



Un' interessante intervista a Zyuganov di 2 anni fa prima delle elezioni
«La nostra unica speranza è rifare l' Urss»
DAL NOSTRO INVIATO MOSCA - Fuori la campagna elettorale affonda nella noia, ma all' interno della Casa degli Scrittori dove Ghennady Zyuganov ha appena finito di tenere un comizio l' entusiasmo è ancora alle stelle: ovunque sventolano bandiere rosse con falce e martello, si susseguono inni patriottici di pura estrazione sovietica, e un fragoroso applauso accoglie l' annuncio che al segretario del Pc, aspirante alla presidenza nelle elezioni di domani, la Bielorussia ha concesso l' Ordine della fedeltà. Ghennady Andreevic, cosa prova a essere candidato con l' assoluta certezza di arrivare secondo? «Non è gradevole, ed è lo specchio di come è ridotta la Russia di oggi. La nostra società viene manipolata apertamente e sfacciatamente. Al popolo viene imposto un nuovo Zar con la sua corte e la sua nobiltà, altro che consenso popolare. Sono sempre gli stessi, amici e cortigiani avidi di potere e di denaro. La democrazia di Putin è una caricatura, dietro i petrodollari la Russia è ormai un Villaggio Potemkin regolato dalla menzogna e dall' autoritarismo». La campagna elettorale è stata irregolare? «Altro che irregolare. Medvedev ha rifiutato di confrontarsi con me in un dibattito televisivo, lo spazio che i media gli riservano è scandaloso e il Cremlino sta preparando una truffa colossale. Noi abbiamo i documenti, e li useremo». Come già le accadde nel ' 96, quando era candidato contro Eltsin? «Nel ' 96 i brogli erano grossolani, giravano valigie piene di dollari Usa e un Boris Eltsin assolutamente impopolare mi battè mentre rischiava la vita in ospedale. Ora siamo a un livello molto più sofisticato. Il Cremlino stabilisce quanti voti deve avere ogni candidato e guai se le autorità locali non eseguono». Secondo lei Medvedev e Putin finiranno col litigare? «Medvedev segue la stessa strada di Putin. La loro è la Russia Corporation basata sulle materie prime e sui mercati esterni , il popolo è soltanto un fardello da sfamare. E non ci riescono, perché due terzi dei russi sono poveri mentre quindici diversi clan di oligarchi comprano castelli in Francia, velieri in Italia e squadre di calcio in Inghilterra. Quando Putin è andato al potere avevamo sette miliardari, oggi ne abbiamo 78 che raddoppiano il capitale ogni due anni e tengono i loro soldi all' estero. Se litigheranno? Prima o poi è probabile, proprio perché gli interessi in gioco sono colossali. E anche i siloviki, gli uomini dei servizi, continueranno a svolgere un ruolo cruciale benché Medvedev non sia uno dei loro». Ma lei, signor Zyuganov, cosa vorrebbe, il ritorno dell' Urss? «Noi puntiamo a una confederazione con la Bielorussia, l' Ucraina e con il Kazakhstan. Proponiamo di nazionalizzare le grandi fortune degli oligarchi oltre alle ricchezze strategiche della Russia, e soprattutto vogliamo una nuova politica economica. La Russia ha bisogno di una nuova Nep, e questa volta possiamo ispirarci all' esempio cinese. E poi, non dimentichiamo che l' Urss era una grande potenza. Putin dice che siamo tornati ad esserlo? Ridicolo, non ci parlano nemmeno i nostri vicini, la Nato avanza come un rullo compressore e la Russia è ormai accerchiata. A sottometterci hanno provato nel tempo Napoleone, le armate bianche, Hitler. Abbiamo sempre resistito, e lo faremo anche questa volta». Si dice che molti moderati si preparino a tapparsi il naso e a votare comunista per votare contro Putin e Medvedev. Ma certo, se lei fa di questi discorsi... «Io non posso controllare il dna politico di ogni voto. Mi auguro di attrarre anche i moderati liberali che non sono riusciti a formare un vero partito. E lei non se ne meravigli, perché anche molti moderati liberali vogliono salvare la nazione, lottare contro la corruzione imperante e aumentare la giustizia sociale». Dell' indipendenza del Kosovo, cosa pensa? E dell' uso dell' arma energetica per esempio contro l' Ucraina? «In Kosovo è stata distrutta la legalità internazionale perché gli Usa hanno in quella regione una grande base militare che viene utilizzata per le operazioni in Iraq e che domani potrebbe essere usata contro la Russia. Quando si oppone allo scudo spaziale americano o quando non vuole che la Georgia e l' Ucraina entrino nella Nato, Putin fa bene. Il regime arancione di Kiev, poi, ha fomentato una russofobia che prima in quel Paese non era mai esistita. Allora è giusto che paghino il petrolio al cento per cento, che i cittadini ucraini capiscano quale è il prezzo da pagare per entrare nella Nato». Voi vi opponete alla rimozione della salma di Lenin dal mausoleo sulla Piazza Rossa. Il comunista italiano Diliberto ha scherzosamente proposto di trasportare la salma in Italia... «Noi su Lenin non scherziamo. Finora abbiamo soltanto raccolto firme, ma se questa sciagurata idea tornerà a galla dopo le elezioni ci comporteremo diversamente. Faremo una Cecenia sulla Piazza Rossa».
«La nostra unica speranza è rifare l' Urss»
Ultima modifica di Murru; 24-05-10 alle 12:15


