Giancarlo Esposti30 MAGGIO 1972
Due giorni dopo la strage di Brescia appare su tutti i giornali l'identikit dell'uomo che aveva "messo la bomba nel cestino": è Gian Carlo Esposti. Passa una settimana e i telegiornali annunciano che, in un conflitto a fuoco, a Pian del Rascino, è stato ucciso il presunto esecutore della strage di Brescia. I Carabinieri erano piombati in forze, con gli elicotteri su un "campo paramilitare" di estremisti di destra. Ne era nato un conflitto a fuoco nel quale Esposti veniva ucciso. Poi, improvvisamente, sul fatto cala il silenzio; di Esposti e di Pian del Rascino, in relazione alla strage di Brescia, non si sa più nulla, in quanto al momento dell'autopsia, quando bisognava ufficializzare il riconoscimento con l'identikit ci si accorse che Esposti, da due mesi, si era fatto crescere la barba, e quindi non poteva assomigliare più all'identikit realizzato dai carabinieri ... Cosa significa tutto ciò? Che per la strage di Brescia era stato tutto predisposto, c'era già anche il colpevole ? Unica cosa che non era stata messa in preventivo era che Esposti si facesse crescere la barba (quelli di destra non la portavano quasi mai...). Così la macchinazione finì, dell'identikit non si parlò mai più. Esposti è sepolto a Lodi... e dimenticato. Sulla sua vicenda fu scritta anche una splendida canzone di Fabrizio Marzi: "un uomo da perdere")


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