Il Governo di Politica OnLine vuole oggi ricordare semplicemente e senza inutili e inappropriati barocchismi letterari un grande magistrato e un grande uomo, un uomo che riempie e, confidiamo, riempierà sempre d'orgoglio l'Italia -e pensiamo, forse in modo un po' presuntuoso- e il mondo intero.
Vogliamo ricordare Giovanni Falcone, la sua moglie Francesca Morvillo e coloro che, lavorando per la sua incolumità e contribuendo dunque in modo magari meno appariscente ma non certo meno valoroso, morirono insieme ai due: Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro.
Sappiamo che la condanna della mafia in casi come questi appare di circostanza, come una cosa che "si deve fare".
E' dovere del governo quindi parlare della mafia non piattamente ma parlarne con trasporto d'animo, con rabbia, con verità.
E noi infatti la mafia la odiamo, la schifiamo, ci sputiamo addosso.
La odiamo, la schifiamo e ci sputiamo addosso ogni giorno di più perché ogni giorno che passa è un giorno nel quale i mafiosi continuano ad essere mafiosi e a non pentirsi e a dimostrare quanto sono da odiare, da schifare e da sputarci addosso.
La mafia è qualcosa che esiste, che è concreto, non è un'entità astratta, non è una paranoia di quattro magistrati che si divertono a farsi ammazzare o che vogliono fare gli eroi o di qualche benpensante.
E noi quindi odiamo, schifiamo e sputiamo addosso anche a tutti coloro che la mafia la fiancheggiano, la aiutano direttamente o indirettamente e odiamo, schifiamo e sputiamo addosso ai politici e agli amministratori che non la contrastano, che chiedono i voti dei mafiosi e che la fiancheggiano
Spycam
Monsieur




