Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Sparare o non….

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Sparare o non….

    …sparare?

    di GIANLUIGI PARAGONE www.Libero-news.it del 27 05 08

    Certo, se uno non entrasse nelle case degli altri per rubare eviterebbe di beccarsi un colpo in fronte.
    Ciò premesso, nessuno vuole assecondare la tendenza a farsi sceriffi, né si vuole incoraggiare in alcun modo la giustizia fai da te.
    L'episodio dell'imprenditore che spara al ladro, un pregiudicato albanese sorpreso a rubargli in casa, rischia di trascinarsi dietro un dibattito prevedibile e stucchevole.
    Sento già certe vocine giungere da sinistra: ecco cosa succede a forza di parlare di tolleranza zero, di insicurezza e di immigrati ladri.

    Pura sciocchezza.
    Trattare la materia è un po' come camminare sulle uova. Ci proviamo, confessando fin da subito che io, una pistola in casa, non la possiedo né la vorrei avere. Non per questo mi scaglio pregiudizialmente contro chi ne ha una. Ed è disposto a premere il grilletto per difendere se stesso, la famiglia, la propria abitazione.
    In questa dinamica però può capitare che la difesa sia sproporzionata rispetto all'offesa. È quello che - stando alle prime ricostruzioni dei fatti - sarebbe capitato all'imprenditore fiorentino che ha ucciso un ladro entrato nottetempo nella sua abitazione. Le cose ovviamente - cambierebbero se si scoprisse che anche il ladro era armato. Sembra di no. Comunque sia l'uomo risponderà di omicidio volontario. C'entra qualcosa il dibattito politico di questi giorni? Lo escluderei. L'uomo ha sparato per paura.
    L'uomo della strada commenterebbe: con tutto quello che si sente in giro... Ecco, proprio per evitare soluzioni da giustiziere della notte, il governo non deve cedere di un millimetro sul versante della sicurezza. Quando - come è accaduto negli ultimi due anni - i reati che aumentano maggiormente sono proprio i furti nelle ville e altri di tipo predatorio, significa che al delinquente tutto sommato conviene piazzare il colpo. Gli conviene perché la giustizia è lenta, perché la pena è "aleatoria", perché si tratta di reati di cui è difficile trovare l'autore. Perché insomma non è affatto spaventato dallo Stato e dalle sue leggi. Il gioco vale la candela. Il giro di vite approvato dal governo con il pacchetto sicurezza e con l'inasprimento delle pene proprio per il genere di reati che fa più paura è sacrosanto. Più sarà forte e autorevole lo Stato e più il cittadino si sentirà protetto.

    Oggi non è ancora così.
    Arriviamo da due anni in cui una cultura politica ben precisa (che non coincideva solo con la sinistra radicale, sia chiaro) trattava la sicurezza come una questione sociologica. E per di più considerava di serie B la tutela dei beni e della proprietà. Chi ha ricevuto sgradite visite in casa propria sa che cosa significhi ritrovarsi le pareti spoglie dei quadri, le cassettiere aperte e senza più gioielli, soldi, orologi e gli armadi alleggeriti dei capi più costosi. Non è un bel sentimento quello che ti assale e sminuirlo con frasi del tipo "tanto le cose si possono ricomprare" equivale a non assegnare alla proprietà la giusta considerazione. Per non dire poi della sicurezza personale: certe storiacce di cronaca raccontano di rapine nelle abitazioni con tanto di violenze ai danni di chi vi abita.

    I comuni ribelli
    La paura di non sentirsi tutelati in casa propria, la minaccia di subire violenze, l'umiliazione di essere depredati dei propri beni e la rabbia per non avvertire uno Stato forte con i criminali sono indici di una insicurezza reale, vera. Come dimostra l'incremento dei sistemi di allarme, dell'impiego di istituti di vigilanza privata o addirittura della vendita di armi. Quell'arma, che l'imprenditore di Fucecchio ha usato alla cieca perché temeva che il ladro fosse armato a sua volta o che agisse con altri. Così, ha scelto di sparare. Per paura. Lo Stato ha l'obbligo di rimuovere questa paura. E se per farlo dovrà impiegare la forza, che lo faccia. Contro i delinquenti, sì. Così come contro chi si ritiene dominus, padrone e signore di un terreno. Mi riferisco ai Comuni della protesta contro le discariche, certo. Veltroni richiama al «senso di responsabilità di tutti; bisogna evitare l'uso della forza». Belle parole, ma il senso di responsabilità andava impiegato prima che il pattume s'ammucchiasse per chilometri e chilometri. Ora, è il tempo delle decisioni, delle scelte. Anche unilaterali. Una politica seria, nel caso di Napoli, agisce su due leve: 1) prendersi con la forza ciò che è assolutamente necessario (e cioè i siti per le discariche e i termovalorizzatori); 2) tutelare la salute dei cittadini con impianti di ultima generazione. Deve garantire che non ci saranno zone grigie dove interessi legali e illegali possano incontrarsi. Che non ci saranno scorciatoie per favorire ditte non competitive tecnologicamente.

