



15 LUGLIO 2004
Ero in moto, con mio marito. Era una sera caldissima, ed eravamo andati in collina a prenderci un gelato.
All'improvviso vedo un'auto uscire da un cortile privato; una frenata, un botto pazzesco, spicco il volo, atterro sull'asfalto <<cosa è successo?>> ho dolore dappertutto, non riesco a muovermi, sento rumori lontani e ovattati <<sto per morire, ora muoio>> la spalla e il braccio destro mi fanno male, non riesco a muovere le gambe, ho freddo, nonostante sia luglio io tremo; mi gira la testa, ho la vista confusa, perdo i sensi qualche istante.
Riprendo i sensi sentendo le sirene dell'ambulanza, intorno a me i militi del 118 e una piccola folla di curiosi.
Mio marito vuole salire sull'ambulanza, glielo impediscono. <<non sento le gambe, sono paralizzata>>. Il medico cerca di capire se sono cosciente "Come ti chiami? dove abiti?" rispondo a tono, ma ho paura <<sono paralizzata, non camminerò mai più>> "stai tranquilla, non hai nulla di grave, ora andiamo al Pronto Soccorso e ti facciamo le radiografie" con un filo di voce riesco a sussurrare "sono paralizzata". "No, è solo lo spavento, non hai nulla di grave" <<questi mentono, mi nascondono qualcosa>>.
Nel frattempo mi tolgono i vestiti, mi coprono con una coperta di alluminio, cerco di muovermi, mi bloccano "stai ferma, non muoverti" <<perchè non posso? cosa mi state nascondendo?>>
Arrivo al Pronto Soccorso, mio marito è già lì, arrivato sull'automedica "incidente stradale, codice giallo" <<giallo? perchè se non ho nulla? il giallo è un codice di emergenza>>mi fanno le radiografie in urgenza. Non ho nulla di rotto, le gambe sono a posto, solo una lieve contusione alla spalla e un gomito sbucciato dalla tela del giubbino jeans.
Esco dopo 4 ore di analisi, radiografie e visite, finalmente sulle mie gambe, finalmente tranquilla. Mi è andata bene, ma in quei momenti pensavo che la mia vita sarebbe finita, o cambiata in peggio.


Sino ad ora il momento in cui ho appreso che mia madre aveva delle recidive alle ossa. Malattia terminale quindi. Un colpo al cuore, come si puo immaginare.
Per il resto si ho avuto momenti brutti, di rabbia, di ansia, di sconforto ma ho sempre cercato di dire e me stesso "Danì, sei giovane, hai tutta la vita davanti, tutto si aggiusta"....
un altro momento brutto, in effetti l'ho avuto l'anno scorso, al ritorno delle ferie. Un dolore persistente vicino alla zona fegato. Avendo dei precedenti in famiglia ho pensato al peggio. Poi grazie a dio erano calcoli...anche se mi han dato problemi, in parte ancora oggi.


vi farà ridere...ma a me nn lo ha fatto manco un po'
in ferie col mio quasi marito, destinazione circa 5 km, guida a sinistra, è buio.
Dall'altra corsia arriva una macchina che perde il controllo e ci butta fuor strada, ma lentamente e inesorabilmente, senza spostarsi di un filo, scena al rallentatore, senza toccarci....il mio pensiero è stato "ecco, tanta strada per morire", avevamo un suzukino 4 x 4, mio marito esce dal fosso, riparte, entrambi in perfetto silenzio e senza guardarci, gli occhi fissi sulla strada. Mi giro dopo un tempo x e dico "l'abbiamo passata Georgetown" e lui "si, credo anch'io". Era passata da 15 chilometri, e da venti minuti.


beh, ne ho passati di quei momenti, capitano a tutti, nessuno puo' dirsi al riparo da sciagure, da momenti no..
qualcuno dei piu' brutti;quando io e la mia compagna perdemmo il nostro bimbo ed i dottori ci dissero che lei non avrebbe piu' potuto avere figli,oppure quando ebbi l'icidente nel 99, o quando il medico comunico' a me e mia madre che x mio padre non c'era speranza,oquando venni fermato dai carabinieri nel 80 perche' sospettato di appartenere ad una organizzazione della destra estrema

