Comunque la Puglia Nera è viva e vegeta!!!
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Comunque la Puglia Nera è viva e vegeta!!!


[quote=SolIndiges;7840381]Scusa per lo sbaglio.Hai scritto che sei della Dalmazia .No sono italianissimo non croato caro dalmatinac,
secondo te si , secondo me no.ma la dalmazia e terra italiana
per 26 anni.lo e stata per secoli
come mai , se ora non e' italiana , visto che si trova nel territorio croato?e continuerà ad esserlo...![]()


ho sbagliato scusate ( 2 messaggi)


Durissima e Purissima Barbagia ..... Puro Fascismo Squadrista Extraparlamentare dal Cuore della Sardegna![]()
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Lazio; e più precisamente nella gloriosa Gaeta (Cajeta), là dove Eneà si fermò prima di andare a fondare l'"urbe" per eccellenza: Roma.
Dove si radunarono le navi delle repubbliche marinare prima di affrontare la battaglia di Lepanto.
Dove Francesco II si arrese ai Piemontesi.
ps: scusatemi per la dilungazione campanilistica.






BASILICATA O LUCANIA?Secondo Magini: "Fu detta Lucania per esser posseduta dai Lucani et altri portarono altre etimologie, ch'io tralascio". Di una regione montuosa, boscosa, scarsamente popolata, retta a confederazione di vari popoli, che soltanto in guerra talvolta eleggevano un duce, o re, e che avevano, come centri politici, le loro piccole capitali, da cui in massima parte prendevano il nome, non e' a parlare di una capitale comune.
Strabone nomina Petelia come loro metropoli. Ma i Lucani non avrebbero potuto tenere un centro politico in regione fuori dei loro confini, allora ormai fissati. Ne' si puo' intendere che il geografo alluda a tempi in cui i Lucani avevano invaso il territorio dei Bruzii, perche' questi avevano e conservavano come capitale la loro Cosentia. Piuttosto, Petelia, metropoli dei Lucani, va intesa come sede loro primitiva, come primo nucleo formatosi dalle immigrazioni sannitiche.
Gli storici han cercato questa capitale qua e la', nella valle del fiume Alento, o a Polla nel Vallo di Diano, o sul monte Stella, vicino al capo e all'isola di Licosa. Ma ne' l'archeologia, ne' la toponomastica son venute a suffragare le varie ipotesi.
Le terre lucane offrono altri elementi toponomastici per far supporre che vi esistano contrade, in cui petra indichi roccia, monte. Petrella e' contrada sulla destra del Calore. Petra della Sirena era la punta di Licosa.
Nella divisione dell'Italia in undici regioni, Augusto uni' alcune in una sola, come Venetia ed Histria, Latium et Campania, Sabinia Samnium, Apulia Calabria; questa fusione tocco' alla Lucania e all'ager Brutiorum. Questo fu accodato a quella, per la sua minore importanza, e perche' vi durava ancora la condizione miserevole in cui Roma l'aveva ridotto, per aver preso le parti di Annibale. Nelle successive divisioni amministrative di Adriano, di Diocleziano, di Costantino queste due regioni furono sempre unite.
Talvolta la Lucania fu allargata nei suoi confini storici: nei tempi di Costantino, comprese anche Salerno e formo' coi Bruzii la nona regione. Solo in Paolo Diacono la Lucania e' distinta dal Bruzio.
La divisione della Lucania in castaldati longobardi spezzo' l'unita' storica della regione. Il documento che l'attesta e' della meta' del secolo IX. Radelchisio, principe di Benevento, e Siconolfo, principe di Salerno, si dividono il territorio del ducato beneventano.
L'atto di divisione, stabilisce che restino al principato di Salerno: Taranto, Latiniano, Cassano, Cosenza, Laino, Lucania, Conza, Montella, Rota, Salerno, Sarno, Cimitile, Furculo, Capua, Teano, Sora e mezzo il castaldato di Acerenza da quella parte che e' congiunto con Latiniano e con Conza.
