



Alla fine del secolo
Un re infame aveva decorato
Un vigliacco Generale
Che aveva sparato
Coi cannoni sulla folla
Che chiedeva solo pane
Altre vittime dimenticate
Dell’Italia liberale
C’era un uomo che quei morti
Non li aveva più scordati
Quell’ignobile massacro
Non poteva restare impunito
E così si era imbarcato
Per raggiungere l’Europa
Nella tasca una pistola
Rabbia e odio dentro al cuore
Ma che bella giornata di sole
Ai giardini della villa reale
Una carrozza col monarca
Una corte di coglioni
Folla che applaude folla che ride
All’improvviso un braccio si eleva
Sei colpi dritti al cuore
Un Savoia al creatore
Spara… Gaetano spara…
Umberto spira…
Gaetano spara…
Spara...Spira...
Onore a Gaetano Bresci! Difensore del POPOLO!
umberto boia traditore assassino.[/CENTER]


Bava Beccaris? Già un nome del cazzo...
Onore a Gaetano Bresci, al rogo la monarchia liberal-massonica.






Forse M. non fece mai sparare sulla folla semplicemente perché non fu necessario.


Il Duce era diffidente dei militari.
Il programma originario del 1919 era antimilitarista e per la Nazione Armata (di cui la MVSN fu un primo passo), il concetto garibaldino della milizia popolare volontaria.
Gratta gratta rimase sempre il socialista...
Prevenire è meglio che reprimere.




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Per la verità già nell'antica Roma quando furono istituite le magistrature plebee incominciò la decadenza. Finchè il potere rimase nelle mani degli aristocratici esso fu servizio e perseguimento del bene della comunità.
Quando furono istituite le magistrature plebee elettive s'incominciò la compravendita dei voto e si spianò la strada a personaggi che utilizzarono il potere per perseguire il proprio interesse personale.
Ma si sa nessuno impara mai dalla Storia....


Beh...Giulio Cesare si accattivò la plebe (ed in effetti puntava al potere personale).
La questione non è sullo spirito: è che se espandi una città, alla fine hai bisogno del popolo.
Se tutto rimane in 50 case gentilizie non fai un passo avanti.
Patriziato e plebe erano storicamente connessi.
E poi spesso erano gli esponenti aristocratici a farsi portavoce dei plebei.