venerdì, 30 maggio 2008

Consigliere regionale e con l' obbligo di dimora : La commissione che presiedo si svolga da me

NAPOLI - Nicola Ferraro, presidente commissione Affari Istituzionali della Regione Campania, scrive alla Lonardo: "Svolgiamo i lavori della commissione presso l´aula consiliare di Casal Di Principe". E´ il comune dove risiede e dal quale non può muoversi per decisione della magistratura, nell´ambito dell´inchiesta su nomine e favori targati Udeur che nel gennaio scorso decapitò i vertici del Campanile e finì per indurre Mastella a dimettersi da ministro della Giustizia e sfiduciare il governo di Romano Prodi.



Napoli. Se Maometto non va alla montagna, allora sarà la montagna ad andare da Maometto. Quante volte sin da bambini abbiamo sentito ripetere questo vecchio adagio?



Calza a pennello con le intenzioni di Nicola Ferraro, consigliere regionale rimasto impigliato nell’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere su nomine e favori targati Udeur. Ancora adesso Ferraro, a quattro mesi dall’emissione dei primi provvedimenti cautelari, indagato per concorso in tentata concussione nei confronti del manager dell’azienda ospedaliera di Caserta – “l’uomo morto” nelle telefonate di Sandra Lonardo - è costretto all’obbligo di dimora a Casal di Principe.



Quindi non può recarsi presso il parlamentino campano a partecipare ai lavori dell’aula e a guidare la prima commissione Affari Istituzionali, della quale è presidente. Allora che idea ha avuto l’esponente politico dell’Udeur? Se non può andare al Centro Direzionale per adempiere ai suoi doveri istituzionali, sarà l’istituzione a recarsi a casa sua. Ovvero, la commissione consiliare da lui presieduta, che potrebbe svolgersi nel municipio di Casal di Principe.



Almeno, così vorrebbe Ferraro che ha scritto al presidente dell’assemblea campana Sandra Lonardo la seguente missiva su carta intestata della commissione: “Il sottoscritto Nicola Ferraro – presidente della Prima Commissione Permanente Consiliare – attesa l’urgenza di alcuni disegni di legge pervenuti per l’esame – chiede di poter svolgere i lavori della stessa presso l’aula consiliare del Comune di Casal di Principe. Sicuro di un positivo accoglimento della presente istanza, porge distinti saluti”.



Casal di Principe, 28 maggio 2008. Sì, perché sono più di tre mesi che la magistratura napoletana – che ha ereditato per competenza territoriale l’inchiesta sammaritana – ha disposto nei confronti di Ferraro l’obbligo di dimora. Misura più leggera degli arresti domiciliari decisi in un primo momento dal Gip di Santa Maria Capua Vetere. Ma pur sempre una misura cautelare. Che lascia l’udeurrino di Casal di Principe in una specie di limbo.



Ferraro, infatti, non è sospeso dalla carica di consigliere regionale. La legge dice che la sospensione automatica scatta soltanto in caso di arresto, in carcere o domiciliari: come è successo per un altro consigliere regionale agli arresti per tutt’altra vicenda, il Pd Roberto Conte, che è stato recentemente sostituito dal primo dei non eletti, Pasquale Giacobbe, e potrà reinsediarsi nella carica solo con il ritorno a piede libero.



L’obbligo di dimora non figura tra le misure cautelari per le quali scatta automatica la sospensione. Però di fatto impedisce al consigliere che ne è colpito di partecipare ai lavori dell’aula e adempiere ai suoi diritti-doveri di eletto. A meno che, novello Maometto, non riesca a convincere la montagna a recarsi dalle sue parti.



E’ quello che sta cercando di fare Ferraro scrivendo al presidente del consiglio regionale. E cioé alla Lonardo, anche lei coinvolta nell’inchiesta che decapitò i vertici campani dell’Udeur e provocò le dimissioni del marito, anch’egli indagato, Clemente Mastella da ministro della Giustizia. Inchiesta che finì per terremotare il governo Prodi e spalancare le porte alle nuove elezioni e alla vittoria di Silvio Berlusconi.



La Lonardo, per qualche giorno costretta agli arresti domiciliari, fu anche lei in seguito sottoposta per un breve periodo all’obbligo di dimora nella sua Ceppaloni per decisione del Riesame. Secondo un’indiscrezione ribattuta su un’agenzia, che conquistò un titolo su un quotidiano, anche la Lonardo meditò per qualche attimo di trasferire nel suo comune i lavori dell’ufficio di presidenza. Poi non se ne fece nulla.



Anche perché la signora Mastella riacquistò abbastanza rapidamente la piena libertà e la guida dell’assemblea regionale. Postazione dalla quale ha sempre proclamato la sua innocenza. La presidente del consiglio consentirà a Ferraro di trasferire la commissione regionale a Casal di Principe? Nelle prossime ore lo sapremo.



Vincenzo Iurillo
http://vincenzoiurillo.splinder.com/...e+con+l'ob

Dimettersi ? Ovviamente il novello Maometto a dimettersi non ci pensa per niente.