









Allora, per dimostrarti che ero sobrioquando ho scritto quel post, ti aggiungo qui un estratto molto illuminante di quello che Evola nei sui ultimi anni di vita rieneva giusto fare...
"Una coalizione delle forze di Destra***, se già da tempo in Italia sarebbe stata auspicabile, al giorno d'oggi, dato il crescente deteriorarsi della situazione interna, dovrebbe presentarsi come una esigenza imprescindibile a chiunque abbia un senso di responsabilità politica e morale".
***si riferisce per l'occasione ai liberali, ai monarchici e ai missini.
"Ma se il liberalismo, rifacendosi alla sua tradizione pre-ideologica e pre-illuministica, si limitasse a propugnare la massima libertà possibile della sfera individuale privata, a combattere ogni abusiva o non necessaria intromissione in essa di poteri pubblici e societari, se esso servisse da remora alle tendenze "totalitarie" in senso negativo e oppressivo, se difendesse il principio di libertà parziali, se fosse disposto a riconoscere uno Stato omnia potens ma non omnia facens (W. Heinrich) ossia esercitante una superiore autorità senza intromettersi dappertutto, il contributo "liberale" sarebbe senz'altro positivo."
(J. Evola, Idee per una Destra. I due volti del liberalismo, in Il Borghese, n.41, 10 ottobre 1968)
La gravità dell'attacco socialcomunista allo Stato italiano fece sì che a cavallo degli anni settanta Evola abbandonasse del tutto le remore precedentemente espresse nei confronti del liberalismo. E sul Borghese di Tedeschi lanciò l'amo che doveva servire ad un'alleanza per una "Grande Destra". Purtroppo Malagodi non ne volle sapere. Se invece l'allora segretario del PLI avesse detto sì ad Almirante noi avremmo avuto il Polo delle Libertà con venti anni e passa di anticipo..!


ho capito, ma erano scenari e uomini totalmente differenti. una nobile alleanza fra le varie ideologie della destra è quanto di più distante dall'attuale pdl.