittimato socialmente (non c'è più l'orgoglio di appartenere al blocco sociale di quelli che mandano avanti la baracca-Italia), ora si sta cercando di rendere il lavoratore che non ce la fa come un paria, da isolare e spingere in giù invece di aiutarlo tramite la solidarietà.
    Un processo che se passa (e sta passando), annichilirà completamente il conflitto sociale in Italia.
    Perché, non fa parte della "guerra dei ricchi contro i poveri"?

    D'accordo invocare il conflitto ma non è scontato che lo si vinca...
    Ultima modifica di Lord Enlil; 16-04-10 alle 13:21

 

 

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