    Un inizio tardivo
    La forza dello Stato "potrebbe esserci" contro i cittadini ribelli, "dovrà esserci" negli appalti affinché, come ha promesso Berlusconi, in Campania si realizzino impianti tipo quello di Brescia. Tentare il dialogo per convincere che il futuro sarà diverso dal passato, che le nuove discariche non hanno nulla a che vedere con quelle vecchie, puzzolenti, è necessario. Godere del consenso unanime, no. Se il dialogo sarà ostruito dai presìdi e dalle barricate, dai cassonetti rovesciati e dal filo spinato, allora non ci sarà altra strada che quella dello scontro tra lo Stato e chi si mette contro lo Stato. In giro per il Paese, la paura e l'insicurezza costituiscono sentimenti dominanti. Non sono suggestioni o fantasmi. Per evitare le soluzioni fai-da-te, non c'è altra soluzione che l'autorevolezza dello Stato. Siamo in ritardo, ma almeno siamo partiti.

    Finalmente.

    Ps: scrive Paragone che il padrone di casa ha sparato per paura. E se così fosse? Per la giustizia italiana sparare per paura, in casa propria; contro uno sconosciuto, silenzioso e al buio, probabilmente armato e certamente con cattive intenzioni, è considerato reato?
    E se così fosse, questa la chiamate ancora Giustizia?

    saluti

  2. #2
    Amico di Oniria..wooff...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    11,268
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    11 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    l'aggressività è un "dono" che tutte le speci animali hanno per la loro salvaguardia.....più il "soggetto sconosciuto" si avvicina è più l'aggressività aumenta perchè.......INVADE IL MIO "TERRITORIO"......chi ha orecchie per intendere.........

    .......lo stato faccia la sua parte i giudici pure.....però...però....costi quello che costi in casa mia chi entra senza farsi.....RICONOSCERE esce.....ORRIZONTALE.

    wooff...wooff...

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ragionamento perfetto....

    ....ma, come sempre, ha due facce.

    La seconda diventa evidente nel momento di conoscere la "realtà" di quelle zone.
    Che dice delle enormi costruzioni di palazzi ABUSIVI" sparsi ovunque e senza alcuna regola.
    Pare che tutte le costruzioni nate in quelle zone siano abusive.
    Abusivi che hanno occupato con la forza e l'inganno territori che non erano loro e neppure a loro disposizione.
    Come hai giustamente detto, violenza che chiama violenza.

    Abusi poi in parte sanati dalle stesse autorità che le hanno permesse.
    Dovrebbero comparire davanti a un GIUDICE prima gli abusivi o mettere in galera i SINDACI, gli ISPETTORI preposti al controllo dell'ambiente, i COMANDANTI delle varie forze dell'ordine preposte, i PRESIDENTI delle province e delle regioni interessate.

    Nota: il GIUDICE (maiuscolo) esiste ancora nel nostrto Paese?

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Quando la difesa personale....

    .... vuole le armi

    di UGO RUFFOLO www.Libero-news.it del 28 05 08

    Simone Barontini ha sparato al ladro trovandoselo accanto al letto. Rischia la condanna per omicidio volontario. È giusto? È secondo la legge? Comunque, "è meglio un cattivo processo che un buon funerale"?
    Intanto, il "cattivo processo" potrebbe rovinarlo per sempre.
    E non per la galera, alla quale si pensa sempre ma che resta improbabile, fra derubricazione, patteggiamento, domiciliari, attenuanti, condizionale...; bensì per il rischio, più grave ma meno evidente, di risarcimento milionario (in euro).

