Contro i pedofili non contro la chiesa
di Giuseppe Fioroni
Caro direttore, ho pensato molto prima di inviarti questa breve riflessione, ma non mi sarei sentito con la coscienza a posto se non segnalassi a un giornale che apprezzo e che è vicino al mio partito le riflessioni che mi ha suscitato la lettura de l’Unità e di altri giornali di questi ultimi giorni. Io ritengo sacra la libertà di informazione e di cronaca e meritorie le inchieste che portano alla luce verità e drammi al fine di promuovere la giustizia. I pedofili sono dei criminali per i quali non esiste giustificazione né comprensione e vanno puniti in maniera dura senza se e senza ma, sempre e ancora di più se si tratta di persone che dovrebbero aver dedicato la propria vita al servizio di Dio.
Proprio per questo le mele marce presenti nella Chiesa vanno punite con durezza senza alcuna copertura ma in virtù dell’amore per la giustizia e la verità abbiamo il dovere a non contribuire a non generalizzare o a trasformare le colpe dei singoli in colpe delle istituzioni.
Non si può in nessun modo consentire che venga dimenticato il quotidiano impegno a servizio degli ultimi, dei bisognosi, dell’uomo in tutte le parti del mondo che la Chiesa cattolica con le sue donne e i suoi uomini quotidianamente svolge.
Non c’è luogo di sofferenza, di dolore e di oppressione che non veda presenti sacerdoti, religiosi e laici anche la dove c’è quotidianamente da rischiare la vita, dove molti che dovrebbero esserci non ci sono e preferiscono starne alla larga.
Chi sbaglia deve essere punito, tanto più per l’alto magistero che esercita, ma chiamiamolo con il suo nome e il suo cognome. Proprio per questo la Chiesa, il santo Padre, il cardinal Bertone, il cardinal Vallini, in genere i sacerdoti, le religiose e i religiosi nulla hanno a che vedere.
Dobbiamo come Partito Democratico difendere i meriti della Chiesa non da credenti per chi lo è, ma da uomini e donne che sanno che l’insegnamento evangelico, le radici cristiane, le opere della Chiesa in Italia e nel mondo hanno contribuito a generare una cultura di rispetto della dignità dell’uomo specialmente dei più deboli e degli ultimi, contribuendo da sempre all’edificazione di un mondo migliore.
Io sono personalmente convinto che le generalizzazioni contro tutto e contro tutti non favoriscano la verità e il bene, ma ci rendano tutti più poveri e più deboli. Dobbiamo rimuovere l’idea di una “Chiesa franchising” dove quello che condividiamo è buono e ciò che non condividiamo è cattivo, ma dobbiamo rispettarla ed essere rispettati ciascuno con i propri ruoli e compiti.
10 aprile 2010




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