



...Pochi sanno
che la mia gente
dispersa su tutta
la Terra non ha mai
fatto la guerra
Anonimo bambino rom


Se la povertà è
la madre del crimine,
la stupidità
ne è il padre
Jean de La Bruyère




Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)
Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza.
(A quelli nati dopo di noi - Bertold Brecht)
Sinistra Nazionale!


E" più facile
amare
l"umanità
che il proprio vicino
Eric Hoffer


OMNIA SUNT COMMUNIA
Xenofobia –Misoginia- Odio allo zingaro, odio al diverso – Tutto questo sta dentro di noi, ma progresso e’ far crescere una civilta’ dell’accoglienza, non dell’odio. L’odio ci portera’ solo fuori dal mondo umano, come successe nella Germania nazista.
Chi e’ il mio prossimo
Mi si dice di amarlo come me stesso
Dio me lo dice
Ma chi e’ il mio prossimo?
Forse il potente, l’onorevole, il mafioso,
la bella donna,
l’oca giuliva con protettore a fianco,
la signora in pelliccia fine,
il giovanotto allampadato in suv,
il camorrista che mi chiede il pizzo,
il direttore che non mi conosce,
il negoziante che mi strozzina,
il bancario che mi fa la cresta,
quello della mia categoria
sociale,
del mio club,
della country
del clan,
del campanile,
della piazzetta,
della borgata di sopra o di sotto?
Quello che porta il mio stesso trend,
il look,
il logos,
la mise, il breil,
la bandiera di squadra,
il distintivo,
il compasso e il triangolo,
la tonaca o la falce e martello?
Passano ignari
zingari e migranti,
poveri scalzacani,
donne fasciate di nero,
bambini che chiedono,
…senzatetto, senza patria, senza vita…
Non sanno
che sono il mio prossimo.
Viviana (n'amica mia)
ARDITI NON GENDARMI


OMNIA SUNT COMMUNIA
La nostra marcia
Battete sulle piazze il calpestio delle rivolte!
In alto, catena di teste superbe!
Con la piena del secondo diluvio
laveremo le città dei mondi.
Il toro dei giorni è screziato.
Lento è il carro degli anni.
La corsa il nostro dio.
Il cuore il nostro tamburo.
Che c'è di più divino del nostro oro?
Ci pungerà la vespa d'un proiettile?
Nostra arma sono le nostre canzoni.
Nostro oro sono le voci squillanti.
Prato, distenditi verde,
tappezza il fondo dei giorni.
Arcobaleno, dà un arco
ai veloci corsieri degli anni.
Vedete, il cielo ha noia delle stelle!
Da soli intessiamo i nostri canti.
E tu, Orsa maggiore, pretendi
che vivi ci assumano in cielo!
Canta! Bevi le gioie!
Primavera ricolma le vene.
Cuore, rulla come tamburo!
Il nostro petto è rame di timballi.
Vladimir Majakovskij
ARDITI NON GENDARMI


OMNIA SUNT COMMUNIA
Questa canzone del grande Caruso, degli anni “60, cantata dai giovani neofascisti, in verità aveva uno scopo inverso, voleva essere un’inno contro la guerra, voi che ne dite?
Son morto nel Katanga
venivo da Lucera
avevo quarant'anni e la fedina nera
Di me la gente dice
ch'ero coi mercenari
soltanto per bottino
soltanto per denari
Ma ora che sono steso
guardate nel mio sacco
c'è solo una bottiglia
e un'oncia di tabacco
Invano cercherete
soldi nel tascapane
li ho spesi proprio tutti
assieme alle puttane
Evviva la morte mia
evviva la gioventù
lai lalalalala
lai, lalalala
Amavo un'entraîneuse
di razza congolese
però l'ho perduta a dadi
con Jimmy, l'irlandese
Salvai monache e frati
dal rogo del ribelle
ma l'ONU se ne frega,
se brucia la mia pelle
Se la mia pelle brucia
è perché son mercenario
ma il papa se ne frega
e sgrana il suo rosario
Evviva la morte mia
evviva la gioventù
lai lalalalala
lai, lalalala
Addio amiche mie
dai fiori nei capelli
addio dolci compagne
trovate nei bordelli
addio verdi colline
ormai scende la notte
i fuochi sono spenti
addio dolci mignotte
con le vostre guepières
ho fatto una bandiera
portatela agli amici
che invecchiano a Lucera
Evviva la morte mia
evviva la gioventù
lai lalalalala
lai, lalalala
Se rimanevo a casa
là nella mia Lucera
ora sarei arrivato
coi figli e la pancera
avrei la moglie grassa
le rate e la seicento
salotto, televisione,
mutua e doppio mento
Invece sono andato
in giro per il mondo
e adesso sto crepando
quaggiù nel basso Congo
Evviva la morte mia
evviva la gioventù
lai lalalalala
lai, lalalala
Pino Caruso
ARDITI NON GENDARMI


“Interrogatorio dell’uomo buono”
Avanza: sentiamo dire
Che sei un uomo buono
Non sei venale, ma il fulmine
che si abbatte sulla casa non è
neanch’esso venale.
Quel che hai detto una volta, lo mantieni.
Che cosa hai detto?
Sei sincero. Dici la tua opinione.
Quale opinione?
Sei coraggioso.
Contro chi?
Sei saggio.
A favore di chi?
Non badi al tuo vantaggio.
Al vantaggio di chi, allora?
Sei un buon amico.
Amico di gente buona?
Ascolta: sappiamo
che sei nostro nemico. Perciò ora ti vogliamo
mettere al muro. Ma in considerazione dei tuoi meriti
e buone qualità
il muro sarà buono, e ti fucileremo con
buone pallottole di buoni fucili e ti seppelliremo con
una buona pala in terra buona.
Bertolt Brecht