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  1. #1
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    I clandestini? Sono una risorsa...

    l Pontificio Consiglio: "Gli immigrati sono importanti per la società"
    Il dicastero non si inserisce però nella polemica sul reato di clandestinità

    Immigrati, dalla Cei stop sui Cpt
    "Anche i clandestini sono risorsa"

    Non permettere i ricongiungimenti mette a rischio l'unità familiare
    Bagnasco: "Non c'è rischio che la religione sia asservita al potere"


    ROMA - Il cardinale Angelo Bagnasco chiede che "i cpt siano davvero temporanei". A rafforzare le parole del presidente della Cei anche il testo del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti secondo cui "gli immigrati sono una risorsa per le società in cui lavorano, qualunque sia il loro status legale, ed è loro diritto che venga affrontato il problema della separazione familiare, temporanea o prolungata".

    Nonostante arrivi in un periodo di intenso dibattito sulla presenza di irregolari in Italia, il documento del Pontificio Consiglio, contenuto nel comunicato finale dell'Assemblea Plenaria che si è tenuta in Vaticano, non fa riferimento all'ipotesi che l'immigrazione clandestina venga classificata come reato. Si focalizza invece sul diritto al "ricongiungimento familiare nei Paesi di accoglienza". Diritto che "andrebbe riconosciuto come riscontro dell'apporto che i lavoratori immigrati danno alle economie dei paesi di accoglienza".

    Il dicastero vaticano osserva che i Paesi stanno restringendo sempre più la possibilità di dare ai cittadini immigrati questo diritto. E questo "avrà certamente effetti a lungo termine". Secondo quanto spiegato nel testo, "quando un migrante è lontano da casa, il proprio partner resta da solo a prendersi cura dei figli e ad educarli ed è costretto a farsi carico delle responsabilità di entrambi i genitori". I rischi che possono derivare da questa situazione sono "tensioni familiari e perfino una rottura permanente, come nel caso in cui il migrante intrattenga una nuova relazione". "La condizione di perenne lontananza è - sostiene ancora il Pontificio Consiglio - una sfida per queste famiglie e anche per coloro che si occupano di assisterle pastoralmente".

    Rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell'assemblea generale della Cei, Bagnasco ha anche sottolineato che "non c'è li pericolo di una religione civile. La religione ha una ricaduta sul piano sociale e pubblico come ho ricordato, ma ciò non significa la creazione di una religione civile al servizio del 'trono'" Parole che sembrano una replica alle critiche mosse al discorso con cui ieri il Papa aveva elogiato il "nuovo clima politico" in Italia.

    Quindi, interpellato sulle recenti dichiarazioni di Massimo D'Alema sul rischio di potenza per la Chiesa, il cardinale ha affermato che "la laicità attinge la sua sorgente nello stesso Vangelo, 'date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio' è un valore radicato nel Vangelo al quale la Chiesa tiene sia per il bene dello Stato sia per il bene della Chiesa".

    Infine, sempre riguardo al rapporto con la politica, Bagnasco ha detto che la Cei giudicherà il governo dai risultati: ''Noi guardiamo i frutti delle cose, e i frutti possono venire da qualunque fonte''. E ha precisato che "non è assolutamente in programma, almeno per il momento" un suo incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

    (30 maggio 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/05/sez.../vaticano.html

    Allora prepariamoci ad imbacarare tutta la famiglia di ogni immigrato(clandestino e non)...

    Ecco l'essenza del pensiero catto-comunista: vista la carenza di fedeli, si cerca di imbarcare quanti più disperati possibile, per poi assisterli e far ripartire il circolo dei finanziamenti...
    disintegrando però così le radici etniche della Lombardia(prima Nazione in itaglia per il numero di immigrati presenti).

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Gioàn Padàn Visualizza Messaggio
    Allora prepariamoci ad imbacarare tutta la famiglia di ogni immigrato
    ..E a pagare la pensione ai loro anziani (senza che questi abbiano mai lavorato).



    Pensioni gratis agli stranieri: è boom
    di redazionale - 29/05/2008

    Fonte: L'Espresso


    Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno
    Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’
    Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni.

    Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d’ assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l’Inps.

    Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell’ente di viale Reiter - contatti anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma. Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all’Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual’è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.
    Ma in che cosa consiste questa richiesta da parte degli immigrati degli assegni sociali?

    Le cose stanno così: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto a quella che una volta si chiamava "pensione sociale". Quando gli extracomunitari regolari residenti in città o in provincia con tanto di carta di soggiorno in regola e residenza, si sono accorti delle normativa di legge - tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001 dell’allora governo Amato) che ha riconosciuto l’assegno sociale anche ai cittadini stranieri - non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare a Modena genitori o parenti anziani. Tra gli immigrati extracomunitari, pare che gli albanesi siano stati gli antesignani e maestri in materia.

