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Discussione: il PIL

  1. #1
    estremista di centro
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    un sistema x essere efficiente deve 1) massimiz la produzione 2) rendere equa la distrib di ricchezza; nn puo trascurare 1 solo di questi aspetti
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    Predefinito il PIL

    il pil cose' : il prodotto interno lordo
    ma e' veramente un indice di progresso ?
    io sinceramente nn ho mai considerato il PIL una misura realistica
    1 incidente aumenta il pil
    persino un tornado aumenta il PIL perche i danni ke fa, tu spendi x ricostruire
    l'aumento dei prezzi in generale aumenta il pil
    se poi l aumento della delinquenza aumenta il PIL perche' spendiamo x comprare le serrature, o girare armati, quindi comprando la pistola e facendo corsi di tiro, spendiamo ed aumenta il pil
    mentre una revoluzione tecnologica ke abbatte i prezzi diminuisce il pil

    qualcuno mi spiega perke ?
    il pil nn tiene conto dell'economia reale ?

  2. #2
    Ex ore tuo te judico
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    Prendi nota che su POL è vietato lo spamming (stesso post su diversi thread).

  3. #3
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    il pil cose' : il prodotto interno lordo
    ma e' veramente un indice di progresso ?
    io sinceramente nn ho mai considerato il PIL una misura realistica
    1 incidente aumenta il pil
    persino un tornado aumenta il PIL perche i danni ke fa, tu spendi x ricostruire
    l'aumento dei prezzi in generale aumenta il pil
    se poi l aumento della delinquenza aumenta il PIL perche' spendiamo x comprare le serrature, o girare armati, quindi comprando la pistola e facendo corsi di tiro, spendiamo ed aumenta il pil
    mentre una revoluzione tecnologica ke abbatte i prezzi diminuisce il pil

    qualcuno mi spiega perke ?
    il pil nn tiene conto dell'economia reale ?
    i prezzi non c'entrano : la crescita e' calcolata a prezzi costanti
    il resto e'tutto vero anche se ad ogni tuo esempio corrisponde anche una faccia positiva
    es l'incidente stradale impoverisce un bene ma il carrozziere guadagna ore di lavoro

    ma la cosa e' controversa come si puo vedere dalla "storia della finestra rotta"

    Racconto della finestra rotta
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
    Il racconto della finestra rotta fu creato da Frédéric Bastiat nel suo saggio del 1850 "Ciò che si vede, ciò che non si vede" per chiarire la nozione dei costi occulti (o costi incidentali).

    Bastiat usa questo racconto per introdurre un concetto che chiama "l'errore della finestra rotta", che è collegato con la legge delle conseguenze non intenzionali, in quanto entrambi coinvolgono un incompleto calcolo delle conseguenze di un'azione. Gli economisti della scuola austriaca di economia citano frequentemente questo errore ed Henry Hazlitt gli ha dedicato un capitolo nel suo libro "L'economia in una lezione".

    Il racconto [modifica]
    Il racconto descrive la storia di un commerciante a cui un ragazzino rompe una finestra. I passanti simpatizzano con il commerciante, ma presto cominciano a suggerire che la rottura della finestra crea lavoro per il vetraio, che potrà comprare del pane, creando lavoro per il panettiere, che potrà comprare scarpe, creando lavoro per il calzolaio, ecc. Infine, i passanti concludono che il ragazzino non sia colpevole di vandalismo; lo ritengono invece un pubblico benefattore, avendo la sua azione generato benefici economici per tutti in città.

    Il racconto della finestra rotta originale del Bastiat suona circa così:

