eccoAi carabinieri, la maggiorparte degli indagati avrebbero risposto che la 14enne era consenziente.


eccoAi carabinieri, la maggiorparte degli indagati avrebbero risposto che la 14enne era consenziente.


pacatamente perdonami....mi sembra un cazzata.




prima di criminalizzare 80 ragazzi io voglio sapere bene
se veramente c'è stata violenza vanno puniti severamente se invece la ragazza era d'accordo allora non vedo lo scandalo
attenzione a sbattere sempre il mostro in prima pagina
le minchiate su Lucca città bianca poi veramente...


per monati: Io non sono un imbecille. Non ti rispondo per un abbassare il tono della mia presenza in questa lista che è e sarè sempre civile educata e, se mi permetti, colta ed in grado di confrontarmi sul piano intellettuale con i miei pari. In ogni caso, dare dell'imbecille a chi propone l'esame collettivo di un gravissimo fatto di violenze nei confronti di una ragazzina, quasi una bambina, da parte di un branco di autentici animali toscani, di razza bianca, eredi di una millenaria tradizione umanistica non mi pare che sia il massimo della interlocuzione.
Tuttavia ti capisco e ti compatisco


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Inchiesta in una città vicina a Lucca: all' origine i giovani sospettati erano 80
Una storia di umiliazione e ricatti ai danni di una quattordicenne
Ragazza violentata dal branco
Ventitré indagati per gli stupri
di FRANCA SELVATICI
FIRENZE - Ottanta adolescenti sospettati di aver profittato di una ragazzina. E' accaduto in lucchesia. I racconti degli abusi lasciano senza parole. Non è ancora Niscemi. Non ci sono ragazzine pestate ferocemente, strangolate, gettate in un pozzo. Ma anche in Toscana, sempre così orgogliosa della sua civiltà, è allarme sull'"inaridimento del cuore", sul "deserto emotivo", sul "nichilismo" dei giovani, per usare le espressioni di Umberto Galimberti.
Adolescenti con un filo di barba, a volte appena più che bambini, in branco si trasformano in stupratori, diffamatori, ricattatori. La ragazzina che cede, che è fragile, che ci sta perché altrimenti rischia di essere bandita dal gruppo o svergognata davanti ai genitori, diventa solo un oggetto da usare, una cosa da disprezzare.
I magistrati minorili hanno l'impressione di trovarsi davanti a una mutazione. Le violenze che giungono alla loro attenzione sono quasi soltanto di gruppo e spesso corredate di filmini e di ricatti. Così è accaduto in lucchesia, dove all'inizio le indagini hanno coinvolto un'ottantina adolescenti, quasi tutti minorenni, e dove oggi restano sotto inchiesta in 23. L'inchiesta è partita quando, nella notte di Pasqua del 2004, i carabinieri hanno trovato una ragazzina di poco più di 14 anni seminuda in una automobile con quattro adolescenti.
Lei prega i militari di avvisare i genitori dopo Pasquetta, per non dare loro un dispiacere. Poi, però, è costretta a scrivere una lettera di confessione alla madre. E infine parte la denuncia. Così emergono dieci mesi di abusi e almeno quindici episodi di ammucchiate. Lei sola di fronte a quattro-cinque-sei adolescenti. Lei divenuta lo zimbello dei ragazzi del paese. Lei infamata. Dicevano che aveva l'aids, che bastava chiamarla e lei avrebbe fatto questo e quest'altro di sua spontanea volontà.
Racconta ciò che è accaduto con lo sguardo fisso, si sforza di non lasciar trasparire emozioni. E' stata bocciata, non ha amici, a volte è bulimica, a volte anoressica. Soffre. Spiega che era tollerante, che perdonava. Così non è facile distinguere i rapporti in cui era o appariva consenziente dalle violenze vere e proprie. Tutto comincia nel giugno 2003, quando va con un ragazzo al fiume, dove ci sono altri ragazzi e poi ne arrivano altri ancora. Uno ha la telecamera. Le chiedono di fare l'amore con ciascuno di loro.
L'assillano e la sfidano. Dicono che deve mostrare la sua abilità. Lei si sente in trappola. Sono in tanti. Si sente debole, da una parte vuole conquistare la loro simpatia, vuole soddisfarli, non le va di essere derisa, dall'altra ha paura di essere picchiata e di non tornare a casa. Cede e viene filmata. Dopo comincia il tormento. Qualche ragazzo la minaccia di far vedere la cassetta ai genitori, qualche altro si offre di aiutarla a recuperare il filmato. La spaventano oppure la ingannano. In tutti i casi le chiedono in cambio di fare sesso. E sono sempre in gruppo. Lei si spaventa, cede, diventa ogni giorno più ricattabile. A 14 anni trattata da ninfomane.
I ragazzi si fanno sotto, sono curiosi di sperimentare di persona quello che si dice in giro. Poi c'è chi si è pentito ed è stato male. Ma la maggior parte, quando è partita la denuncia e si sono mossi i carabinieri, ha risposto nel più triviale dei modi: ci stava. Alcuni, forse, ne erano convinti. Ma chi ha usato il filmino per ricattarla?
(20 maggio 2008)


