Silvio-Walter, è cominciata la luna di miele.
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La luna di miele dei governi di solito è con il paese e, principalmente, con gli elettori che hanno appena votato. Questa volta, invece, la luna di miele sembra essere niente meno che con l’opposizione. Non con tutte, per la verità al rude Antonio Di Pietro, infatti, non pare vero di poter essere l’unico a menare le sue nodose mani da lavoratore sulla nuova maggioranza e sul nuovo Esecutivo. E in effetti, l’interlocutore privilegiato del Cavaliere è il dolce Walter Veltroni, così a modino seduto sul suo banchetto il primo giorno di scuola mentre il Cavaliere lo prende in giro amorevolmente citando il comico genovese Maurizio Crozza e l’assurdo modo con il quale il nostro gianduiotto lo appellava durante la campagna elettorale: “il principale esponente dello schieramento a me avverso”. Aperture reciproche, grandi propositi su nuove ere di collaborazione, ma per carità sempre nella distinzione. I due si sono visti ieri per trentacinque, forse quaranta minuti a Palazzo Chigi e il dolce Walter ha informato i giornalisti nella sala stampa dove di solito parlano i ministri, e/o il capo del Governo, e/o le parti sociali. I due avrebbero sfiorato il tema della RAI e parlato della legge elettorale per le ormai vicine elezioni europee che si terranno alla fine della primavera del 2009, che il nostro auspicherebbe con uno sbarramento inferiore al cinque percento, il che vuol dire che anche il quattro ci può stare.
Ma l’argomento principale sarebbero state le riforme: “Oggi abbiamo parlato di riforme istituzionali. Sono urgenti e vanno fatte insieme. Siamo d'accordo sul ripartire dal pacchetto presentato nella scorsa legislatura perché le riforme istituzionali, non vanno considerate come appannaggio della maggioranza che vince ma sono una materia su cui occorre una convergenza, e siamo d'accordo di cercare un’intesa ripartendo dal testo Violante che ha raccolto consensi da entrambe le parti”. Insomma in questo incontro di quaranta minuti a quattrocchi tra temi sfiorati e temi trattati, un po’ di carne al fuoco ne è stata messa.
Prima del dolce vertice,peraltro, il leader a vocazione maggioritaria aveva riunito i suoi e chiesto sostanzialmente un mandato per poter incontrare e trattare con il Berlusconi, mandato concesso da tutti. Il Cavaliere da parte sua è in una situazione invidiabile dato che anche il Segretario del maggior partito di opposizione ha bisogno di lui, e della sua legittimazione, se non per rimanere in sella almeno per avere un po’ di margine di manovra. Alla domanda dei cronisti sul rapporto che palazzo Chigi avrà, o non avrà, con le altre opposizioni il dolce Walter fa spallucce: “Sono il leader della parte più grande dell'opposizione. Con le altre opposizioni sarà lui a decidere come confrontarsi”. Pur riaffermando la necessità di dividersi sui programmi e le priorità - salari ed emergenza sociale per il PD - il dialogo sembra essere partito e a questo primo incontro sembra che ne seguiranno altri. Che quel che resta dei piccoli si faccia un po’ i conti perché l’aria di “rappelle à l'ordre” per il momento è forte e tra una dolcezza e l’altra la convergenza di interessi del buon Walter e del Cavaliere per loro non sarà certo un bene. Le lune di miele di solito finiscono in fretta quindi è presto per tirare qualunque conclusione, se non che il dolce Walter dialogante è delizioso nella sua postura.
Lorenzo Pirrotta
Pubblicato sull’Avanti! di sabato 17 maggio 2008 pag. 1




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