L'intercettazione è un'odiosa invasione della privacy e della proprietà privata, e dovrebbe essere proibita in quanto atto invasivo. Nessuno, o quasi nessuno, approva l'intercettazione privata. La controversia esiste per coloro che ritengono che la polizia dovrebbe avere il permesso di intercettare le telefonate di coloro che essa sospetta essere dei delinquenti. Come potrebbero altrimenti essere catturati i criminali? In primo luogo, da un punto di vista pratico, è molto improbabile che le intercettazioni possano essere efficaci nello sventare crimini commessi "in un solo colpo", come una rapina in banca. Le intercettazioni vengono utilizzate generalmente in quei casi in cui l'"impresa" criminale è sorretta da un'organizzazione regolare e continua - come il traffico di stupefacenti e il gioco d'azzardo - ed è quindi vulnerabile allo spionaggio e alle "cimici". In secondo luogo, siamo del parere che è di per sé un atto criminoso invadere la proprietà di chiunque non sia stato ancora condannato per un crimine. Sarà anche vero, per esempio, che se il governo impiegasse dieci milioni di agenti per spiare e intercettare le telefonate dell'intera popolazione, il numero di crimini privati diminuirebbe. Ma cosa sarebbe tutto ciò in confronto al crimine di massa che verrebbe commesso, legalmente e senza vergogna, dal governo stesso?
C'è una sola concessione che ci sentiamo di fare a proposito della polizia, ma è improbabile che alla polizia possa piacere. E' giusto invadere la proprietà di un ladro, per esempio, che a sua volta ha iinvaso in modo molto più grave la proprietà altrui. Suppomiamo che la polizia decida che Jones sia un ladro. Essa intercetta le sue chiamate, e usa questa prova per farlo condannare. Possiamo dunque ritenere che tali intercettazioni siano legittime, e che quindi non vadano punite, a condizione però che, se Jones risulta innocente, la polizia e i giudici che hanno autorizzato l'intercettazione vengano a loro volta considerati criminali, e mandati in galera per il crimine dell'ingiusta intercettazione. Con una tale riforma la polizia e i giudici sarebbero finalmente trattati come gli altri e soggetti alle medesime leggi penali.E' certo che l'uguaglianza della libertà esige che la legge debba valere indistintamente per tutti: quindi qualsiasi invasione della proprietà di un innocente da parte di chiunque va proibita, a prescindere dalla identità del trasgressore. Il poliziotto che non ha visto giusto e ha quindi violato i diritti di un innocente deve essere considerato colpevole tanto quanto un intercettatore "privato".
M.N.Rothbard




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