
Originariamente Scritto da
Enrico1969
Topo Gigio e le ombre
Topo Gigio ha nominato i
21 ministri ombra del governo ombra. Bisogna capirlo. Dopo aver consegnato
Roma a Alemanno è diventato l’ombra di sé stesso. Se il governo di Testa d’Asfalto è il governo del
Bagaglino, l’opposizione è un’
ombra che cammina. Dead mouse shadow walking. Le ombre non daranno fastidio al manovratore, al massimo gli faranno ombra.
Topo Gigio ha scelto con cura. C’è l’ombra
Enrico Letta al Welfare, Enrico è nipote dello zio
Gianni Letta, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per i Letta l’Italia è un affare di famiglia. C’è
Unipol-Fassino-cinque legislature agli Esteri. C’è il partito ombra degli
inceneritori composto dal trio Colaninno-Bersani-Realacci.
Al ministero della Giustizia per contrastare le leggi vergogna del passato e le leggi del vomito prossime venture c’è il celebre Lanfranco Tenaglia.
Antonio “Kriptonite” Di Pietro lo hanno lasciato fuori, hanno paura anche della sua ombra. Se a Testa d’Asfalto e a
testolina di vitello Bondi Di Pietro fa
orrore, a Veltroni deve fare una paura folle.
Una funzione il governo ombra di Topo Gigio comunque ce l’ha. Fare emergere
nuovi talenti che possano prendere in futuro le redini della Nazione. Gente nuova come Garavaglia, Minniti, Lanzillotta.
Nel governo ombra, che assomiglia a un club Med dei trombati, mancano alcuni ministri ombra.
Bassolino, ministro dei rifiuti ombra, e
Violante e D’Alema, ministri ombra di Mediaset, una risorsa per il Paese e per la democrazia, che hanno protetto per quindici lunghi anni contro tutte le sentenze dei tribunali.
I tempi sono cambiati. Una volta l’opposizione dura e pura entrava in clandestinità. Oggi l’opposizione entra in un cono d’ombra.
E’ l’Italia del partito unico. Un governo con le ombre di sostegno.
L’opposizione è
nelle mani dei cittadini
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