Fini Ieri
a pochi anni dal 2000 ed a quasi mezzo secolo dalla fine della seconda guerra mondiale ci sia ancora chi ritiene che il rapporto tra il Msi e il Fascismo debba essere unicamente una ostentazione nostalgica e quindi priva di qualsiasi significato politico, di quelli che furono i simboli e le modalità di espressione del Fascismo stesso. Da altra parte è anche preoccupante che all’interno del Msi vi siano delle tendenze, sia pure non espresse con altrettanta forza, di sostanziale storicizzazione, di archiviazione dell’esperienza fascista. Il Fascismo certamente costituisce la radice del Msi e se qualcuno oggi chiede al Msi una sostanziale abiura nei confronti del Fascismo per ottenere una sorta di passaporto per l’inserimento nella politica nazionale, questo qualcuno è destinato ad avere una solenne smentita. Una abiura del Fascismo non è politicamente utile né moralmente accettabile, soprattutto in un momento in cui la Storia dimostra che per capire questo XX secolo è necessario capire appieno il Fascismo, e un po’ tutti, noi e i nostri avversari, dobbiamo fare i conti con quella esperienza e con quella eredità».

"Orizzonti" (periodico del Fuan organizzazione universitaria del Msi) - gennaio 1995 estratto da intervista "Il Msi verso il duemila" di Italo Bocchino a Gianfranco Fini