Cosicche' l'estrema Calabria, l'Apulia e il Salento restavano di dominio bizantino: e restavano nel principato di Benevento le terre lucane Melfi, Venosa, Forenza, Genzano, ma non Matera.
Ancora sul nome
Su come si debba intendere il nome Lucania fra Laino e Conza si e' discusso a lungo. Dapprima si segui' il Pellegrini, che credette il castaldato di Pesto essere detto di Lucania, altri credettero che una citta' Lucania fosse posta sul Monte Stella. Questa supposizione secondo il Racioppi, proviene dalla Cronaca Cavese, in cui Lucania appare piuttosto una citta' che una regione. L'opinione piu' probabile e' quella del Racioppi, che interpreta Lucania per Cilento, cioe' il nome si sarebbe nuovamente ristretto alle primitive sedi dei lucani, anche se i paesi citati sono tutti centri urbani di confine. Lucania sarebbe quindi un'eccezione ?
Mandelli, viceversa, vedeva in questo toponimo di Lucania lo scambio di Leucasia (la punta di Licosa) e che potrebbe formare appunto un'altro limite estremo del principato di salerno.
Di quell'epoca una cosa e' certa: l'unita' storico-amministrativa della Lucania era spezzattata. Poi compari Basilicata, e Lucania resto' un toponimo dotto, rievocato sempre, usato spesso dagli scrittori e dai poeti, tenacemente mantenuto e desiderato nel linguaggio ufficiale.
La Basilicata
Dallo spezzetamento della Lucania in castaldati longobardi sorse il ducato normanno di Melfi, di 12 citta', estendentesi da Melfi al Gargano, dal Bradano al Fortore, e che comprendeva nella nostra regione Lavello, Venosa, Acerenza, Montepeloso. Sorsero poi il ducato di Puglia e il comitato di Calabria. Nel 1130, la monarchia normanna riuni' le sparse membra dell'Italia meridionale. Nel secolo XII, la monarchia fu' divisa in 10 giustizierati, tra cui quello di Basilicata e di Salerno, che risultarono all'ingrosso della Lucania. Ma il nome Basilicata, di origine bizantina, doveva gia' esistere. Nei cataloghi dei baroni normanni appare che raggiungesse il fiume Sinni.
Cosicche' la Basilicata si andava estendendo nel ;elfese e la Calabria quadagnava terreno nella Lucania.
Basilio imperatore
Il nome Basilicata compare nei documenti ufficiciali molto tempo dopo della sua introduzione bizantina, e si argomenta dell'analogia con altri nomi di provincie o giustizierati.
La Cava mise in campo varie ipotesi sull'origine del nome Basilicata: regio o regno, o da una badia dell'ordine di S. Basilio, sulla Salandrella, presso il mare Jonio, o dal catapano Basilio Bugiano o dall'imperatore Basilio II. Quest'ultima, la piu' probabile per lo storico lucano, e' confortata da molte sue citazioni. Ai tempi di Basilio II, nel secolo X, si sarebbe introdotto il nome Basilicata, quando appunto i bizantini, dopo la rotta inflitta ad Ottone II, accrebbero i loro possessi a danno dei principati di Salerno e di Benevento. Racioppi crede invece che Basilicata derivi da Basilico: "quale che sia il significato di questa parola, quale che siasi la flessione terminativa sua, o per genere o per numero", cioe' il governatore della contrada.
Documenti del 1134, 1162 e 1230 portano il nome di Basilicata, ma sono creduti apocrifi. Attendibile invece e' soltanto uno del 1175. Il documento pero' col quale possiamo integrare i confini della Basilicata e' quello angioino del 1267-1277, che e' un elenco dei 148 paesi del giustizierato di Salerno, al quale apparteneva una zona, comprendente i paesi di Brienza, Vietri, S.Angelo, Salvia (oggi Savoia).
I confini dell'epoca angioina dimostrano che il territorio guadagnava in estensione a sud, in confronto di precedenti divisioni e definitivamente vi era compresa nell'antica Lucania, oramai spezzata in due province: Salerno e Basilicata.
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