Gli ultras sono un prodotto del disagio
Invocare il napalm serve a poco


Gli ultras sono un prodotto del disagio
Invocare il napalm serve a poco
PEOPLE SMASH AUSTERITY


Ultima modifica di Immanuel; 20-04-10 alle 10:51
I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.


Non c'entra niente la mentalità.. Questi non sono ultras. Mettere in pericolo bambini ed estranei è da delinquenti di banlieu, quali effettivamente sono queste due tifoserie senza onore. E' grazie a questi delinquenti che poi vengono giustificate le leggi assurde che complicano solo la vita alle persone normali per tenere la gente lontano dagli stadi. Vedendo le foto direi che la polizia è passata al brico center prima della conferenza stampa, tutta roba nuova di pacca, martelli, accette, coltelli tutti uguali..
repapelle: ..Sì e poi? La polizia si fa ridere dietro un'altra volta..
Ultima modifica di jack; 20-04-10 alle 11:59
Al ballottaggio vota: MANFR-BRUNIK5:


Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


chi usa lame non è ultrà


TOTTI, TROPPA GRAZIA
Solo 20mila euro di multa per i pollici giù
Roma
TUTTO come previsto. Nessuna stangata alla Lazio, nessuna squalifica per Totti, ma multe salate per i fatti avvenuti prima, durante e dopo il derby. E così, tutto il resto dell’Italia del pallone s’indigna per l’ennesima «mano leggera» della giustizia sportiva nei confronti delle squadre della capitale alle quali viene garantita, non da ora e non si sa bene a quale titolo, una sorta di impunità. Mentre agli altri club, anche importanti, nulla viene perdonato.
Il giudice sportivo ha punito Totti con una multa di 20mila euro per il gesto dei pollici rivolti verso il basso (che voleva significare la speranza di retrocessione della Lazio) al termine del derby Lazio-Roma di domenica.
Il giudice, Gianpaolo Tosel, ha motivato la decisione con questa frase: «per avere, al termine della gara, rivolgendosi al settore occupato dai propri sostenitori (Curva Sud), alzato ripetutamente le mani con i pollici rivolti verso il basso, indirizzando in tal modo ai calciatori ed ai tifosi avversari un gesto platealmente provocatorio; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale».
«Volevo fare vedere gli scarpini e la marca degli scarpini», si è giustificato Totti in un’intervista rilasciata a «Le Iene».
Multati anche due laziali. Cinquemila euro al centrocampista Baronio «per avere, al termine della gara, al rientro negli spogliatoi, rivolto ad un calciatore avversario un’espressione minacciosa; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale». E 8mila a Zarate «per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, calciato con veemenza il pallone verso un gruppo di calciatori avversari, colpendone una alla schiena; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale».
Multa da 40mila euro, infine, per ciascuna delle due società per i gravi scontri avvenuti fra le tifoserie prima e dopo la partita e per i lanci di oggetti in campo e l’esplosione di petardi e accensione di fumogeni.
Nessun provvedimento contro il difensore laziale Radu, che aveva sgambettato Perrotta subito dopo il fischio finale. L’atto non rappresenta, secondo il giudice, un atto di «condotta violenta» che, se «non vista» dall’arbitro, rende ammissibile la «prova televisiva». Lo sgambetto, in sostanza, non aveva «intenzionalità lesiva».
«E’ vero che i primi attori sono quelli che entrano nelle case di tutti, ma gli sfottò fanno parte di queste situazioni — commenta Ranieri, tecnico romanista —. Mi sono piaciute molto le parole di Di Canio. Se i laziali avessero avuto una maglia con su scritto ‘scudetto game over’ ci sarebbe stata tutta. Fa parte di Roma, e poi Francesco ha anche chiesto scusa se qualcuno si è offeso».
da: Il Resto del Carlino - ed. Sport - pag. 5 - 21 aprile 2010 -
PS: Soccia, che multa!
Peccato solo che Totti ci metta 10 minuti di spot Vodafone a guadagnare 20mila euri.
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io piuttosto che multarlo a totti avrei dato un premio..
-Ma dai, sarà la bora..
-Ma non siamo a Trieste!




Mah... queste tavolate imbandite... ma davvero qualcuno ci crede?


«Allontanare dallo stadio anche i giocatori violenti»
Linea dura di Maroni
«Daspo non solo per i tifosi, le società sono colluse»
— ROMA —
«OGGI sono 4.000 quelli che non possono andare allo stadio perché colpite da daspo (il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, ndr).
Solo nell’ultimo campionato sono stati 1.500: questo vuol dire che c’è stato un ritorno della violenza fra le tifoserie».
La preoccupazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, premiato a Pistoia nel corso del Memorial Giampaolo Bardelli, è evidente. E altrettanto immediate sono le «soluzioni» proposte: «Il daspo andrebbe dato anche a certi giocatori. Ho visto un giocatore esultare dopo una partita e un altro che gli dà un calcio in mondovisione: sono esempi negativi».
Il riferimento è chiaro: nel derby Lazio-Roma il finale di match si è tramutato in una sorta di rissa collettiva con un epilogo da guerriglia, successivamente, per le vie della città.
Il ministro propone punizioni per «i giocatori per i quali l’etica è solo un optional e contano solo i soldi».
Le forze dell’ordine fanno un gran lavoro, ha riconosciuto Maroni «ma non basta». «Le squadre di calcio devono rendersi conto che se non sanzionano questi comportamenti non bloccano il diffondersi di esempi negativi».
Oltre a daspo a giocatori e anche ai «genitori che promuovono la violenza» —, molti alle partitelle dei figli si scatenano in incitamenti del tipo «spaccagli le gambe» —, Maroni ha molto insistito sulla necessità che «nello sport cessino i comportamenti omertosi. Molte società — ha spiegato — sono soggette a un ricatto delle tifoserie organizzate. Ricatti fatti da tifosi che, se non ottengono un certo numero di biglietti gratis, vanno allo stadio e tirano i petardi. Così le società vengono multate. Questo rapporto deve essere modificato e le società devono intervenire». Perché quello che dobbiamo inculcare ai giovani «è prima di tutto il valore dello sport, che educa ai principi della lealtà e della sana competizione».
PARLANDO della «tessera del tifoso», il ministro ha riferito che «è stata contrastata da alcune tifoserie organizzate e da alcune società sportive, spesso loro succubi», invece «è uno strumento importante per garantire che chi vuole andare allo stadio possa farlo in tranquillità e sicurezza».
Il Viminale vuole mettere un punto fermo alle degenerazioni verso la «tolleranza zero». Il cammino della sicurezza passa, secondo Maroni, attraverso «l’affidamento degli stadi alle società di calcio. È una grande riforma da fare — ha aggiunto il ministro —. Durante la settimana gli impianti rimangono assolutamente sguarniti, invece devono essere controllati. C’è già, in Parlamento, una proposta di riforma. Spero possa essere approvata entro la legislatura».
Molte le reazioni. Per Mario Staderini, Radicali, si tratta di un falso problema perché «la legge, già oggi, impone il daspo ai giocatori. Sono i questori a non comminarli».
s. m.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 3 - 25 aprile 2010 -