4 Mag. - Il sondaggio e l'analisi di Renato Mannheimer pubblicati oggi sul Corriere della Sera mostrano che la fiducia degli italiani sul nuovo Parlamento è del 37% ma, in controtendenza, è in forte crescita il gradimento verso il Presidente della Repubblica.
Esauritisi l'interesse e la partecipazione del periodo elettorale, si riaffaccia, immediato, il fenomeno della sfducia e dell'ostilità verso la politica, che molti definiscono "l'antipolitica" e che si è tutt'altro che sopito. Esso si manifesta anche nei confronti del nuovo Parlamento, appena insediatosi.
L'opinione pubblica, infatti, mostra diffuso scetticismo -talvolta vera e propria disaffezione- nei confronti di questa istituzione: interrogato nei giorni scorsi, quasi il 60% di un campione di elettori ha espresso "poca/pochissima" fiducia.
L'atteggiamento critico è presente in modo quasi uniforme in tutto l'elettorato. Si rileva però una differenziazione legata all'orientamento politico, con più giudizi negativi (69%) tra chi dichiara di sentirsi di centrosinistra, o di sinistra tout court. In questo caso, evidenemente, l'opinione dipende dal sentimento di appartenenza al proprio schieramento: il popolo della sinistra ricorda l'esito delle ultime elezioni e manifesta sfiducia verso i parlamentari eletti nella maggioranza (e in qualche modo anche verso i propri).
E' triste notare come il giudizio su di una istituzione quale il parlamento debba dipendere in buona misura dalla parte politica cui si fa riferimento e non da considerazioni più generali. Ma la valutazione di sfiducia è largamente prevalente (64%) anche tra chi ha votato centrodestra alle ultime elezioni. Ed è significativo che l'attegiamento critico verso questa (e altre) istituzioni politiche, dopo aver caratterizzato fortemente gli ultimi anni, trovi ancora un così largo spazio. Si tratta di un segnale importante, del quale occorre che tutti gli attori politici (compreso il neoeletto Parlamento) tengano conto.
Vi è, tuttavia, un'istituzione verso cui, da molti anni, gli italiani mostrano grande apprezzamento. Si tratta del Presidente della Repubblica, per il quale le percentuali di consenso sono elevatissime; si arriva al 74% con un trend in forte crescita nel tempo (era 62% tre anni fa). Anche in questo caso, emerge una differenziazione legata alle preferenze politiche. Chi è orientato a sinistra o a centrosinistra manifesta un sostegno ancora maggiore (84%) a Napolitano. ma anche il 69% degli elettori del centrodestra esprime il suo assegnamento verso il Presidente. Particolarmente in questo periodo delicato, caratterizzato dalle consultazioni per il nuovo governo: il 66% giudica Napolitano "al di sopra delle parti". E l'82% ritiene che sia opportuno che intervenga sulle questioni più importanti del Paese.
In definitiva, il Presidente della Repubblica costituisce almeno fino a questo momento, l'unica istituzione politica verso cui esprime consenso la maggioranza degli italiani. Ciò comporta grandi responsabilità per Napolitano -verso cui si concentra di fatto tutto il sentimento di identità nazionale presente nel Paese-, ma suggerisce anche la necessità di un impegno da parte delle altre istituzioni per riacquistare la fiducia dei cittadini. (Renato Mannheimer)
http://www.clandestinoweb.com/sondag...gli-ita-2.html




Rispondi Citando