Originariamente Scritto da
Antonio Nemo
Compagni socialisti,
vi domando anticipatamente scusa del fatto che io esponga le mie idee su Craxi all'interno di un forum non "mio": frequento quello dei comunisti, quindi qui chiedo solo ospitalità al fine di poter dire quello che penso di un personaggio (craxi) a suo modo storico.
Craxi è stato un leader politico di altissimo livello, uno statista di prim'ordine, ma:
- non era socialista, se non a parole;
- era un ladro, come molti altri.
PUNTO 1
Non era un socialista. E' chiaro che questa mia affermazione deriva da un mio "vizio ideologico": per me i socialisti devono lottare per edificare il Socialismo, attraverso un riformismo avanzato (mentre i comunisti, attraverso la rivoluzione). Io stesso, pertanto, sarei più un socialista che un comunista, ma visto che i socialisti non hanno minimamente intenzione di edificare il Socialismo, sto con i comunisti che (almeno a parole) lo vogliono fare. Craxi di certo non era come Nenni: la differenza di radicalità tra i due è netta. Stesso dicasi pensando a Pertini: un leader riformista, ma ben più a sinistra di Craxi. Questi operò una virata verso il centro, occupando uno spazio che la DC non riusciva a coprire: quello delle strutture economiche emergenti della società italiana. Il PSI divenne il partito degli amministratori delegati, dei piccoli e medi imprenditori, delle partite iva, dei manager rampanti ecc...
PUNTO 2
Craxi era un ladro. Ha più volte confessato di aver fatto illeciti, aggiungendo subito che (giustamente) egli non era l'unico, anzi... Il sistema politico era marcio, il PSI era in certe zone d'Italia il partito più marcio, in altre magari toccava ad altri la triste maglia rosa. Nonostante ciò, Craxi è fuggito in Tunisia, evitando di farsi processare. E sui miliardi da lui rubati, ancora poco è stato detto.
Craxi fu un caprio espiatorio. Ma non fu nè un esule, nè un martire, nè un eroe: fu un latitante.