    Ma quando si può sparare, e per difendere cosa?
    Secondo il codice, solo se «costretti dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa»; e, dopo la apertura voluta da una legge del 2006, altresì, in caso di violazione di domicilio o di luogo d'esercizio di «una attività», sempre che «sussista il rapporto di proporzione» e solo se per difendere la «propria o altrui incolumità» o «i beni», allorché «non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione».
    I confini restano giustamente rigidi; ma troppo spesso una interpretazione giudiziale ingiustificatamente restrittiva (applicata perfino verso le forze dell'ordine) criminalizza chi si difende stravolgendo la legge, così sostituendovisi e colpendo l'aggredito due volte.
    Certo, nel difendersi ci vuole la proporzionalità.
    Ma se mi aggredisce un gigante armato di spranga, e io ho in mano soltanto un fucile da elefante, posso solo o sparare o soccombere.
    E se quel gigante non volesse uccidermi, ma "solo" amputarmi l'estrema falange del mignolo? Posso, «proporzionalmente», al massimo solo sparargli al ditino del piede? E se lo manco, o se resta comunque incazzato e più aggressivo (i fucili da elefante dispongono immediatamente di un colpo solo)? Quanto debbo rischiare io per tutelare lui?

    Il cittadino aggredito è sotto stress ed inesperto d'armi. È già tanto se riesce a premere in tempo un grilletto contro una sagoma sfocata ed incombente.
    In tempo, appunto.
    Prima che sia troppo tardi. Sotto stress e in orgasmo da paura, disponendo di mezzo secondo, quanto si può usare il bilancino della proporzionalità e del tiro chirurgico agli arti?
    Possiamo esigerlo solo dai Nocs, o dai campioni di tiro; non dalla donna sola aggredita in villa (e neppure dall'allievo carabiniere di pattuglia).
    Alla stessa maniera, è giusto pretendere che l'arma sia usata unicamente quale extrema ratio, e solo se il criminale non desiste.
    Ma questo non significa imporre, in quel confuso mezzo secondo a disposizione, un preventivo "altolà" e colpo in aria, come nei manuali da guardia di frontiera.
    Chi insegue il ladro in fuga e gli spara, è un omicida volontario.
    Chi, davanti alla sagoma aggressiva incombente, preme disperato un grilletto, con mano tremante e chiudendo gli occhi, non può essere criminalizzato perché l'aggressore ha ricevuto un proiettile alle spalle magari per mera repentina torsione del busto.
    Simone Barontini è un omicida? Non lo sappiamo. Non eravamo là. Consideriamo però che il malvivente non era solo; e non sappiamo se qualcuno fosse armato.
    E neppure poteva saperlo Barontini; che aveva accanto solo una giovane donna da difendere; e in situazione non di mero pericolo di danno, ma di attuale danno da pericolo.
    Già, la violenza sessuale.
    Che consente la difesa armata. Ma quale altra violazione o sopraffazione della persona la consente? Se anche la prostituta può sparare al violentatore (come è ovvio e giusto), così pure la vittima di nonnismo estremo, o l'islamica dileggiata e costretta a strapparsi il velo, o l'islamico o l'indù costretti a mangiare porco o vacca sacra?
    Del resto, a certe condizioni, lo dice la legge (ma altresì la prassi dei guardavalori armati) si può difendere anche la proprietà con le armi.
    Già, con le armi. Che non sia lo strumento, più che la difesa in sé, a criminalizzare la reazione difensiva, stigmatizzando la pistola più che il coltello da cucina, o il cane da guardia.
    Se il ladro fosse stato sbranato dal rottweiler di Barontini, credete che egli sarebbe stato egualmente incriminato?
    Ma perché si continua a dire che non ci sono cani cattivi ma solo padroni incapaci per poi usare l'argomento contrario con le armi, che certo mai sparano da sole?
    La legittima difesa non dovrebbe essere né di destra né di sinistra; ed è cosa troppo seria per consegnarla al politicamente corretto.

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Sparare italiano
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 10-03-12, 11:07
  2. sparare
    Di tauro nel forum Fondoscala
    Risposte: 75
    Ultimo Messaggio: 16-05-09, 22:26
  3. Basta sparare a zero
    Di DanieleP.92 nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 56
    Ultimo Messaggio: 07-07-08, 12:40
  4. Lo sport di sparare su Prodi...
    Di Mikbologna nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 07-12-07, 13:28
  5. Sparare vaccate!
    Di DD nel forum Fondoscala
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 04-12-02, 13:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito