Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 52/08 del 13 maggio 2008, San Roberto Bellarmino

Maledetti

"Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare". (Mc 9, 42).

Gli zingari continuano a rubare bimbi. Ennesimo episodio di un odioso e persistente fenomeno, di Alessandra Consonni

A Napoli una rom è stata fermata sulle scale con ancora in braccio il neonato rapito. Nel 2006 ben 41 zingari in manette per traffico di centinaia di bambini

Napoli (Italia) - Lo sfruttamento più odioso dei bimbi è il grande business dela delinquenza nomade: per procurarsi questa fonte di guadagno c'è chi non esita a rapirli, come sabato sera hanno cercato di fare anche a Napoli, nel degradato quartiere di Ponticelli. Una ragazza di 16 anni si è intrufolata in un condominio di via Principe, scavalcando un cancelletto. E’ andata a colpo sicuro, perché fuori dalla porta spiccava il fiocco rosa che annuncia un lieto evento. In quella casa c’era una neonata: un bottino infinitamente più prezioso dei gioielli che la giovane zingara si era già messa in tasca, “visitando” altri appartamenti.

USCIO SOCCHIUSO. Ai primi caldi, l’uscio è già socchiuso per fare un po’ di corrente e per avere a portata di voce i parenti, che vivono accanto, anche loro con la porta aperta: la giovane madre, Flora Martinelli di 27, anni confida nel cancelletto chiuso e soprattutto nella presenza, al piano di sotto, dell’energico papà. "Erano le 20,10 - ha raccontato -. Inprovvisamente ho visto che la porta della cucina era aperta, ma io l’avevo lasciata chiusa. Ho visto la culla vuota e mi sono disperata, sono scattata sul pianerottolo e c'era la zingara che scappava con la mia bambina in braccio. L'ho presa e le ho strappato mia figlia, mettendomi a gridare e chiamando mio padre, che abita qui sotto". A quel punto succede il finimondo.

SOLIDARIETA'.L’uomo fa in tempo a vedere la figlia che contende la neonata alla zingara, salta addosso alla rapitrice, la picchia. La ragazza riesce a divincolarsi e tenta di fuggire per strada, ma a quel punto scatta la solidarietà di un quartiere: decine di passanti, richiamati dalle urla dell’uomo e della madre, si avventano sulla zingara, la catturano e solo l’intervento della polizia sottrae la giovane nomade da un sicuro linciaggio. Ora la rapitrice è rinchiusa nel centro di prima accoglienza di Nisida, con l’accusa di sequestro di persona e violazione di domicilio.

IMBECILLI E NEGAZIONISTI. Un episodio che dovrebbe togliere il sonno a chi nutre i più elementari sentimenti di giustizia e umanità, perché il sistematico rapimento di bambini da parte degli zingari, oltre a rappresentare una minaccia sociale, è uno degli atti più scellerati che si possano immaginare. Invece gli imbecilli continueranno a ridere di queste tragedie trattandole come la “storiella dello zingaro che ruba i bambini”, mentre quelli che, per inconfessabili motivi caratteriali, stanno dalla parte di Caino, continueranno spudoratamente a negarli. Tra questi c’è la cosiddetta Opera Nomadi, che non ha perso l’occasione per dichiarare, per bocca di tale Vincenzo Esposito, che “in tutta la giurisprudenza non c'è neanche un caso di rom rumeni che abbiano rubato dei bambini. È gente povera di diritti, è soprattutto questo che oggi si dovrebbe dire”. Più poveri di diritti, in realtà, sono i bambini rapiti, che non hanno neppure quello di restare con la propria mamma, e che finiranno fatti a pezzi, macellati sul mercato internazionale della donazione di organi, o impiegati nei furti, nell’accattonaggio e nella prostituzione.

