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Questo è altro discorso, molto condivisibile. Ma siamo sicuri che tutti denigratori del nucleare o della modernità siano cosi disponibili a rinunciare ai beni dati dal progresso? E' come per i cellulari: quanti di coloro che nn vogliono i ripetitori dei cellulari poi si lamentano quando non hanno copertura e viaggiano magari con in tasca anche 3 telefoni?
Fosse per me vivrei meglio senza molti prodotti della modernità..., forse avrei nostalgia del PC e del condizionatore (non sopporto il caldo) ma il primo lo posso sotituire con una bella chiacchierata tra amici e il secondo con un pò di sano freschino sotto un albero o un bel bagno... ma il resto della Padania. Vivrebbe senza?
Allora o la botte piena o la moglie ubriaca. Se voglio il benessere tecnologico necessito di energia, e se necessito di energia devo trovare il sistema "meno negativo" per produrla. Sig. il sottoscritto non è amico del nucleare e non dirà mai che il nucleare è pulito e bello, ma è sicuramente la migliore alternativa presente oggi. Ben venga poi la ricerca di fnti alternativa, ma tra iniziare la produzione di centrali nucleari oggi e stare altri 20 alla finestra ad aspettare , opto per la prima soluzione.
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da Corsera
Oggi la commissione Bilancio. Beretta: fotovoltaico negli edifici pubblici
Comune: A2A punti sul nucleare
Via libera agli impianti sicuri. L'invito al presidente Zuccoli: «Va ripreso quanto votato in una mozione del dicembre 2004»
Milano dice sì al nucleare. Di più: la maggioranza di Palazzo Marino intende sollecitare A2A, multiutility dell'energia, perché imbocchi decisamente questa strada dando nel frattempo segnali sul ricorso a energie alternative per gli stabili cittadini. Il primo passaggio ufficiale è atteso oggi, durante la seduta di commissione Bilancio alla quale è stato invitato il presidente di A2A, Giuliano Zuccoli: «Di fatto — riassume il presidente della commissione, Giacomo Beretta (Fi) — non facciamo altro che riprendere quanto votato in una mozione nel dicembre del 2004».
In effetti, su proposta dell'allora consigliere Livio Caputo, il centrodestra aveva dato il via libera a un documento in cui si chiedeva tra l'altro di «riavviare le centrali dismesse ancora agibili e cominciare lo studio per nuovi impianti con le tecnologie più moderne e sicure oggi disponibili ». Una posizione unica fra le amministrazioni in Italia, in un momento in cui si era ancora fermi ai risultati del referendum dell'87.
«Le modalità — spiega Beretta — possono essere studiate insieme e possiamo ad esempio pensare a consorzi che realizzino queste centrali o ad altro ancora. Ma la nostra linea è chiara». Il centrodestra pensa anche alla possibilità di interventi per il risparmio energetico, nel frattempo: «Sarebbe buona cosa — aggiunge Beretta — passare al fotovoltaico negli edifici pubblici. Cominciamo dagli impianti sportivi e dalle scuole. A2A dovrebbe preparare un piano per capire quanto costerebbe l'installazione di questi impianti e quanto si potrebbe risparmiare in un lasso di tempo ragionevole».
Sul tema, l'opposizione ha una posizione articolata: «Sosteniamo la ricerca per il nucleare pulito — premette il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino — ma nel frattempo crediamo si debbano cercare altre energie alternative ». Su questo, anche Majorino insiste sulla necessità di «impegnare A2A in progetti per dotare di pannelli solari glie edifici pubblici». L'ambientalista Maurizio Baruffi (Verdi), invece, ribadisce la posizione tenuta fin dal 2003, quando a Palazzo Marino si cominciò a parlare di nucleare: «È una follia — taglia corto — immaginarsi di fare centrali nucleari di terza generazione che producono scorie. Se Milano intende seguire la linea del Governo commetterebbe un errore clamoroso».
Quanto al fotovoltaico, Baruffi ricorda che «noi stessi lo abbiamo chiesto al presidente di Milanosport, che ci pare si voglia impegnare sul tema. Basti pensare che al Saini ci sono pannelli solari, abbandonati e in disuso da anni...». Il tema verrà affrontato oggi, durante l'audizione di Zuccoli: il presidente del consiglio di gestione di A2A, in realtà, è stato convocato per spiegare la situazione dell'azienda in particolare rispetto ai rapporti fra Milano e Brescia e per fare il punto sul coinvolgimento di Milano e dell'azienda tessa nella vicenda dei rifiuti di Napoli. Ma il nucleare è dietro l'angolo.
Elisabetta Soglio
11 giugno 2008
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Shito
1. per crearla serve silicone... dipenderemmo ancora da "altri" paesi per l'approvvigionamento..., con relativi problemi di costi
Silicon (inglese) vuol dire SILICIO, non silicone :D
Sennò bastava chiederlo prenderlo alle soubrette itagliane :p
Comuque il silicio si ricava da normale sabbia marina, granito o quarzo
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Uno dei problemi del fotovoltaico, di cui non parlano, è il bilancio energetico.
Occhio, non sto parlando di bilancio in €. Perchè quelli con gli anni ti ritornano.
Sto parlando di bilancio energetico, ovvero della energia totale prodotta nella sua vita utile (attualmente 20 anni) da un pannello fotovoltaico e della energia totale richiesta per fabbricarlo (tanta).
I conti non tornano, globalmente siamo in passivo.
Se questa energia non viene prodotta da fonti rinnovabili allora abbiamo solo fatto una DELOCALIZZAZIONE dell' inquinamento.
I costi dei pannelli fotovoltaici sono alti e rimarranno tali a meno di un nuovo sistema produttivo, come ho già detto la materia principale è sabbia o granito o quarzo.
Per quanto riguarda l'efficienza (energia prodotta al metro quadro / energia irradiata dal sole al metro quadro) sono meno del 20%. Ovviamente la tecnologia si deve ancora evolvere...
Diverso discorso sono i PANNELLI SOLARI, cioè quelli che ci permettono di fare l'acqua calda. Sono molto meglio, non richiedono silicio ed evitano alla nostra caldaia di bruciare metano per fare l'acqua calda. Evitiamo di creare inquinamento proprio in casa nostra.
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Ops... vero... nella fretta ho riutilizzato il termine della mail sopra... i am sorry!
hihihihihihihihihi
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non e' per rivitalizzare polemiche, pero'...............
da Corsera
E' successo durante l'operazione di pulitura di una cisterna
Francia, incidente nella centrale
Acqua contaminata nei fiumi
Fuoriuscita di liquido, allarme nella zona di Avignone
MILANO — Trenta metri cubi di acque usate contenenti 12 grammi di uranio per litro si sono riversate ieri, per cause accidentali, in due fiumi — La Gaffière e L'Auzon — nel sud della Francia. Le acque provenivano dal sito nucleare di Tricastin a Bollène, nel distretto di Vaucluse, a circa 40 chilometri da Avignone. L'allarme è rientrato quasi subito (l'incidente è avvenuto intorno alle 6,30 del mattino): l'agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha parlato di «rischio debole per la popolazione». Dello stesso parere i prefetti dei dipartimenti di Vaucluse e Drome. Le autorità locali hanno comunque preso misure di precauzione. Nei comuni di Bollèn e, Lapalud e Lamotte- du-Rhône sono stati vietati la presa d'acqua dai pozzi e l'impiego dell'acqua dei fiumi per irrigare i campi. Vietati anche la pesca, il consumo di pesce e i bagni nelle acque inquinate. L'incidente è avvenuto durante un'operazione di pulizia di una cisterna nello stabilimento Socatri, azienda del gruppo Areva, in attività dal 1975. «È la prima volta che si verifica un incidente del genere — ha detto Gilles Salgas, responsabile della comunicazione della società Socatri —. Su una scala di incidenti nucleari che va da 0 a 7 dovrebbe essere classificato a livello 1».
Una prima ricostruzione della dinamica dell'incidente è arrivata da una portavoce dell'Asn, Evangelia Petit: i circa trentamila litri di liquido contenente uranio — ha spiegato — si sono riversati durante alcune operazioni di pulitura, finendo al suolo e quindi in un canale adiacente, da dove poi sono finiti nei due fiumi. «Una parte della soluzione — ha precisato il direttore della sicurezza dell'Istituto di radioprotezione e sicurezza nazionale (Irsn), Thierry Charles— è stata recuperata, un'altra si è diluita nei corsi d'acqua e la terza fortunatamente non ha raggiunto la falda freatica». Le dichiarazioni rassicuranti delle autorità non sono servite a evitare lo scoppio di polemiche. «È impossibile che una diffusione di uranio di tale entità non abbia conseguenze importanti sull'ambiente e forse anche sulla salute della popolazione» dicono dall'organizzazione ecologista «Sortir du Nucleaire». In questi mesi in Francia il nucleare è un tema caldo dopo l'annuncio del presidente Nicolas Sarkozy di voler aumentare il numero di centrali sul territorio nazionali (attualmente sono 53).
