Il nick fisico è cancellato. Un altro clone e cancelliamo anche il nick principale.
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Suvvia, un attimo di pazienza.
Se le cose vanno come devono andare possiamo sperare che Berlusconi non duri, complice la congiuntura economica, la scarsa vena riformatrice e la magistratura. Dopo di che l'Italia alzera' la testa e si fara' una bella coalizione da Bertinotti a Di Pietro. Servira' un leader......toglieremo i nipotini dalle sue braccia e Romano sara' li' pronto per l'ultima sfida sfida.
Auguri, io vi seguiro' dall'estero :-00w09d
ELOGIO DELL' ECONOMIST PER LA PRESIDENZA PRODI 'MA I PARTITI INCOMBONO
Repubblica — 10 gennaio 1989 pagina 44 sezione: ECONOMIA
ROMA Se una joint venture per le patatine (quella tra Sme e Pepsi Cola) può essere bloccata da fattori politici, il signor Prodi sa bene quanto sarà difficile far avanzare un piano di ristrutturazione su larga scala per telecomunicazioni, energia, industria pesante e industrie ferroviarie: è un passo significativo di un ampio articolo che l' autorevole settimanale britannico The Economist dedica all' Iri e al suo presidente. L' articolo esordisce sottolineando la profonda metamorfosi subita dall' istituto di via Veneto durante la gestione del professor Prodi: da ospedale prescelto dai politici per aziende pericolanti negli anni Settanta a gruppo che, malgrado gigantesche perdite nell' acciaio, nella cantieristica e nei trasporti marittimi...dovrebbe generare, per il corrente esercizio, utili per oltre 1.000 miliardi di lire. Oggi - sottolinea il settimanale - Prodi può essere soddisfatto per aver raggiunto la maggior parte dei suoi scopi. In sei anni - prosegue l' articolo - l' Iri ha perso 125.000 posti di lavoro, e una nuova generazione di manager è stata incoraggiata a infondere i principi del mercato nella gestione delle principali attività industriali del gruppo. Proseguendo con le cifre della ristrutturazione, il settimanale britannico sottolinea come, dall' inizio dell' attuale gestione, quando tra l' altro l' Iri perdeva 2.600 miliardi di lire, siano state vendute ai privati 29 società non strategiche, e come, attraverso fusioni e riaccorpamenti, il numero di società industriali controllate dal gruppo sia sceso da 467 a 361 e quello delle banche da 82 a 54. Tutto ciò - sottolinea The Economist - mentre la quota di capitale dell' istituto controllata dai privati è aumentata al 37,7%. Venendo ai punti oscuri, l' articolo fotografa il disagio dei manager pubblici che si trovano stretti tra le esigenze del mercato e quelle dei politici, riluttanti a perdere il loro potere. The Economist conclude elencando le decisioni chiave relative all' assetto dell' Iri che ancora stanno attendendo il disco verde dei politici, e in particolare: la scelta del partner internazionale dell' Italtel, il progetto Super Stet, lo scambio con la Fiat per avere l' Alfa Avio in cambio della Fiat Savigliano, e l' accordo con l' Eni per la produzione di turbine a gas. Una serie di decisioni che, a detta del settimanale, rischiano di sconvolgere i delicati equilibri di potere che i partiti politici italiani hanno stabilito sulle industrie a partecipazione statale secondo regole non scritte di spartizione del bottino. OLIVETTI. Il quotidiano inglese FinancialTimes consacra il suo incontro del lunedi a Vittorio Cassoni, il manager italiano tornato nel maggio scorso ai vertici dell' Olivetti per guidare la società di Ivreaattraverso un duro cambiamento di strategia. Il compito monumentale che attende Cassoni, scrive nel lungo servizioil giornale, è infatti quello di trasformare l' Olivetti in un' organizzazione capace di produrre nuovi software che nel contempo sia in grado di proporre ai suoi clienti dei sistemi su misura.
http://ricerca.repubblica.it/repubbl...096elogio.html
grazie a bruniK.
è sempre bello e istruttivo rileggersi le cose e rinfrescarsi la memoria, vedi il solito d'alema (sei mesi più sei mesi...segava già l'albero?...) o lo stupore del prof rispetto alla furbizia di bossi..
si dovrebbe fare una sezione di POL a parte, con gli articoli di cronaca politica recente e provare a discuternne per capire magari come andrà il futuro
PRODI VAI CAGAR!!!!
FUORI DAI COGLIONI!!!!
mi fa troppa tenerezza brunik che posta i suoi articoli che nessuno leggerà per santificare prodi...l'unico premier sfiduciato 2 volte dal parlamento