e chi li mette dopo i soldini?![]()
e chi li mette dopo i soldini?![]()


Mancini deve restare!


Considerando che il prossimo anno non si vincerà lo scudo, se si vuole tentare di andare avanti in Champions, Mancini non è l'allenatore adatto.
Quello che doveva dare ha dato, grazie di tutto, arrivederci e buona avventura in Inghilterra (consiglierei il Manchester City piuttosto che il Chelsea)
INTER: MANCINI DONA MAGLIA A MADONNA
Allenatore nerazzurro scala in bicicletta il passo della Cisa
(ANSA) - FIRENZE, 20 MAG - Roberto Mancini ha scalato in bici il passo della Cisa per recarsi a un santuario dove ha lasciato la maglia dello scudetto dell'Inter. Lo scrive 'Il Tirreno', precisando che il tecnico nerazzurro ha scalato il 'muro', con pendenze anche del 18%, per arrivare al santuario della Madonna della Guardia, a Berceto (Parma). La chiesa e' meta di molti sportivi da quando, nel 1965, Vittorio Adorni offri' alla Madonna la maglia rosa vinta al Giro. Anche Gianni Rivera dono' la sua casacca.
Quando ho letto il titolo pensavo che l'avesse regalata a madonna la cantante!![]()
Chissà dove sarebbe andato se avesse vinto la Champions!![]()


Dopo Liverpool si.


L'uomo che sapeva solo vincere
http://www.iostoconmancini.com/luomo...-solo-vincere/
Chissà quanti sassolini si sarebbe voluto togliere dalle scarpe. Immaginavo non parlasse: in prima fila quando c’è da prendersi le responsabilità, in disparte quando c’è da raccogliere i meriti. Forse Mancini lo hanno capito ancora in pochi.
Le persone che lo odiano sono tante quante lo stimano, forse anche di più. Colpa di quella faccia da schiaffi, di quello sguardo irriverente, di quella lingua tagliente, di quel carattere riservato ed orgoglioso così difficile ai compromessi ed ai sorrisi di circostanza. Colpa soprattutto del suo essere un numero uno, di avere così tanto talento in ogni cosa che fa da raggiungere sempre un traguardo. E’ questo che ai suoi detrattori non va giù: Mancini vince con la forza del lavoro, della coerenza e della fiducia illimitata nelle sue capacità.
Da calciatore è stato il simbolo della Genova blucerchiata nel fiore degli anni e della Roma biancoceleste nella sua maturità: due sfide difficili, impossibili. Lo diceva la storia, l’albo d’oro, quello che racconta la verità. Quei due scudetti, che tuttora rimangono i loro ultimi, sono capovalori che consegnano all’immortalità ed il Mancio ne fu un protagonista assoluto, quasi la guida spirituale, ricambiato con incondizionato amore per la sua totale dedizione alla causa.
Finita la carriera da giocatore, il passo verso la panchina fu breve: il carisma, la pignoleria e la passione per questo sport erano e sono impossibili da reprimere. Nella Fiorentina e nella Lazio pre disastri economici riuscì ancora a lasciare un segno del suo passaggio, due coppe Italia che erano il massimo di quanto si potesse legittimamente aspirare. Non furono solo rose e fiori: si sa che le storie brulicanti di passione non si chiudono mai restando amici.
Al Mancio però mancava la legittimazione del suo talento: vincere e convincere in una grande. Quale fascino maggiore dell’Inter nobile decaduta ed in cui illustri colleghi come Lippi o Cuper ne erano usciti fortemente ridimensionati? La centrifuga nerazzurra sembrava davvero troppo per lui, nonostante un gioco spesso divertente e le coppe italiane di minor pregio comunque messe in una bacheca ricca ormai solo di ragnatele. Il destino del vincente è anche quello di avere la fortuna dalla sua lungo il cammino: spunta Calciopoli a rimettere ordine in serie A e scombinare i piani di Moratti con Capello.
Il Mancio ha le spalle larghe e forti ( la società spesso no… ) per prendersi in carico la responsabilità di essere la squadra leader e diventare bersaglio di invidie, rabbia e frustrazioni dei potenti dittatori dell’epoca. Arrivano gli scudetti e i record in Italia, non la legittimazione europea, quella che ha solo sfiorato anche da calciatore con la Samp. Pochi ricordano che per i miracoli (la coppa Campioni all’Inter manca da 40 anni… ) bisogna ancora organizzarsi e crescere molto.
Non basta perchè i detrattori e gli invidiosi di professione si inventano nuove recriminazioni: non c’era la Juve, c’erano le penalizzazioni, ci sono gli aiuti arbitrali. Così nel campionato appena concluso i nerazzurri prima dominano, poi rallentano, poi resistono, poi crollano e poi risorgono: lo vincono e lo perdono almeno 4 volte. Nella storia dell’Inter questo scudetto non ha forse eguali, è tra i più belli e sofferti di sempre.
La tifoseria nerazzurra, sempre impegnata come la dirigenza a dividersi e scontrarsi al suo interno oltrechè con l’esterno, vive una gioia totalizzante, sentimento sconosciuto e inebriante.
Roberto Mancini entra nella storia, la commozione e la felicità sotto l’acquazzone del Tardini si trasformano nella serenità alla festa del Meazza di chi sa di aver compiuto la sua missione. Nessuno gliela potrà più cancellare o mettere in discussione. Le incomprensioni, i dispetti, le amarezze degli ultimi mesi passano e si consegnano all’albo d’oro dei ricordi. Come le vittorie nell’albo d’oro del calcio.
Non abbiamo sentito le sue parole, non ci servivano. Grazie mister ed in bocca al lupo per il nuovo traguardo da raggiungere. All’Inter o altrove, so già che lo conquisterà.


Aggiornamento.
Primi quattro anni di Mancio all'Inter: 3 scudetti, 2 CI (e una finale ancora da giocare), 2 Supercoppe.
Primi quattro anni di Ferguson al Man Utd (non dimentico che comunque veniva dalla spettacolare epoca dell'Aberdeen degli anni '80): 1 Fa Cup.
Tempo al tempo.
Gestione Moratti: 8 trofei vinti, 7 targati Mancini (e forse un ottavo sabato sera).
Il più vincente dopo Herrera (stesso numero di trofei, maggiore per il momento rimane la qualità di Helenio) in 100 anni di storia. Il nuovo Mago.
Media di DUE trofei all'anno in una bacheca con ragnatele da 40 anni.
Tre scudetti consecutivi vinti: mai successo nella storia dell'Internazionale, succede nell'anno del suo Centenario.
"È per gli Interisti, solo per gli Interisti".
L'ennesimo colpo di tacco nella tua carriera da leggenda: grazie Roberto, un predestinato, un campione nella vita, sul campo e in panchina, un Bauscia e un interista vero, a differenza di certi altri che ti circondano in questa società. Grazie di tutto, Mancio.
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speriamo però che mourinho faccia rosicare gli altri come ha saputo far lui...d


oggi in europa ci sono squadre fortissime,
pretendere la champions da questa ottima squadra (ma nn di campioni) e' assurdomancini ha vinto il 100% di quello che poteva vincere
con il record degli infortuni e delle espulsioni nel 1 tempo
nn si puo paragonare la rosa del liverpool, chelsea, manchester, arsenal, barcellona, real con questa squadra attempata con solo 3 fuoriclasse :
ibra (ma e' discontinuo e sbaglia le partite decisive), j cesar e figo (che e' un 72)