
Originariamente Scritto da
gafri
Quest'articolo me lo ricordavo e finalmente son riuscito a trovarlo. Siamo nel 1992. Ed è quanto mai predittivo.
http://ricerca.repubblica.it/repubbl...052silvio.html
SILVIO DI NAZARETH...
Repubblica — 25 febbraio 1992 pagina 1
GESU' di Nazareth è arrivato quarto. Non è riuscito a conquistare nemmeno una medaglia di bronzo, il minimo che si potesse aspettare da un personaggio come lui, dotato - almeno così sembrava - di sicuro carisma internazionale. Al divino Palestinese non è stata concessa, insomma, neppure la soddisfazione di salire sul podio. Sul quale svetta invece al primo posto, eletto dal voto di seicentoquarantatré bambini italiani dai nove ai tredici anni, Silvio Berlusconi.
Interrogati dalla rivista Prospettive del mondo, su quale figura, storica o attuale, essi amino di più, i nostri piccoli connazionali hanno emesso una sentenza che, se trovasse conferma in più ampi sondaggi, potrebbe modificare la tavola di valori, correggere il catalogo dei miti, stracciare i versetti di una liturgia che hanno animato l' Occidente (e non solo l' Occidente) per un paio di millenni. Si può essere laici quanto si vuole, ma il colpo è duro. DI FRONTE all' invito evangelico "Sinite parvulos venire ad me", lasciate che i bambini vengano a me, i fanciulli d' Italia sono incorsi in un insolente scambio di persona. "Eccoci qua, caro Berlusca, arriviamo subito!". E si sono sintonizzati su Italia Uno.
Se questa interpretazione del Nuovo Testamento continuerà a diffondersi - le vie della Teleutenza, si sa, sono infinite - fra vent' anni, quando questi bimbi saranno adulti, una nuova teologia ci avrà definitivamente indottrinati. In luogo del Figlio di Dio,
le masse adoreranno il Padre di Retequattro. Gli ex liberi pensatori, ricordando il motto di Benedetto Croce, spiegheranno i motivi della loro conversione: "Perché non possiamo non dirci berlusconiani". Spaventate da un terremoto, colpite da un fulmine, atterrite da una rapina, coinvolte in un incidente ferroviario o stroncate da un ictus, invece di esclamare "Gesù, Gesù!", come usava un tempo, le vecchine d' Italia invocheranno "Silvio, Silvio!". "Silvìti", invece che gesuiti, si chiameranno gli eredi della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola. Sono soltanto degli esempi. In un paese che ha impiegato quasi un decennio a discutere sull' ora di religione, occorrerà cominciare tutto da capo: invece della messa, si celebrerà lo spot. Una questione assai più grave affaticherà, intanto, i teologi del nuovo corso. Essendosi appannata, per così dire, la figura del Committente, non avrà più molto senso l' esistenza del Papa come Vicario di Cristo. Diverrà quanto meno urgente trovare un Vicario al presidente della Fininvest. Già si può prevedere, in un futuro Conclave, la lotta senza quartiere fra Emilio Fede ed Enrico Mentana. Invece di invocare le consuete ispirazione celesti, i nuovi Cardinali confideranno negli influssi salvifici delle onde hertziane: "Padre nostro che sei nell' Etere...". E' forse il caso di domandarsi attraverso quali tappe si sia arrivati a questa svolta cruciale nei rapporti fra gli italiani e la divinità. Ma come - sembra legittimo chiedersi - sono venti secoli che ci affanniamo fra martìri, crociate, inquisizioni, guerre di religione, missioni apostoliche, eresie, cacce alle streghe, roghi e brecce di Porta Pia, e poi tutto deve finire con l' ascesa sugli altari di un dio, diciamolo pure, un pochino improvvisato, quasi (se lo consideriamo "sub specie aeternitatis") un parvenu?. Cosa ne direbbero Lutero, Calvino, Giordano Bruno, Galileo Galilei, il Conte di Cavour, Maria Goretti e madre Teresa di Calcutta? Si può azzardare una risposta:
in materia di spettacolo, il figlio di Maria di Nazareth non è riuscito a sostenere la sfida del pupillo di Bettino Craxi. Fino a una quindicina di anni fa, all' epoca di Jesus Christ superstar (allora la Chiesa era già antica, mentre la Fininvest albeggiava appena), si pensava che il Nazareno ce l' avrebbe fatta a tenere il passo dei tempi. Ma l' illusione è stata breve. Non è bastato barattare il canto gregoriano con il music hall. Via televisione, i missionari di Silvio si sono sparsi attraverso le genti. Hanno diffuso la lieta novella. Hanno allevato nuovi apostoli. Dall' alba al tramonto, i minorenni d' Italia assistono a una crociata non stop, fatta di cartoni animati, trasmissioni-giocattolo, telenovele per lattanti, parabole per adolescenti, catechismi per impuberi e giaculatorie ad uso degli italiani del Terzo Millennio. Così la competizione fra il Redentore e il Comunicatore è diventata impari. A questo punto, altro che Guinea, altro che Gambia! Se fosse davvero furbo, Giovanni Paolo II dovrebbe correre in pellegrinaggio a Milano Due. -
NELLO AJELLO