    "Avete assistito alla rabbia del buon commerciante, James Goodfellow, quando il suo sbadato figlio ruppe un vetro? Se siete stati presenti ad una tal scena, potrete sicuramente testimoniare che ogni spettatore, dei trenta presenti, apparentemente di comune accordo, offriva allo sfortunato commerciante questa consolazione: "È un vento cattivo quello che non porta benefici a nessuno. Ognuno deve vivere e che cosa sarebbe dei vetrai se i vetri non si rompessero mai?"
    Ora, questa consolazione contiene un'intera teoria, che sarà bene spiegare in questo caso semplice, dato che è precisamente la stessa che regola infelicemente la maggioranza delle nostre istituzioni economiche.
    Supponiamo che riparare i danni costi sei franchi, quindi l'incidente porta sei franchi agli affari del vetraio - aumenta il suo fatturato di sei franchi - ve lo assicuro; non ho niente in contrario, il ragionamento è giusto. Il vetraio viene, fa il suo lavoro, riceve i suoi sei franchi, si frega le mani e, in cuor suo, benedice il ragazzino. Tutto questo è quello che si vede.
    Ma se, d'altra parte, giungete alla conclusione, come è troppo spesso il caso, che è una buona cosa rompere le finestre, che induce i soldi a circolare e che l'incoraggiamento del commercio sarà generalmente il risultato di ciò, mi obbligherete ad esclamare, "Fermi lì! La vostra teoria è limitata a ciò che si vede; non tiene conto di ciò che non si vede."
    Non si vede che, poiché il nostro commerciante ha speso sei franchi per una cosa, non può spenderli per altro. Non si vede che se non avesse avuto una finestra da riparare, forse avrebbe sostituito le sue vecchie scarpe, o aggiunto un altro libro alla sua biblioteca. In breve, avrebbe impiegato i suoi sei franchi in qualche modo, che questo incidente ha impedito.
    L'errore nell'argomento dei passanti è che hanno considerato i benefici dell'acquisto della nuova finestra, ma hanno ignorato i costi nascosti al commerciante e agli altri. Egli è stato costretto a spendere i suoi soldi su una nuova finestra e quindi non potrà spenderli per qualcos'altro. Forse stava andando a comprare il pane, beneficiando il panettiere, che a sua volta avrebbe comprato delle scarpe, ecc., ma invece è stato costretto a riparare una finestra. Anziché una finestra ed un pane, ha soltanto una finestra.

    O forse avrebbe comprato una nuova camicia, beneficiando il sarto; in questo caso il guadagno del vetraio è la perdita del sarto ed il commerciante ha ancora soltanto una finestra anziché una finestra ed una camicia. Il ragazzino non ha portato alcun beneficio netto alla città. Invece, ha reso la città più povera del valore di una finestra.


    Interpretazioni differenti [modifica]
    I Keynesiani sostengono che in alcune circostanze il ragazzino può realmente essere un benefattore, benché non il migliore possibile. Di fronte a risorse largamente inutilizzate (come nella Grande Depressione), John Maynard Keynes ha sostenuto che può avere economicamente senso costruire piramidi totalmente inutili al solo scopo di stimolare l'economia, aumentare la domanda complessiva e incoraggiare la completa occupazione.

    Gli economisti austriaci e Bastiat stesso, usano il racconto della finestra rotta in senso più sottile. Se consideriamo ancora il racconto, notiamo che il ragazzino è visto come pubblico benefattore. Supponiamo di scoprire che il ragazzino in realtà è stato assunto dal vetraio ed è pagato un dollaro per ogni finestra che rompe. Lo stesso atto sarebbe da considerare improvvisamente come furto: il vetraio sta rompendo le finestre per forzare la gente ad usare i suoi servizi. Tuttavia ciò che osservano i passanti è ancora vero: il vetraio guadagna a spese del panettiere, calzolaio e così via.

    Bastiat dimostra che la gente in effetti approva attività che sono moralmente equivalenti a quello del vetraio che assume un ragazzo per rompere le finestre.

    Un'interpretazione comune circa il Prodotto Interno Lordo è che un aumento del PIL significa che l'economia è più sana. Alcuni direbbero che questo interpreta la proverbiale “finestra rotta„ come positiva e che alcune forme dell'indicatore genuino di progresso (Genuine Progress Indicator) sarebbero un indicatore più realistico di salute economica.


