
Originariamente Scritto da
siculo58
Molte volte in passato si é dibattuto sul definizione del Siciliano, ovvero se si deve considerare un dialetto o una lingua.
Recentemente, una risoluzione dell'UNESCO, ha dichiarato il Siciliano come lingua minoritaria a se stante dall'italiano, aggiungendola dunque alla giá numerosa lista di lingue minoritarie Europee come le lingue gaeliche Britanniche, il Sardo, il Corso, il Bretone, ecc.
Risoluzione che l'italia continua ad ignorare, mantenendo il Siciliano emarginato al ruolo di dialetto, mentre considera tra lingue minoritarie dentro dei suoi "confini": Sardo, Albanese, Ladino, ecc.
Il problema é comunque che non é solo l'italia a considerare il Siciliano un dialetto ma molti Siciliani.
Esiste in Sicilia la mentalitá di ritenere la lingua Siciliana come la lingua dei non colti, dei cafoni, una lingua che lascia indietro, che non fa progredire, non sapendo che é proprio la non conoscenza, il non usare il Siciliano che é sinonimo di non cultura!
Quando si apprende una lingua, si apprende anche la cultura della gente che parla quella lingua, e con essa tradizioni, usanze, la storia, non conoscere il Siciliano, per un Siciliano, é sconoscere la propria storia, la propria cultura, quindi é il non parlarlo che é di incolto!
Molti di noi ignorano le bellezze di una poesia di Nino Martoglio, di Buttitta, o le dolcezze di canzoni come:"mi votu e mi rivotu", proprio perché in Siciliano, perdendo qualcosa che é proprio, non allogeno, che é piú vicino, che parla di cose che abbiamo a due passi, intorno a noi, che sono dentro noi!
Non sono un esperto, parlo da profano, ma vorrei dimostrare a modo mio, e quindi confermare, che il Siciliano é una lingua a se stante.
Per cominciare, ci sarebbe da dire che durante tutto il periodo romano, in Sicilia non si parlava in latino, bensí in greco, e in questa lingua confluivano anche alcuni elementi autoctoni dei Siculi e delle altre popolazioni indigene.
Alla fine dell'impero subentrano i Bizantini, quindi mantenendo il greco, poi arrivano gli arabi, importando con loro: la loro scienza, la matematica, l'architettura, una avanzata agricoltura e ovviamente la loro lingua, presente tuttora nel Siciliano perfino in alcuni cognomi, come Zappalá, Fragalá, oltre a toponimi, come Alcantara.
É nel X secolo che con l'arrivo dei Normanni e con la costituzione dell'indipendente Regno di Sicilia, che la Sicilia viene rilatinizzata, ma il latino parlato dai Normanni, non é il latino del ormai defunto impero, ma una lingua giá evoluta in un'altra forma, piú moderna.
É poi nel XII secolo alla corte di Re Federico II che si sviluppa la "Scuola Siciliana" che dará vita ad una lingua neolatina (il Siciliano) che verrá poi presa ad esempio qualche tempo dopo da quel Dante Aligheri, che nel suo "De vulgari eloquentia" scritto nella sua nuova lingua: il Toscano (che diventerá poi italiano) tesserá le lodi a poeti della Scuola Siciliana, come Jacopo da Lentini.
Come puó dunque essere il Siciliano dialetto dell'italiano se é nato prima di questo?
Qualcuno potrebbe obbiettare che non esiste un Siciliano standard: non esisterebbe neanche l'italiano standard se non esistesse l'Accademia della Crusca!
Del resto l'italiano parlato a Milano é diverso da quello parlato a Napoli, ecc.
Esistono si dialetti Siciliani, ma sono derivazioni di una lingua unica: il Siciliano e non l'italiano, esiste il dialetto Palermitano, il Catanese, il Ragusano, ma sono tutti espressione di una lingua unica che é appunto il Siciliano.
Del resto avete mai provato a viaggiare per il Regno Unito? Noterete che ci sono grandi differenze di pronuncia tra Londra e Manchester, o Liverpool, o Newcastle eppure la lingua é unica: é l'inglese!
Si puó benissimo parlare il Catanese a Palermo o viceversa e ci si capisce benissimo, provate a parlarlo a Milano o a Firenze!
Tocca ora a noi rivalorizzare la nostra lingua, la lingua dei nostri avi, la lingua che ci identifica, che ci da una collocazione nel tempo e nello spazio, la lingua che é nostra, eliminando quegli stereotipi che vogliono la parlata Siciliana abbinata al mafioso, al maleducato.
In fondo l'italiano é diventato lingua "nazionale" solo dopo la II guerra mondiale con la televisione, sono solo 60 anni, possiamo farcela, non si dimentichi l'italiano, peraltro una bellissima lingua, ma non si uccida il Siciliano!