La cattura nella notte dopo la confessione di Raffaele Dalle Donne
Hanno 20 e 19 anni, hanno ammesso: la politica non c'entra
Verona, presi altri due aggressori
del giovane pestato selvaggiamente
Ricercati altri due membri del gruppo che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli
Le condizioni del giovane si sono aggravate: più vicina la morte cerebrale
Il luogo del pestaggio a Verona
VERONA - La Digos della Questura di Verona ha fermato altri due giovani coinvolti nel brutale pestaggio di Nicola Tommasoli, ricoverato all'ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio. Interrogati nella notte in questura, i due avrebbero ammesso le loro responsabilità convincendo la magistratura a trasformare il fermo in arresto nel carcere veronese di Montorio.
Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, catturati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri di distanza da Verona. Ieri si era costituito e aveva confessato Raffaele Dalle Donne, un estremista di destra già noto alle forze dell'ordine per episodi di violenza. Gli altri due componenti del gruppo non ancora arrestati sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Pero e Tabuio, risultano fuggiti all'estero con l'auto della madre di uno di loro, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese. "Mi auguro che si consegnino presto, liberandosi del peso come hanno fatto gli altri tre", ha spiegato il vicequestore Vincenzo Stingone.
Per tutti l'accusa è di lesioni personali gravissime. Gli investigatori ritengono infatti che le responsabilità dei componenti del quintetto siano le stesse per tutti. "Ancora dobbiamo ricostruire esattamente la dinamica dell'aggressione - ha detto il dirigente della Digos di Verona Luciano Iaccarino - Questi ragazzi ammettono la partecipazione all'aggressione e ognuno fornisce la propria versione".
La cattura è stata resa possibile dopo che ieri Dalle Donne aveva confessato di essere uno degli autori dell'aggressione a Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita nel centro di Verona solo perché si era rifiutato di offrire una sigaretta. Dalle Donne, 19 anni, interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, è un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. "Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio", avrebbe detto ieri tra le lacrime il padre di Raffaele Dalle Donne, al momento dell'arresto del figlio.
I tre arrestati sono tutti giovani di buona famiglia che frequentano lo stadio, la curva sud del Bentegodi, e che hanno sporadicamente partecipato a manifestazioni di estrema destra. Malgrado la marcata connotazione politica degli aggressori, secondo quanto detto dagli investigatori nel corso di una conferenza stampa, a scatenare il pestaggio sarebbero stati motivi futili. "Il pestaggio - ha detto il questore di Verona, Vincenzo Stingone - non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras".
Intanto le condizioni di Tommasoli si fanno sempre più disperate. "Il quadro clinico di Nicola Tommasoli, ricoverato mercoledì notte presso l'Unità di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell'Ospedale di Borgo Trento, si è ulteriormente aggravato", rileva il bollettino medico emesso stamane a firma del direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Verona, Pier Paolo Benetollo. "Il giovane al momento del primo soccorso - è spiegato - presentava arresto cardiocircolatorio a seguito di grave trauma cranio-cervicale con emorragia cerebrale. Le condizioni di Nicola Tommasoli sono peggiorate e questa mattina sono presenti le condizioni cliniche che portano alla convocazione del Collegio Medico per l'accertamento di morte con criteri neurologici". Nelle prossime ore continuerà quindi l'osservazione per l'eventuale dichiarazione di morte cerebrale del giovane.
(5 maggio 2008)
http://www.repubblica.it/2008/05/sez...e-fermati.html




Il luogo del pestaggio a Verona
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