Il lavoro all’estero
una lettera al Corriere della sera
Ieri ho accompagnato mio figlio alla stazione ferroviaria.
Una grande valigia, un computer portatile sulla spalla, una fresca laurea in fisica con 110 e lode in tasca.
Null’altro. Destinazione: l’estero. Poteva rimanere qui con contratto Co.Co.Co. di 600 € al mese. Mi aveva risposto: e dopo, che cosa faccio? Comincerà la carriera in un grande centro di ricerca; stipendio iniziale: 2.500 euro.
Noi, i suoi genitori, rimaniamo qui; e le nostre pensioni di domani chi le pagherà? I Co.Co.Co? O quelli che Padoa- Schioppa, con tanto disprezzo, aveva chiamato «mammoni»?




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