Ragazza violentata dal branco
Ventitré indagati per gli stupri
di FRANCA SELVATICI
FIRENZE - Ottanta adolescenti sospettati di aver profittato di una ragazzina. E' accaduto in lucchesia. I racconti degli abusi lasciano senza parole. Non è ancora Niscemi. Non ci sono ragazzine pestate ferocemente, strangolate, gettate in un pozzo. Ma anche in Toscana, sempre così orgogliosa della sua civiltà, è allarme sull'"inaridimento del cuore", sul "deserto emotivo", sul "nichilismo" dei giovani, per usare le espressioni di Umberto Galimberti.
Adolescenti con un filo di barba, a volte appena più che bambini, in branco si trasformano in stupratori, diffamatori, ricattatori. La ragazzina che cede, che è fragile, che ci sta perché altrimenti rischia di essere bandita dal gruppo o svergognata davanti ai genitori, diventa solo un oggetto da usare, una cosa da disprezzare.
I magistrati minorili hanno l'impressione di trovarsi davanti a una mutazione. Le violenze che giungono alla loro attenzione sono quasi soltanto di gruppo e spesso corredate di filmini e di ricatti. Così è accaduto in lucchesia, dove all'inizio le indagini hanno coinvolto un'ottantina adolescenti, quasi tutti minorenni, e dove oggi restano sotto inchiesta in 23. L'inchiesta è partita quando, nella notte di Pasqua del 2004, i carabinieri hanno trovato una ragazzina di poco più di 14 anni seminuda in una automobile con quattro adolescenti.
Lei prega i militari di avvisare i genitori dopo Pasquetta, per non dare loro un dispiacere. Poi, però, è costretta a scrivere una lettera di confessione alla madre. E infine parte la denuncia. Così emergono dieci mesi di abusi e almeno quindici episodi di ammucchiate. Lei sola di fronte a quattro-cinque-sei adolescenti. Lei divenuta lo zimbello dei ragazzi del paese. Lei infamata. Dicevano che aveva l'aids, che bastava chiamarla e lei avrebbe fatto questo e quest'altro di sua spontanea volontà.
Racconta ciò che è accaduto con lo sguardo fisso, si sforza di non lasciar trasparire emozioni. E' stata bocciata, non ha amici, a volte è bulimica, a volte anoressica. Soffre. Spiega che era tollerante, che perdonava. Così non è facile distinguere i rapporti in cui era o appariva consenziente dalle violenze vere e proprie. Tutto comincia nel giugno 2003, quando va con un ragazzo al fiume, dove ci sono altri ragazzi e poi ne arrivano altri ancora. Uno ha la telecamera. Le chiedono di fare l'amore con ciascuno di loro.
L'assillano e la sfidano. Dicono che deve mostrare la sua abilità. Lei si sente in trappola. Sono in tanti. Si sente debole, da una parte vuole conquistare la loro simpatia, vuole soddisfarli, non le va di essere derisa, dall'altra ha paura di essere picchiata e di non tornare a casa. Cede e viene filmata. Dopo comincia il tormento. Qualche ragazzo la minaccia di far vedere la cassetta ai genitori, qualche altro si offre di aiutarla a recuperare il filmato. La spaventano oppure la ingannano. In tutti i casi le chiedono in cambio di fare sesso. E sono sempre in gruppo. Lei si spaventa, cede, diventa ogni giorno più ricattabile. A 14 anni trattata da ninfomane.
I ragazzi si fanno sotto, sono curiosi di sperimentare di persona quello che si dice in giro. Poi c'è chi si è pentito ed è stato male. Ma la maggior parte, quando è partita la denuncia e si sono mossi i carabinieri, ha risposto nel più triviale dei modi: ci stava. Alcuni, forse, ne erano convinti. Ma chi ha usato il filmino per ricattarla?
(20 maggio 2008)
Per qualcuno probabilmente sì, non si è ribellata. A me viene solo da dire: che vermi schifosi.


E decidiamo le leggi facendole in quattro e quattr'otto sulla base della scaletta dei telegiornali???
Queste cose mi fanno rabbrividire: l'iter parlamentare ha una sua logica e non è stato tirato su da quattro mentecatti in baita, come la riforma che tentarono nel 2006...


Ma che c'entrano i rom, la razza bianca, il centrodestra e altre scemenze!
Sono dei deficienti e vanno condannati. Ma bisogna pure distinguere tra chi organizza queste porcate e chi ci è andato senza sapere le condizioni della ragazza.


Cara Isabella tu che sei donna sai distinguere tra trasgressione e stupro??
Se da ragazzino mi avessero detto "Quella ci sta" magari ci avrei provato (non certo in gruppo!!) e se lei ci stava... ci stava!!!
Altra cosa è il ricatto e la violenza.. non trovi???
Non dirmi che tu denuncieresti un tuo partner con cui sei stata senza che lui ti abbia violentata perchè sennò si arriva a livelli da psicopolizia....