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'RESUSCITATI' IN TOPO GENI TIGRE TASMANIA
ROMA - A più di 70 anni dalla sua estinzione, la tigre della Tasmania torna a rivivere (almeno in piccolissima parte) in un topo. L'ultimo esemplare di questo grande marsupiale carnivoro simile a un lupo e dal manto a strisce come quello di una tigre è morto nel settembre 1936 nello zoo della città australiana di Hobart. Dai suoi tessuti, conservati da allora in numerosi musei, è stato estratto il Dna e trasferito in un embrione di topo.
E' la prima volta che viene condotto un esperimento del genere, descritto nella rivista Plos One. "E' il primo esempio di restaurazione di Dna non codificante estinto e di analisi delle sue funzioni in vivo", scrivono gli zoologi dell' università australiana di Melbourne, che hanno lavorato in collaborazione con l'università del Texas. I ricercatori non hanno dubbi che osservare nuovamente all'opera Dna di specie scomparse porteràa nuove conoscenze sull'evoluzione e la biodiversità. Punto di partenza dei ricercatori, coordinati da Andrew Pask, é stata la considerazione che "le specie esistenti rappresentano meno dell'1% della diversità genetica esistita nel regno animale" e che "il tasso di estinzione sta aumentando con un ritmo allarmante, soprattutto fra i mammiferi". Sono numerose le vie intraprese per tutelare il più possibile la "memoria" di questa enorme biodiversità, come il cosiddetto "zoo congelato" della Società zoologica di San Diego per la conservazione e la ricerca per le specie minacciate, che sta lavorando per creare archivi di cellule e tessuti congelati. L'obiettivo è proteggere le informazioni genetiche racchiuse in questi tessuti. Ma se questo approccio funziona per le specie minacciate, ma ancora esistenti, non può fare nulla per le specie estinte da tempo. Il gruppo di Pask ha allora pensato di "resuscitare" il Dna della tigre della Tasmania (o tilacino). Hanno quindi prelevato il materiale genetico da quattro campioni di tessuto conservati da un secolo nel museo Victoria di Melbourne. All'interno di questo antico Dna hanno isolato alcuni segmenti di informazione relativi a sequenze chiamate Col2a1, non legate a particolari proteine ma importanti come "registi". Il materiale genetico così ottenuto è stato quindi trasferito in embrioni di topo, dove la sequenza è stata attivata. I ricercatori hanno osservato così "tornare in vita" geni che si erano fermati cento anni fa e che, proprio come geni ad essi simili attivi nel topo, agiscono stimolando la formazione di cartilagine e ossa. "E' la prima volta che il Dna di una specie estinta viene utilizzato per indurre una risposta funzionale in un altro organismo vivente", ha osservato Pask. Un risultato che i ricercatori hanno definito di importanza fondamentale in un momento in cui "il tasso delle estinzioni sta aumentando in modo allarmante, specialmente nei mammiferi". Conservare e studiare geni che rischiano di essere perduti per sempre permette, concludono, di aprire la via a nuove applicazioni, compreso lo sviluppo di nuovi farmaci.





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