Attualmente la Francia ricava circa l'ottanta per cento della sua elettricità dal nucleare. proprio ieri Francia e Libia hanno ufficializzato l'accordo di cooperazione per lo sviluppo dell'energia nucleare a scopi pacifici concluso nel corso del 2007. Sempre ieri Sarkozy ha annunciato che entro fine anno in Giappone i paesi del G8 si riuniranno per un forum su energia nucleare ed energie rinnovabili, per coordinarne lo sviluppo e far fronte all'aumento dei prezzi del petrolio e del gas. «Vedo crescere il sostegno all'alternativa nucleare — ha detto Sarkozy —. Per la Francia è una scelta molto vecchia, il Regno Unito vuole rafforzarla, l'Italia è interessata e certamente anche gli Usa e la cancelliera tedesca Angela Merkel, a titolo personale, è favorevole ».
Giulia Ziino
09 luglio 2008
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Non per ribadire, ma non mi sembra un incidente tanto preoccupante quanto l'inquinamento che ad oggi continuiamo a subire dalle centrali a Carbone...
Nel pulire cisterne ogni tanto si disperdono sostanze chimiche eppure non è che votiamo referendum per chiudere le industrie chimiche...
Comunque sono stato in Svezia e anche li + del 40% dell'Energia viene prodotta grazie al nucleare, e non mi sembra ci siano particolari problemi....
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Francia: nuova fuga radioattiva
Acque contaminate da elementi radioattivi sono fuoruscite da una centrale nucleare a Romans-sur-Isere
PARIGI (FRANCIA) - Ancora un incidente in Francia, sembra non grave, dopo quello di dieci giorni fa a Tricastin.
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto...A--180x140.jpgLa centrale nucleare di Tricastin (Ansa)Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, «senza impatto sull'ambiente», sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto stamane l'Autorithy francese per la sicurezza nucleare. L'incidente arriva a 5 giorni dalla clamorosa protesta di Greenpeace a Parigi.
L'INCIDENTE - La fuoruscita delle acque contaminate è stata causata da una rottura nel sistema di canalizzazione. Si tratta del secondo episodio di questo genere in due settimane, dopo quello avvenuto la notte tra il 7 e l'8 luglio nella centrale di Tricastin, sempre nella Francia meridionale, gestita da due società filiali del gruppo Areva. Per questo primo episodio, Areva ha ammesso, dopo un'inchiesta interna, che all'origine dell'incidente c'è stata «mancanza di coordinamento» tra chi gestiva i lavori di sistemazione in corso nell'impianto e i responsabili delle attività di sfruttamento.
http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml
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La notizia e' di qualche giorno orsono....
http://www.ansa.it/ecoenergia/notizi...740318422.html
EOLICO E GEOTERMIA A GONFIE VELE IN GERMANIA (ANSA) - BERLINO - L'aumento dei prezzi mondiali per i combustibili fossili ha dato un nuovo impulso in Germania ai progetti per parchi eolici sul mare del Nord e sul mar Baltico, dove, al 2030, sorgeranno 30 impianti offshore con migliaia di torri eoliche, per un investimento previsto di un miliardo di euro. Secondo il ministro per i Trasporti e le Costruzioni, Wolfgang Tiefensee (Spd), in questo modo dovrebbe essere cancellata la dipendenza della Germania da importazioni di petrolio e gas sempre piu' costose e rendere piu' vicina la fine della produzione di energia elettrica attraverso impianti nucleari, decisa per il 2020 dal governo rosso-verde precedente ma fatta propria anche dalla attuale grande coalizione tra Cdu-Csu e Spd guidata da Angela Merkel (Cdu).
Il primo parco eolico offshore dovrebbe entrare in funzione nel corso dell'estate davanti a Borkum, una delle isole della Frisia orientale, e servira' come impianto sperimentale congiunto dal quale trarranno esperienze utili per il futuro le imprese energetiche E.on, Ewe e Vattenfall. L'effetto rincari si e' fatto sentire anche su un'altra fonte rigenerabile di energia, la geotermia: da maggio scorso a Unterhaching vicino a Monaco di Baviera e' entrata in funzione la piu' grande centrale energetica geotermica tedesca, capace di 3,4 Mw. L'acqua bollente estratta con alcuni chilometri di perforazioni dal sottosuolo viene usata per produrre energia elettrica, mentre in molti altri posti della Germania essa aiuta a riscaldare le case a prezzi gia' ora concorrenziali.
A Unterhaching, un impianto costato finora 72 milioni di euro estrae da 3,3 km di profondita' acqua con una temperatura di 130 gradi, cioe' 20 gradi in piu' del minimo necessario, cioe' 110. Inoltre 2000 nuclei familiari sono allacciati a un impianto di teleriscaldamento, la cui potenza attuale di 28 Mw termici presto dovrebbe salire a 70 Mw. Il costo del teleriscaldamento gia' ora e' inferiore a Unterhaching rispetto allo stesso servizio di Monaco di Baviera, scrive oggi il quotidiano Frankfurter Rundschau.(ANSA). © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 07/07/2008 17:40