IL PRIMO MAGGIO DI MOSCA


IL 9 MAGGIO: IL GIORNO DELLA VITTORIA ORGANIZZATO DAI QUADRI DEL PARTITO


Perdonate l'introduzione e l'assurdo orario. Vorrei chiedervi qual è il parere di Zyuganov e del KPRF riguardo l'immigrazione (clandestina o meno). Mi pare che Zyuganov abbia espresso pareri un po' distanti da quelli dei nostrani Bertinotti, Diliberto, Ferrero, Vendola ecc...
Vi ringrazio per l'attenzione.


Per capire la posizione di Zyuganov si dovrebbe prima di tutto analizzare il fenomeno migratorio nell'ambito della Federazione Russa. Cercherò di essere spicciolo perchè non è questa la sede più consona.
L'immigrazione in Russia si suddivide in due filoni: uno post-sovietico (lo chiamo io così, per comodità argomentativa, diciamo) che coinvolge gli immigrati provenienti da ex Repubbliche Sovietiche, specialmente quelli del Caucaso (Azerbaigian soprattutto) e dell'Asia Centrale (quasi soltanto Uzbeki e Tagiki), che purtroppo, dopo la fine dell'Urss, hanno risentito di gravi crisi interne e delle incertezze-incapacità (quando non corruzione vera e propria, come nel caso di Alyiev) delle locali leadership politiche, oltre ad una massiccia immigrazione dall'Afghanistan, a causa delle disastrose conseguenze dell'intervento americano; l'altro filone è quello più simile al nostro, e coinvolge immigrati africani e sudamericani in generale (anche se pochi).
Chiaramente la proposta del KPRF segue un'analisi attenta del tessuto sociale russo, e vede nell'immigrazione una conseguenza dell'impoverimento sociale globale causato dall'accrescersi dello sfruttamento capitalistico occidentale nelle aree meno avanzate del globo, e, nel caso specifico, della deflagrazione del sistema sovietico e della sua concezione territorialistica (ad ogni popolo una sua sovranità regionale) che storicamente aveva reso possibile una quasi perfetta convivenza tra le diverse etnie che componevano i territori dell'Unione.


Potreste gentilmente indicarmi dei siti dove poter trovare i discorsi e il programma del PCFR di Zjuganov, possibilmente in lingua Italiana?
Grazie per le eventuali indicazioni.
Ultima modifica di Kanwulf; 18-11-10 alle 20:41


Per una lettura politica del pensiero del KPRF e di Zyuganov in particolare, ti rimando al testo "Stato e Potenza" (lo trovi nel sito delle Edizioni all'Insegna del Veltro).
Di discorsi in video ne trovi parecchi tutti in russo o al limite con sottotitoli in inglese. Ci sono vecchie interviste di Limes che potresti trovare su internet. Per il resto non saprei.


Sul numero 23 di Patria! C'è un estratto di Zjuganov preso dal suo libro "Derzava" (estratto comparso anche su Limes a quanto leggo).
http://xoomer.virgilio.it/patria/PATRIA-n.23.pdf