    Come funzione questa legge varata dal parlamento italiano?
    L’extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire a Modena i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all’Inps. Qui l’interessato autocertifica l’assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza - che deve essere certificata - e il gioco è fatto. L’Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo. In totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l’anno, e senza tasse. In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all’anno, senza aver mai versato alcun contributo all’Inps.

    Tutto questo mentre una buona fetta di pensionati modenesi, percepisce pensioni di 500 euro al mese, meno dell’assegno agli anziani stranieri e tutto questo dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita. C’è poi un altro particolare che sa tanto di "beffa": se il genitore, il nonno, il parente straniero a Modena non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l’assegno continua a decorrere. E nei paesi nordafricani con queste cifre si vive da "nababbi". Ultimamente comunque sono satte adottate restrizioni e gli stranieri che beneficiano dell’assegno sociale non devono lasciare il nostro paese. Le domande degli stranieri per l’assegno sociale sarebbero in costante aumento e vengono quasi sempre accolte dall’Inps, visto che la legge non prevede nè un minimo di versamenti e nemmeno un certo tempo di residenza.

    Fonte: http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=19340



    Quante "risorse"

  3. #3
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    Predefinito Le risorse vengono difese da... chi le usa...

    Il Comune: avevamo già fatto questo tipo di controlli
    Blitz dei vigili sui bus
    33 clandestini in questura

    Proteste di partiti di sinistra, sindacati e Caritas

    MILANO - Ore 9 del mattino, scattano i controlli dei documenti sui mezzi Atm. E' da lunedì scorso che una pattuglia di dieci vigili urbani e cinque addetti al controllo dei documenti di viaggio sale su bus e tram. «Prego, il biglietto», è la prima richiesta. Poi si controllano i documenti. E chi non è in regola viene portato in questura. Negli ultimi tre giorni sulle linee 90/91, 15 e 3 sono stati fermati 33 clandestini. Di questi, due avevano già il decreto di espulsione. Sono quindi stati arrestati.

    Il primo è stato processato giovedì per direttissima. Condannato, ora è di nuovo libero. Gli altri 31 sono stati fotosegnalati e ora hanno in tasca un decreto di espulsione. Nessuno è stato portato al Cpt di via Corelli. «Non vedo perché questi controlli suscitino tanto scalpore — si stupisce il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato —. Si tratta di verifiche che facciamo già dal 2001. Sulle linee di superficie e anche in metropolitana ». La novità è che negli ultimi giorni la polizia municipale si è fatta affiancare dai mezzi Atm che servono a scortare gli ultrà allo stadio.

    Gli stranieri senza permesso sono stati fatti salire in gruppo sui mezzi con le finestre sbarrate. «E che dovevamo fare— dice De Corato —. I clandestini cercano di scappare. Così, invece, portarli in questura è più semplice». L'operazione del Comune di Milano non è piaciuta alla Caritas, al Naga (ascolta l'intervista), al sindacato e tantomeno ai partiti di sinistra. «Quanto sta avvenendo a Milano è emblematico di quanto potrebbe accadere se si darà ai sindaci il potere in materia di ordine pubblico», ha commentato Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas Italiana. Mentre per il segretario generale della Camera del lavoro, Onorio Rosati, «ciò che è accaduto non ha precedenti ». E quindi: «E' necessario l'intervento della prefettura perché questo comportamento da parte del Comune rischia d avvelenare il clima in città».

    L'amministrazione ha l'intenzione di continuare con i controlli. Il Nucleo tutela trasporto pubblico (Nttp) è stato istituito nel 2000 per la vigilanza di metrò e linee di superficie. Inizialmente formato da 10 agenti, oggi è costituito da 21 agenti e 3 commissari. Ma se poi chi non ha il permesso di soggiorno non viene espulso? «Il nostro Cpt ha 106 posti mentre i clandestini a Milano sono 40 mila — risponde il vicesindaco —. Più di così non riusciamo a fare».

    Rita Querzé
    30 maggio 2008

    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f02aabc.shtml

    siamo al paradossale, ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse tragica.

    Per dei banalissimi controlli si chiede di non dare potere di vigilanza ai sindaci ma alle prefetture(hai capito i federalisti...), che a parer loro avvelenano il clima in città

  4. #4
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    La Chiesa pensi alle anime e non rompa le balle, non è più il tempo del papa rè.

  5. #5
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    Infatti pensa proprio a quelle, visto che i militanti europei cominciano a scarseggiare vogliono prolungare l'agonia immettendo nuova linfa con gli allogeni.

 

 

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