    Le applicazioni [modifica]
    Gli economisti della scuola austriaca ed i liberali sostengono che l'errore della finestra rotta è estremamente comune nel pensiero popolare. Gli esempi includono:

    le guerre;
    gli attentati terroristici;
    le sovvenzioni statali a tutela di interessi particolari;

    La guerra [modifica]
    Alcuni sostengono che la guerra è una forza positiva, che storicamente spesso ha focalizzato l'uso delle risorse ed innescato progressi nella tecnologia ed in altre aree. La produzione e l'aumentata occupazione associate con le guerre spesso portano la gente a sostenere che la guerra sia buona per l'economia. Altri sostengono che questo è un esempio dell'errore della finestra rotta. I fondi spesi nello sforzo bellico, per esempio, sono soldi che non possono essere spesi per l'alimentazione, i vestiti, la sanità o altre necessità. Lo stimolo ad un settore dell'economia viene pagato in maniera occulta da altri settori.

    Ancora più importante, la guerra letteralmente distrugge proprietà, costruzioni e vite. Lo stimolo economico al settore della difesa è compensato non solo dai costi incidentali immediati, ma anche dai costi in danni e devastazione della guerra.

    Ciò allora si trasforma nella base per una seconda applicazione dell'errore della finestra rotta: è esatto dire che ricostruendo in seguito alla guerra ed alla relativa distruzione si fornisce uno stimolo ulteriore all'economia, stavolta pricipalmente nel settore dell'edilizia. Tuttavia, risorse immense sono spese soltanto per ripristinare le cose com'erano prima che iniziasse la guerra. Dopo di essa, la nazione ha una città ricostruita; prima invece, aveva una città ed anni di tempo davanti nei quali impiegare il proprio sforzo per scopi più fruttuosi.


    Il terrorismo [modifica]
    Dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, alcuni economisti, come Paul Krugman, suggerirono che la ricostruzione di New York avrebbe stimolato l'attività economica per miliardi dei dollari, fornendo un beneficio netto all'economia degli Stati Uniti, che era in fase di recessione. Altri tuttavia sostennero come questo fosse un esempio di "errore della finestra rotta", dato che questo modo di ragionare ignorava la perdita netta di beni per miliardi di dollari cagionata dall'attacco. Se il World Trade Center fosse ricostruito esattamente come era prima, gli Stati Uniti avrebbero un World Trade Center, mentre senza l'attacco dell'11 settembre 2001, gli Stati Uniti disporrebbero non solo del World Trade Center, ma anche di tutti i fondi che ora devono essere spesi per la sua ricostruzione - per tacere delle vite perse nell'attacco.

    Si ignorano inoltre i costi occulti per tutto ciò che non accadrà in conseguenza all'evento, come i viaggi d'affari non effettuati per paura del terrorismo, la perdita per i fornitori di quei servizi, i loro fornitori e così via. È abbastanza probabile che la paura del terrorismo, compresi i successivi casi di minacce all'antrace, abbia approfondito la recessione ed abbia di conseguenza reso ancora peggiori le cose per l'economia statunitense.


    Lo Stato e la difesa degli interessi particolari [modifica]
    Bastiat, Hazlitt ed altri hanno identificato il vetraio con gli interessi particolari ed il ragazzino con il Governo. Gli interessi particolari richiedono soldi al Governo (sotto forma di sovvenzioni, concessioni, ecc.) e di conseguenza questo costringe il contribuente a fornire i fondi monetari.

    I destinatari certamente ne beneficiano, in modo che l'azione del Governo è considerata spesso dalla gente come benefica per tutti. Ma la gente non riesce a considerare i costi occulti: i contribuenti ora sono più poveri esattamente di quella quantità di denaro. L'alimentazione, l'abbigliamento o altri generi che si potevano acquistare con quei soldi ora non saranno acquistati.

    I "non-acquisti" costituiscono un costo occulto, o costo incidentale. Nel suo saggio Bastiat si riferisce ai costi occulti come a "ciò che non si vede". Poiché i costi sono occulti, ci si illude che i benefici non comportino dei costi. Hazlitt ha ricapitolato il principio dicendo "tutto ciò che otteniamo, a parte ciò che la natura liberamente ci dona, in qualche modo va pagato". Robert A. Heinlein ha reso popolare una sigla del concetto chiamata TANSTAAFL (There Ain't No Such Thing As A Free Lunch - Non esiste una cosa chiamata Pasto Gratuito).

