Mario Gozzini (Firenze, 18 aprile 1920 – Firenze, 2 gennaio 1999) è stato uno scrittore, politico e giornalista italiano.
Mario Gozzini si laureò in lettere nel 1942. Nel 1945 iniziò una duratura collaborazione con la casa editrice Vallecchi, dove dirigeva la collana 'I nuovi padri: saggi sul cristianesimo del nostro tempo'. Assieme ad Alfonso di Nola fu il coordinatore dell'Enciclopedia delle Religioni. Collaborò anche con l'amico Giovanni Papini. Insegnò storia e filosofia negli istituti superiori di Firenze. Negli anni 1950 e negli anni 1960 fu molto vicino a Giorgio La Pira, Ernesto Balducci, Giuseppe Dossetti, Geno Pampaloni. Fu fra i fondatori delle riviste L'Ultima (nel 1946) e Testimonianze (nel 1958). Fu uno dei più importanti fautori del dialogo tra i cattolici e il Partito Comunista Italiano. A partire dal 1976 e per quattro legislature fu eletto al Senato della Repubblica nelle liste del PCI. Da senatore della Sinistra Indipendente si occupò in particolare della legalizzazione dell'aborto (legge 194 del 1978) e della legge di riferimento sui benefici carcerari (legge 663 del 1986, c.d. Legge Gozzini).
Gozzini fu assiduo collaboratore di svariate riviste e quotidiani quali La Stampa, Il Corriere della Sera e l'Unità.
L’Archivio di Mario Gozzini è depositato, assieme alla sua vasta biblioteca, presso l’Istituto Gramsci Toscano a partire dal 2000 ed è notificato dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana per via del suo importante rilievo storico.
La legge Gozzini e il beneficio della non-menzione [modifica]
La legge Gozzini afferma il valore rieducativo della pena e dà attuazione all'art. 27 della Costituzione, che vieta una pena detentiva in violazione dei diritti umani e afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del carcerato. Successive normative hanno disciplinato diritti e retribuzione per il lavoro nei penitenziari.
La legge è stata successivamente emendata, introducendo il beneficio della non-menzione. Il condannato che tiene una condotta esemplare e gode di uno sconto di pena, esce dal carcere con la fedina penale pulita: la fedina consultabile dai privati risulta priva di tracce di reato, e ciò è critico per un facile reinserimento nella società civile.
Un database, consultabile solo dalle pubbliche amministrazioni, tiene traccia dei trascorsi giudiziari dei cittadini, e applica la Costituzione che vieta l'accesso a cariche politiche e pubbliche a chi ha condanne passate.




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