La mia prima considerazione in merito al cosiddetto decreto sicurezza è: finalmente!
Dopo anni di immobilismo, di mancate scelte, di deregolamentazione, garantismo buonista ed ideologico qualcosa si è mosso. Queste considerazioni non sono assolutamente il tentativo di elogiare la maggioranza di centrodestra ora al governo, ma non si può non dare atto ai vincitori delle elezioni di essere stati capaci di recepire le richieste del popolo e di capirne le paure, cosa che la sinistra (soprattutto quella radicale) non è mai stata in grado di fare (e sembra non esserlo tutt’ora) in modo realistico e non ideologico.
Certo, non è tutto oro quello che luccica. La questione sicurezza, si attaglia perfettamente allo stile politico della destra nostrana, innestandosi in quella visione malcelatamente xenofoba presente nel D.N.A. di alcuni dei partiti che la compongono. E’ stata ampiamente strumentalizzata a fini elettorali; artificiosamente pompata dai mezzi di informazione e relativamente distorta, tentando di sovrapporla a quella dell’immigrazione, per renderla più funzionale. Accuse di questo tipo possono essere rivolte in modo copioso alla destra, ma è innegabile che questa, ha saputo a differenza del centrosinistra, recepire il disagio della popolazione, l’esasperazione manifesta di molti cittadini, non solo delle grandi metropoli, ma anche di molti centri di provincia, che fino a non molto tempo fa, sembravano esserne toccati solo marginalmente.
Per onestà è necessario anche ribadire che in Italia non esiste una sola “Questione sicurezza”, ma ve ne sono tante, alcune endemiche, altre importate, che si sono incancrenite, ammorbando il corpo del paese a causa della passività e dell’inettitudine della politica. Vi è la criminalità organizzata di stampo mafioso che deve essere combattuta senza tregua e i rapporti “ambigui” che alcuni politici anche di alto livello, intrattengono con essa… Purtroppo, però, non noto la stessa solerzia da parte della maggioranza a varare provvedimenti urgenti!
A questo si aggiunge, aggravandolo, il disagio generato dalle sacche di criminalità che accompagnano i fenomeni migratori. Lungi da me l’intenzione di proporre la vergognosa equazione immigrazione uguale criminalità, ma è innegabile che molti episodi di cronaca, pescano in questo affollato mare, fatto di operosità, cultura, competenze, ma anche di deliberata propensione al crimine, allo sfruttamento, ai traffici illeciti.
In uno stato degno di questo nome, il diritto alla sicurezza dei cittadini dovrebbe sempre essere ai primi posti delle priorità. I cittadini onesti, italiani o stranieri che siano, hanno il diritto di essere tutelati, di appropriarsi senza paure degli spazi dedicati alla socializzazione che non possono, al calar delle tenebre, diventare terra di nessuno dove imperano criminali e trafficanti delle peggior specie. Lo stato deve essere il custode del territorio e non può abdicare di fronte all’arroganza e alla spudoratezza della delinquenza.
Mi rendo conto che le considerazioni, a questo proposito, sono innumerevoli e difficilmente affrontabili nella sinteticità che un articolo richiede; per questo motivo rimando la discussione all’interno dei nostri forum, ma ritengo opportuno porre delle questioni importanti:
La sinistra che in questi giorni punta il dito e parla di nuove leggi razziali, che cosa ha fatto di concreto per porre rimedio ad una situazione che è diventata esplosiva? Quelli che si stracciano le vesti e parlano con il cuore in mano, adesso, di integrazione, di comprensione, che addirittura accusano di xenofobia tutti quei cittadini che chiedono a gran voce solo di essere sicuri dentro le loro case, quali provvedimenti hanno adottato per evitare questo? Con quale faccia tosta, Veltroni oggi, parla di campi nomadi e della necessità di renderli legali quando nella città da lui amministrata fino all’altro ieri, quelli abusivi proliferavano quotidianamente e senza freni? Proprio Veltroni parla di sostegno ai Rom; proprio lui che ha lasciato che i loro accampamenti si trasformassero non solo nel rifugio di criminali acclarati, ma in luoghi disumani in cui vivere. I bambini che adesso tanto gli stanno a cuore, sono gli stessi lasciati in mezzo all’immondizia, al degrado e all’emarginazione dalla sua amministrazione. Vi è oggi una sinistra che parla di sostegno all’integrazione, di fondi, ma che misteriosamente ed inspiegabilmente si dimenticava di richiedere e di spendere i contributi che la Comunità Europea stanziava appositamente!
Ho più volte ribadito che con le astrazioni ideologiche non si va da nessuna parte se si perde il contatto con la realtà. La sinistra ha pagato questa incapacità. Difendere senza distinzione l’indifendibile, ossessivamente e contro ogni buonsenso, l’ha portata alla sfiducia da parte dell’elettorato relegandola nel pantano in cui si è arenata.
Mi auguro per il bene di tutti che questo provvedimento possa sortire effetti positivi - perché le persone oneste hanno il diritto a condurre una vita serena - indipendentemente da chi lo ha proposto, ma rimane il rimpianto che nonostante la debacle elettorale e i chiarissimi segnali che arrivavano dalla società, la sinistra sembra ancora viaggiare e sognare di mondi paralleli… Fate pure, sperando che a ridestarvi non sia un ladro intento a scassinarvi l’appartamento.
Gabriele Oliviero




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