PRECEDENTI. Per rinfrescare la memoria all’Opera Nomadi su questa turpe attitudine dei loro “protetti”, val la pena ricordare qualche significativo precedente. Propaganda razzista? Non è certo di destra il quotidiano francese Liberation che, il 19/10/2005, ha pubblicato gli esiti di un’inchiesta sul traffico dei bimbi organizzato dagli zingari: “Sette bébé venduti da nomadi bulgari a coppie adottive sono stati trovati in buona salute ieri mattina nella regione parigina e in provincia dalla polizia, che indaga da più di un anno su questo traffico in ambienti zingari”. Questo traffico, spiega il quotidiano progressista, è stato scoperto in seguito alla denuncia, il 7 luglio 2004, da parte di una donna di 23 anni a cui gli zingari avevano rapito il figlio.

CENTINAIA DI SCHIAVI. Di ben maggiori proporzioni la tratta di bambini per cui, il 29 maggio 2006, sono stati arrestati a Trieste 41 trafficanti zingari di provenienza bulgara, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù. Addirittura centinaia i piccoli sfruttati, tutti tra gli 8 e i 13 anni, tra questi persino delle tredicenni messe incinta, pronte a sfornare nuova "manodopera". Molti di questi bambini, presi in “prestito” da famiglie poverissime dell’Est, venivano fatti prostituire o costretti a rubare. In caso di fermo dei ragazzini, l’organizzazione provvedeva a pianificarne la fuga in tempi brevi dai centri per minori. Giampaolo Ganzer, Comandante del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, ha spiegato che l’organizzazione poteva contare su una vastissima rete di appoggio nei campi nomadi: sono state indagate complessivamente 116 persone ed è stato documentato il trasferimento dei proventi illeciti in Bulgaria, mediante l'utilizzo di agenzie di trasferimento monetario, quali la Western Unione e la Moneygram.

3MILA SCOMPARSI. Un businnes ben pianificato che permette agli zingari di vivere agiatamente senza sporcarsi le mani col lavoro. Chi non possiede il suo “schiavetto”, da mandare a rubare, chiedere l’elemosina o prostituirsi, cerca di procurarselo e fa l’affare della sua vita. Ogni anno sono circa 3mila i bambini scomparsi tra Padania e Italia, senza tanti clamori, come invece accaduto in alcuni casi famosi: quanti di questi finiscono nei campi nomadi, destinati a una vita da bestie? Gli “avvocati del diavolo” che difendono gli zingari dicono sempre che se un nomade vuole un bambino lo mette al mondo. Certo, ma non tutti gli zingari hanno il coraggio di riservare un’esistenza da animali ai propri figli… per certe cose meglio usare quegli degli altri.

SALVATA DAL CANE. Così salgono alla ribalta alcuni recenti episodi, che sono solo la punta di un iceberg. Come la vicenda riportata il 22 aprile 2006 dai media e accaduta a Bologna, dove due nomadi hanno tentato di rapire la figlia di 4 mesi a una madre 22enne. Uno aveva già afferrato per le gambe la piccola mentre la mamma cercava disperatamente di opporsi, quando l’intervento del cane Tyson, che ha azzannato un aggressore, ha messo in funga gli zingari rapitori di bambini.

CONDANNATE E LIBERATE. Felice esito anche del tentativo di rapimento compiuto a Lecco il 5 febbraio 2005, con tre zingare che hanno cercato di strappare il bambino che la madre aveva nella carrozzina. La donna, pur terrorizzata, ha reagito e inutilmente la zingara più anziana ha urlato alla complice di prendere il bimbo. Le tre sono fuggite ma le forze dell’ordine le hanno individuate suibito dopo. La sorpresa è arrivata in tribunale, quando il magistrato le ha condannate sì, ma l’imputazione di “tentato sequestro di minore” è stata derubricata in quella di “tentata sottrazione di minore”. Le zingare hanno ammesso la colpa, presupposto del patteggiamento: sono state condannate a 8 mesi e 10 giorni con la condizionale e rimesse in libertà.

(Da www.ilpadano.com del 12 maggio 2008)

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