http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75917Grane per Mediaset e il governo: «Dare le frequenze a Europa7»
Giulietti: tassa sul conflitto d'interesse
Francesco Di Stefano, patron di Europa 7
Il governo Berlusconi dovrà dire la sua sulle frequenze di Europa7. Il ricorso di Mediaset contro l'emittente televisiva che da anni attende uno spazio nazionale e che dovrebbe avere il posto di Rete4, infatti, per il Consiglio di Stato è perso. E ora spetta al governo pronunciarsi sulla questione. Lo dice la sentenza emessa dal Consiglio di Stato, che non solo ha respinto il ricorso del Biscione (che contestava la sentenza del Tar del Lazio del 16 settembre 2004 che dà ragione a Europa7), ma «ritiene la persistenza del dovere del Ministero di rideterminarsi motivatamente sull'istanza». Anche in relazione all'assegnazione delle frequenze: non sarebbe quindi sufficiente un risarcimento danni all'emittente di proprietà Francesco Di Stefano, ma il ministero deve «motivamente» dimostrare perchè nessuno gli dà lo spazio nell'etere a cui avrebbe diritto.
Il Consiglio di Stato richiama esplicitamente la sentenza della Corte europea di giustizia del 31 gennaio 2008, secondo la quale le norme italiane sulle frequenze non rispettano le direttive comunitarie, non rispettano il principio della libera prestazione dei servizi e non seguono criteri di selezione obiettivi. La sentenza Ue riconosceva a Europa 7 (emittente che il 28 luglio 1999 vinse il bando di gara per una concessione tv) il diritto ad avere le frequenze per trasmettere, ritenendo illegittimo il lungo periodo transitorio di cui ha sinora beneficiato Rete 4.
I giudici del Consiglio di Stato sottolineano che loro non possono imporre all’amministrazione la distribuzione delle frequenze, ma che tuttavia il Ministero deve per forza pronunciarsi nuovamente sull'istanza di Europa 7. La questione, quindi, torna al Ministero che deve riprendere in esame la vicenda e «rideterminarsi motivatamente».
Quanto al risarcimento danni in denaro chiesto da Europa 7 (circa due miliardi di euro nel caso in cui avesse ottenuto le frequenze tv, oppure 3 miliardi in caso di loro mancata assegnazione), il Consiglio di Stato si riserva di decidere, e a in tal senso è già convocata un'udienza per il 16 dicembre 2008, tenendo conto sia della decisione dell'amministrazione pubblica e sia della ulteriore documentazione che lo Stato dovrà presentare entro il 15 ottobre 2008. La Suprema magistratura amministrativa ha infine respinto il ricorso di Europa 7 per l'annullamento della sentenza del Tar con la quale era stato dichiarato inammissibile e irricevibile il ricorso dell'emittente relativo all'abilitazione di Rete 4. Non è competenza, infatti, del Consiglio di Stato assegnare le frequenze tv, ma del Ministero.
Soddisfatto Giuseppe Giulietti deputato dell'Italia dei Valori e portavoce di Articolo21: «Spetterà ora al governo, che in questi giorni ha manifestato una totale insensibilità in materia, assumere le conseguenti misure politiche e tecniche. Non vorremmo, invece, che il governo, pur di tutelare il conflitto di interessi, decidesse di scaricare sulle tasse dei cittadini il costo dell'eventuale indennizzo che dovrà essere pagato ad Europa 7. In questo caso - conclude - i cittadini italiani sarebbero costretti a pagare una nuova tassa: quella sul conflitto di interessi».
Giorgio Merlo, deputato Pd, dice che «ora vorremmo sapere una cosa sola dal Governo, e in particolare da Romani che ci ha deliziato, senza rendersi conto di scadere nel ridicolo, in queste settimane sulla bontà del provvedimento in discussione: e cioè, Europa 7, oggi a maggior ragione, ha diritto all'assegnazione delle frequenze? E chi paga l'indennizzo ad Europa7? La baldanza e la tranquillità di Romani - conclude - la vorremmo sentire anche adesso. È troppo attendere una sua autorevole opinione?».
Romani sottosegretario alle Comunicazioni, assicura che «il Ministero da me rappresentato si muoverà non appena le motivazioni della sentenza avranno chiarito i termini esatti della questione e lo farà in coerenza con quanto richiesto dall'Europa». Ma poi si affretta ad aggiungere che «la sentenza del Consiglio di Stato chiude l'annosa questione del diritto di Rete4 a trasmettere. Respingendo il ricorso presentato da Europa7 i magistrati hanno infatti ribadito, come già aveva fatto il Tar del Lazio, la legittimità dell'attività di quella rete».
Insomma, così come Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, continua ostinatamente a sostenere che «Europa 7 non ha alcun diritto alle frequenze di Rete 4 e non c'è nessuna ombra sulla legittimità delle frequenze di Mediaset». Per lui il problema si risolve in altro modo, ovvero con il risarcimento economico a Europa7: «Il Consiglio di Stato ha detto che bisogna applicare la sentenza comunitaria. La sentenza comunitaria – ricorda Confalonieri – non dice che Rete 4 doveva restituire le frequenze. Casomai, Europa 7, in un'istruttoria che durerà fino al 15 ottobre, potrebbe avere diritto ad un risarcimento, la cui entità dovrà essere valutata dal Consiglio di Stato e dal ministero». Dovrebbero essere alcuni miliardi di euro. Comunque sia, soldi nostri, spesi per non togliere un canale tv al Cavaliere.
In ogni caso, il risarcimento non basta. Il Consiglio di Stato ha infatti detto che persiste «il dovere del ministero di rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Europa7» in relazione all’attribuzione delle frequenze, «anche in applicazione della sentenza della corte di giustizia del 31 gennaio 2008». Mediaset canta vittoria, ma l’ex ministro Paolo Gentiloni spiega che la sentenza è «interlocutoria, dal momento che chiede al Governo, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia Europea del 31 gennaio scorso, di rispondere alla richiesta di frequenze di Europa 7: a questa richiesta – aggiunge – il Governo dovrà rispondere senza accampare il pretesto della mancanza di frequenze libere».




Francesco Di Stefano, patron di Europa 7
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