
Originariamente Scritto da
terraeamore
Dopo una conversazione telefonica con l'amico Muntzer, vorrei constatare come il forum, ottimo vettore potenziale di informazioni e dialoghi, possa dar adito ad equivoci spaventosi, su temi decisivi sui quali si gioca la visione di fondo dell'anticapitalismo cosi' come a mio avviso oggi dovrebbe essere impostato.
Vorrei, a questo punto, scrivere poche righe di definitivo chiarimento sulla questione della "classe" e della lotta di classe, delegando ad un mio articolo più dettagliato sul tema della rivista comunismo e comunità di prossima uscita.
Il CONFLITTO DI CLASSE esiste ed è oggi ad un livello spaventosamente alto, vergognosamente unilaterale, e ingnominiosamente disumano.
Il capitalismo vive dello sfruttamento verticale della classe dominante ai danni di compositi ceti subalterni ( dal lavoro strettamente dipendente, al lavoro piccolo autonomo, alle nuove forme contrattuali falso-autonome).
Il punto non è questo. Questo non è in discussione.
In discussione, per quanto mi riguarda, è la modalità tramite la quale, concepire un movimento rivoluzionario che sappia superare il modo di produzione capitalistico.
Tale modalità,credo, non può essere oggi trovata nella ribellione contro lo sfruttamento classista verticale ( pure esistente) perchè il capitalismo è capace di reintegrare tale conflitto nei ranghi del ben più fluido e "democratico" , seppur falsamente paritario, conflitto orizzontale ( vero male ideologico che il capitale porta con sè come arma di colonizzazione delle coscienze).
Questo signfica che una forza culturale tesa al superamento del modo di produzione capitalistico, in un contesto in cui la classe è stata sfaldata dal capitalismo fluido ( la fluidità falso-orizzontale è l'essenza primaria del capitalismo stesso fin dalle sue origini, ma viene coperta in fasi determinate dall'emergere della realtà di classe ), non può tentare di ricomporre la classe sulla base dello sfruttamento verticale infertole.
Lo sfruttamento verticale è oggi urgentissimamente di attualità nonchè consustanziale al capitalismo e deve essere combattuto, anche con aspre lotte.
Ma il combatterlo non potrà essere una leva rivoluzionaria per il comunismo.Per Marx, non dimentichiamolo, la lotta di classe era un mero strumento per il conseguimento di una società senza classi. Se lo strumento non funziona, bisogna riconsiderlo.
Il che non significa che tale lotta non sia comunque centralissima su un piano di miglioramento hic et nunc ( mai da diprezzare, con argomenti metafisici estremistici).
Ma i piani non vanno confusi, e bisogna a mio avviso capire, che la forza rivoluzionaria in senso anticapitalistico radicale non può giungere dalla classe in quanto tale intesa in senso economicistico.
Il che non significa proporre alleanze di classe improbabili o interclassismi socialdemocratici. Non è qui il punto.
Significa solo cercare il moto primario di aggregazione rivoluzionaria in una visione anti-capitalistica, comunitaria, entro il senso del limite, dotata di un'etica aggregativa forte e di un rigetto per il conflitto orizzontale dell'uomo contro l'uomo.
Una visione di questo tipo, sola, può garantire la presa di coscienza utile per rovesciare gradualmente il sistema capitalistico.
Il richiamo all'unità della classe è invece un grido disperato nel deserto dell'individualismo dilagante ( e non è certo un giudizio moralistico) o semplicemente della stanchezza di fronte a richiami non più percepiti come vitali ( non perchè manchino le condizioni materiali della vitalità, ma perchè il bisogno popolare è nell'aggregazione comunitaria disalienante e non nella ribellione verticale come movimento univoco di consguimento della rivoluzione).
Se la classe fosse comunità, invocherei la lotta di classe, ma non essendo la classe lavoratrice comunità di fatto e di sentimenti e intenti, è ingenuo e meccanicistico invocarne un dover essere unitario. Ricordiamoci ancora di Marx e della strumentalità pura della lotta di classe.
Per quanto mi riguarda la ricerca in tal senso continua, ed è appena al principio. Non ho di certo trovato una chiave di lettura risolutiva, è solo un inizio propositivo aperto ad ogni critica.
spero, con questo, di aver chiarito la mia posizione.
Altrimenti, rimando a molto più piacevoli ed utili conversazioni reali ( per lo meno con coloro che conosco ).