Oggi è un ottimo giorno per iniziare questa nuova discussione...
prendo spunto da un passo che mi è capitato di rileggere in questi giorni per tutt'altri motivi, ma il fatto mi ha suscitato una serie di riflessioni che sarebbe molto bello discutere qui con voi- per questo è un bel giorno per cominciare questa discussione, oggi, giorno del rinnovamento...
"Nemesi ('debita esecuzione') era stata Dea-Ninfa della Vita e della Morte cui gli stessi filosofi diedero un nuovo aspetto affidandole un controllo morale su Tiche...la Nemesi dei filosofi era venerata a Ramnunte dove, secondo Pausania, il comandante in capo dei persiani, che si preparava a innalzare un trofeo marmoreo per celebrare la sua conquista dell'Attica, fu costretto a ritirarsi quando gli giunse la notizia della sconfitta navale di Salamina; il marmo fu allora usato per farne una statua della Dea -Ninfa locale, Nemesi...vendetta divina in luogo di debita esecuzione...dai tempi di Omero in poi invece Nemesis aveva significato quel caldo sentimento umano che suggerisce di pagare ciò che si deve e di portare a termine il proprio compito.
Ma Nemesis aveva l'appellativo di Adrastea, e Adrastea era anche il nome della nutrice di Zeus, una ninfa del frassino...sorella quindi delle Erinni".
Mi ha sempre ispirato questo collegamento nella mentalità antica fra Dovere, debita esecuzione e personificazione della Giustizia divina manifestantesi nei decreti o nel suono della musica indecifrabile per noi mortali di Ananke- Adrastea; di questi tempi rifletto sempre più su questo tema che appare forse per noi vitale recuperare, poiché se conoscere non è null'altro che ricordare, allora cos'è più fondamentale ricordare se non questa melodia , ciò che Pitagora udiva e scorgeva in chiari esempi immortali di fronte a sè- e ancora: se la filosofia, nel suo carattere antico, non è altro che letteralmente amore della sapienza, e se la sapienza non è altro che questa memoria che dobbiamo riavvicinare con tutta la grazia possibile, non sarà per caso che tutto il percorso sia volto esclusivamente a ritrovare la fonte e la sorgente di questo canto che informa di sè ogni cosa esistente?
In tutte le culture tradizionali vige perciò questo imperativo (qualcosa di simile si trovava nelle 'Leggi di Giustizia'...)- Fato, Dovere, Necessità e Giustizia...ovvero nient'altro che il fondamento degli atti di tutti gli esseri umani, la base intrinseca, il loro movente profondo...(in effetti anche Krishna afferma ch'è preferibile compiere il proprio specifico dovere o Dharma piuttosto che realizzare il dovere di altri in modo eccellente...)- ho una certa fissazione per questo tema, motivata peraltro dalla mia formazione, dal momento che i giuristi più affermati ancora non sanno risolvere gli interrogativi che stanno alla base e sono l' a priori di qualsiasi fondazione legislativa; inutile lamentarsi della condizione attuale se neppure si è in grado di discernere i valori sui quali poggia l'intero ordinamento fasullo e falsante le Leggi in base alle quali Nemesis decide del giusto e dell'ingiusto...
Allora nel caotico susseguirsi di teorie dell'età contemporanea, mi dà sollievo leggere di questa Norma preesistente ai nostri futili errori, una Norma eccelsa ch'è cantata magnificamente nell'inno Orfico che segue:
Oh Nemesi, ti celebro, dea, somma regina,
tutto vedi , osservando la vita dei mortali dalle molte stirpi;
eterna, augusta, che sola ti rallegri di ciò che è giusto,
che muti il discorso molto vario, sempre incerto,
che temono tutti i mortali che mettono il giogo al collo:
Perchè a te sempre sta a cuore il pensiero di tutti, nè ti sfugge
l'anima che si inorgoglisce con impulso indiscriminato di parole.
Tutto vedi e tutto ascolti, tutto decidi;
in te sono i giudizi dei mortali, demone supremo.
Vieni, beata, santa, agli iniziati sempre soccorritrice,
concedi di avere una buona capacità di riflettere, ponendo fine
agli odiosi pensieri empi, arroganti, incostanti.
Io spero di tutto cuore che questo pensiero ci sostenga sempre tutti, noi amanti del Vero, al di là di qualsiasi follia momentanea, che talvolta affligge il cuore dei mortali, e nello stesso modo spero che ci guidi al raggiungimento di un sapere più alto di quello offerto dalle miserie del mondo odierno che altro non sono se non fumo negli occhi...ma la nebbia cala con il primo sorgere del Sole...
Saluti!




Rispondi Citando
?


