Riporto parere dell'amico Furlan.
L' operazione sull ICI è già emblematica.
Togli un tributo gestito autonomamente dagli enti locali, reintroducendo il meccanismo dei trasferimenti dalla tesoreria centrale dello Stato.
Il federalismo fiscale non sarà altro che:
1. Il comune non conterà più nulla
2. La regione stabilirà ( o meglio, concorderà) la tassazione
3. Il cittadino versa a direttamente a Roma (Unico, 730, trattenute)
4. La tesoreria dello Stato, con comodo, dopo le opportune verifiche, trasferirà i decimi concordati alla tesoreria centrale Regionale.
5. I comuni dovranno andare ad elemosinare i contributi ed i trasferimenti dal politico regionale di turno.




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Il presidente dell'Abi Corrado Faissola (Imagoeconomica) Mercoledì il governo «ha sbandierato un accordo con l'associazione delle banche prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all'anno per 1.250.000 famiglie circa. Peccato che la notizia sia falsa» afferma l'Aduc (L'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) in una nota. RATE E TASSI - «Nel comunicato dell'Abi - spiega l'associazione - si legge che l'accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento (a tassi abbastanza agevolati: l'Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunchè, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari (e quindi un costo per le banche). In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi (fissi o variabili) dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui (tanto remunerativi per loro e tanto costosi per i clienti). Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione (manca ancora lo specifico decreto) a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso. 
Il nodo dei mutui bancari