    Esempi comuni di discussioni su interessi particolari in cui si può incappare nell'"errore della finestra rotta" sono:

    resistenze contro la soppressione di posti di lavoro statali inefficienti, come nella pubblica amministrazione;
    discussioni su misure protezionistiche come tariffe, sovvenzioni e/o altre regolamentazioni a spese del mercato o dei contribuenti;
    misure per escludere l'opposizione pubblica ad imprese e/o pratiche imprenditoriali, come nei casi di inquinamento ambientale e nei Casinò;
    sostegni pubblici alle arti e alla cultura.
    Per i Keynesiani ed i socialisti liberali in genere, d'altra parte, lo Stato può svolgere un ruolo costruttivo: per esempio, facendosi carico di problemi quali i fallimenti del mercato, la fornitura di beni pubblici ed il perseguimento dell'obiettivo della piena occupazione. Così come nel caso dello stimolo alla domanda aggregata, si argomenta che schemi di ridistribuzione della spesa possono avere effetti sociali desiderabili. Così, ad esempio, sovvenzionare le arti potrebbe rendere una città un posto più piacevole per vivere, anche senza un beneficio economico diretto.

    Un'altra argomentazione spesso usata a favore della ridistribuzione è che può essere necessario sostenere un'industria in prepararazione per i periodi di emergenza. Come esempio, si dice che esiste un beneficio netto nel pagare gli stipendi dei pompieri anche quando non ci sono incendi in corso.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  4. #4
    ,
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    il pil cose' : il prodotto interno lordo
    ma e' veramente un indice di progresso ?
    io sinceramente nn ho mai considerato il PIL una misura realistica
    1 incidente aumenta il pil
    persino un tornado aumenta il PIL perche i danni ke fa, tu spendi x ricostruire
    l'aumento dei prezzi in generale aumenta il pil
    se poi l aumento della delinquenza aumenta il PIL perche' spendiamo x comprare le serrature, o girare armati, quindi comprando la pistola e facendo corsi di tiro, spendiamo ed aumenta il pil
    mentre una revoluzione tecnologica ke abbatte i prezzi diminuisce il pil

    qualcuno mi spiega perke ?
    il pil nn tiene conto dell'economia reale ?
    Credo che il Pil sia solo una prima approssimazione della situazione economica di un paese. Il confronto tra i PIL di periodi diversi serve partendo dall'idea che entrambi le analisi fanno simili percentuali di distorsione. Credo, è un'idea che mi sta venendo mentre scrivo, che il confronto tra PIl non abbia molto senso per indicare differenze tra paesi o tra periodi tra i quali esistano profonde differenze nel tipo di società. Del resto, non deve essere preso come unico parametro per studiare le variazioni tra due diversi momenti. In Filandia si stanno integrando dati economici son situazioni di tipo psicologico, del resto già il Pareto parlava di ofemilità.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    il pil cose' : il prodotto interno lordo
    ma e' veramente un indice di progresso ?
    Nu
    Dipende se consideri il Pil nominale o il Pil reale. Ti faccio un esempio: il pil degli USA è aumentato dai 520 miliardi di dollari del 1960 ai circa 11.000 miliardi di dollari odierni. Ma non significa affatto che la produzione sia aumentata di più di 20 volte!!
    L'aumento infatti riflette variazioni più di prezzo che di quantità. Se produco 10 sedie che costano 1 euro l'una, son 10 euro. Se domani costano 2 euro l'una, sono 20 euro, ma sempre dieci sedie produco.
    Il Pil nominale quindi considera la somma delle quantita dei beni prodotti a prezzi correnti, e quindi facilmente cresce nel tempo perché oltre ad aumentare la quantità prodotta aumentano anche i prezzi.
    Il Pil reale invece valuta la quantità di beni prodotti a prezzi costanti, cioé a un prezzo di riferimento del tutto arbitrario, che può essere quello dell'anno scorso o di cento anni fa, a seconda delle valutazioni che intendo fare rispetto a quanto è aumentata o diminuita la produzione a partire da un certo momento.

    Quindi considerando il Pil nominale. Se ogni anno produco dieci sedie del valore di 1 euro e l'anno prossimo il valore è 2 euro, il Pil nominale mi raddoppia ma non c'è stata nessuna crescita nell'economia.


 

 

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