Originariamente Scritto da
Jan Hus
Siamo un paese conservatore, certo.
Ma che significa?
Innanzitutto, non siamo sempre stati un paese così conservatore. Alle elezioni del 1976 PCI, PSI, DP e PR ottennero complessivamente il 46,6 per cento dei voti; PSDI e PRI, allora partiti di centrosinistra, ottennero un ulteriore 6,5 per cento. I partiti di centro e di destra (DC, MSI-DN e PLI) che comunque erano, tranne l'MSI-DN, molto più di centro di quelli attuali, ottennero il 46,1 per cento.
Quelle del 1976 furono le elezioni migliori per la sinistra; ma, anche tornando indietro, persino alle elezioni del 1948, i partiti della sinistra e del centrosinistra italiano non sono mai scesi al di sotto del 38-40 per cento.
Lo slittamento a destra dell'elettorato italiano non ha niente di ineluttabile: è la conseguenza, almeno nella misura in cui si è verificato, di errori tattici e strategici dei partiti della sinistra italiana e dei loro leader.
C'è un problema di subalternità culturale, in particolare del PD, nei confronti della destra. Quando si sentono parlare certi politici e certi commentatori, come la Mafai, si capisce una cosa: questa gente non è veramente convinta di avere ragione, di avere buone ragioni; e quindi è succube della destra, delle sue suggestioni, della sua propaganda, della sua ideologia, e si sforza di rincorrerla.