Meno Hollywood più cinema italiano, questa è la parola d’ordine del neosindaco della Capitale riguardo al futuro del Festival del Cinema di Roma. “Basta con gli sprechi di denaro. Il cinema italiano ha bisogno di investimenti nella produzione”; tuona così il regista Pasquale Squitieri, designato come futuro organizzatore della kermesse, e aggiunge “Il cinema italiano è stato in gran forma nel passato ma adesso non esiste più. Che cosa celebriamo allora? Nicole Kidman e Leonardo Di Caprio?”. Anche dal versante opposto Alemanno incassa consensi, per esempio da Claudio Amendola “Su questo ha il mio appoggio - dice l'attore romano - detesto quel tipo di mondanità, è un appuntamento folkloristico. Per me la Festa del Cinema è come la corazzata Potemkin... ”. Il Sindaco poi aggiunge che la Festa del Cinema di Roma non va abolita, ma collegata alla produzione nazionale, e avanza l'idea di collegarla al David di Donatello. Quest’idea è condivisa sia dagli organizzatori del Festival di Venezia che da quelli del Festival di Torino, che hanno sempre visto malvolentieri l’ingombrante presenza del Festival di Roma nello stesso periodo. Infatti secondo Alessandro Casazza, presidente del Museo del cinema “avevamo detto subito che la programmazione nelle tre città andava rivista. Tre festival in due mesi e mezzo, e tutti di dimensione internazionale, non potevano che collidere, specie in una fase in cui il cinema di qualità non produce abbastanza”. La polemica scoppiata oltremanica, con gli articoli allarmistici ed al veleno dei grandi tabloid di spettacolo anglosassoni, sembra non scalfire la sicurezza di Alemanno riguardo le sue intenzioni pre-elettorali: “soprattutto - ha aggiunto - bisogna ci sia la sensazione che non sia troppo una passerella di star hollywoodiane, un fatto solo di immagine. Questo non interessa i romani e non interessa neanche la nostra produzione. Il dato fondamentale - ha concluso - è che diventi un luogo per valorizzare la città di Roma e la produzione nazionale”.
http://www.ecodelcinema.com/20080505...a-italiana.htm
Ottimo.
Come ottime anche le critiche,sentite stamane per radio, alla vergognosa manifestazione del gaypride,che mi auguro venga vietata.
Alemanno parte col piede giusto,come un vero uomo di Destra.
L'unico problema è che la sua cultura nel PDL difficilmente potrà affermarsi pienamente.
Però è bello vedere un uomo di Destra che pone come primi atti della sua azione politica la difesa dell'Italianità e dei Valori Etici.




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