



















'Napoli, una città senza governo'
A Ponticelli bruciano i campi rom, in centro la spazzatura. «Non voglio lanciare accuse né personalizzare lo scontro. Comprendo le difficoltà del sindaco Iervolino. Ma oggi Napoli appare come una città non governata, in balia delle onde, senza armonia e coerenza nelle decisioni», afferma il presidente dell' Unione industriali Gianni Lettieri. Nel suo ufficio di Palazzo Partanna, il leader degli imprenditori affronta gli argomenti che la cronaca, prima ancora della politica, mette in agenda alla vigilia del Consiglio dei ministri napoletano del governo Berlusconi. Presidente Lettieri, che pensa delle accuse rivolte dall' assessore regionale Claudio Velardi alla classe dirigente della città? «Credo che sia esasperato, e come lui tutti i napoletani. Velardi era arrivato pieno di buona volontà e progetti, poi si è ritrovato a sbattere la testa contro un muro. Ma anche il commissario straordinario per l' emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, è apparso piuttosto sfiduciato. Ha ragione, vista l' assenza di condivisione d' intenti da parte delle amministrazioni locali». Si riferisce al nodo della discarica a Chiaiano? «Appunto. Il voto contrario del Consiglio comunale a quella soluzione rappresenta un' ulteriore sconfitta per l' amministrazione e un' altra marcia indietro dopo la vicenda Pianura». Molti cittadini però sono scesi in piazza contro la discarica. «Il punto è che non vi è più alcuna credibilità e autorevolezza delle istituzioni. Non si spiega altrimenti il fatto che la popolazione di Chiaiano sia più contenta di avere, sul proprio territorio, tanta immondizia sparsa piuttosto che ospitare a termine una discarica controllata e monitorata, che renderebbe più vivibile il territorio». C' è la camorra dietro le rivolte di Pianura e Ponticelli? «Dobbiamo liberarci dal luogo comune che vede la mano della criminalità organizzata dappertutto. La camorra c' è e fa male ed è chiaro che nei disagi e nella confusione ci sguazza e si alimenta. Ma sono le istituzioni a lasciarle spazio. Se non si pianificano interventi, progetti, se non si avviano gli investimenti, non si riuscirà a estirpare questo cancro». Qual è la sua opinione del rimpasto nella giunta Iervolino? «Ero stato fra i primi a suggerirlo. Ma le scelte più opportune, se avvengono nei tempi e nei modi sbagliati, si rivelano inutili». Il profilo dei nuovi assessori non la convince? «Non discuto le professionalità, al contrario. Però il rimpasto è arrivato troppo tardi e forse nel momento peggiore. Si sarebbero dovute fare scelte indipendenti dai partiti all' inizio del secondo mandato, così non avremmo perso due anni». Volevate essere coinvolti? «Un rimpasto non può avvenire senza il confronto con le associazioni di categoria. Questo significa che il sindaco non avrebbe dovuto necessariamente condividere scelte, ma almeno aprire una discussione sulle opportunità. Uno scambio di opinioni sarebbe stato utile. La politica a Napoli sembra lontana mille miglia dalla città ed è sempre più distante dalle imprese. Altrove non è così, a Milano ad esempio il sindaco Moratti ha avviato da tempo questo confronto». Intanto la crisi rifiuti è tornata ben oltre i livelli di guardia. «Dopo un paio di mesi c' è di nuovo il buio. Vedo che il Comune ha in programma un' altra domenica ecologica. Che senso ha, con la spazzatura in strada? Ormai si parla solo di rifiuti e abbiamo perso di vista le cose importanti per lo sviluppo, da Napoli est a Bagnoli. La crisi sta danneggiando enormemente l' economia. Dobbiamo difendere un patrimonio produttivo in cui non mancano le eccellenze. A queste dedicheremo la nostra prossima assemblea, alla quale inviteremo la stampa estera per promuovere fuori dai confini italiani la nostra imprenditoria». Ora la questione rifiuti è sul tavolo del governo Berlusconi. «Il premier ha assicurato di voler risolvere il problema in maniera definitiva. Purtroppo però non c' è governo e commissario che tenga se le amministrazioni locali non collaborano. Mi spiego meglio: non si vuole una discarica a Chiaiano? Bene, si indichi un' alternativa come ha fatto Salerno. E questa inerzia non riguarda solo i rifiuti». Non sarà colpa anche delle imprese? «è la politica che deve mettere le imprese in condizioni di creare sviluppo, di fare investimenti. è la politica che pianifica e poi noi facciamo il resto». I rapporti tra il presidente dell' Unione industriali e il sindaco Iervolino sono difficili ormai da tempo. Con Bassolino come va? «Con la Regione si riesce sempre a dialogare. Ma il valore morale personale del sindaco è indiscusso, comprendo gli ostacoli che deve affrontare, la mia non è una questione di carattere personale. La realtà però è sotto gli occhi di tutti. Vuole altri esempi? Il Centro Direzionale langue nel degrado, via Marina è piena di cartelloni in mezzo alla strada, in totale assenza di vigili urbani». Con il governo Berlusconi quali interlocutori avrete? «Sicuramente il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli, con il quale abbiamo già avviato il progetto Quadrifoglio che ha dato ottimi risultati. E poi c' è il sottosegretario all' Economia, Nicola Cosentino. Ma non solo. Dialogheremo con tutti i ministri le cui competenze ci interessano». A novembre il suo mandato giungerà al termine. Ha già deciso cosa farà da grande? «Quel che ho sempre fatto e che sto continuando a fare, l' industriale». - DARIO DEL PORTO