



Rispondo ad Holuxar che mi aveva citato e quotato nel suo post
(la stessa risposta è presente nel forum "Americanismo")
Caro Holuxar,
il tuo intervento provocherà qui, me lo sento, reazioni vivaci e non del tutto ingiustificate. A mio avviso infatti la tua posizione razzista/paleocon si presta a critiche non solo da sinistra, ma anche da destra.
Quello che tu sembri proporre, una secessione sudista dell’America bianca, oltre ad essere improponibile politicamente (non mi voglio addentrare qui in considerazioni di valore che meriterebbero una riflessione a parte) porta oggettivamente acqua alle forze della decadenza che attualmente dominano il Partito Democratico e la sinistra internazionale.
Tu stesso infatti ti auguri una vittoria di Obama perchè a tuo dire provocherebbe uno scossone salutare tra le forze sane... Permettimi di dissentire. Nemmeno l’11 settembre ha provocato quella scossa che sarebbe stata da augurarsi, figuriamoci se potrà riuscirci Obama. Sarà invece solo uno scivolare inesorabile ancor più giù nelle sabbie mobili della globalizzazione, del pensiero unico politically correct, del meticciato anti-bianco, dell’ipocrisia terzomondista. Ciò che è stato con Clinton si ripeterà con Obama, probabilmente senza gli scandaletti alla Lewinski a fare di contorno.
Mio caro Holuxar i tempi della cavalleria sono purtroppo finiti e non ritorneranno. Non ritornerà Jefferson Davis, il Generale Lee e quegli eroi Faulkneriani che a te, come un po’ anche a me, piacciono tanto. Bisogna resistere – io sono il primo ad invitare a farlo – ma anche accontentarsi di quello che passa oggi il convento. Se vivessi negli States io sarei uno yellow dog Republican, non perchè creda nelle facoltà taumaturgiche della destra americana – proprio per niente-, ma perchè mi rendo perfettamente conto dei pericoli derivati dalle politiche Democratiche. Dunque, visto che non si può più invertire la china, meglio rallentare la spinta degenerativa cercando di bilanciarla con degli appositi correttivi. McCain ci darebbe modo di contrastare una sicura vittoria Democratica al Congresso e darebbe fiato ad un’opposizione Repubblicana oggi molto disordinata (eufemismo).
Su Israele e sul controllo sionista della politica USA è questione troppo grande e troppo spinosa da affrontare. Per il momento vorrei solo dire una cosa che sembra sfuggire a molti di voi: gli ebrei della diaspora spesso (non sempre, ma spesso sì) sono i più severi censori dello Stato d’Israele e delle politiche del Likud. Allora delle due l’una: se si sta con il Likud e i neocon suoi alleati si va contro gli ebrei della diaspora, se si è con questi ultimi, vedi la sinistra internazionale, forzatamente si è critici nei confronti del Grande Israele.
Il grande equivoco, a parer mio, delle destre suprematiste/paleocon è quello di vedere l’ebraismo come un soggetto unico, lo stesso equivoco in cui inciampano quei neofascisti che al pari degli islamici vedono negli USA il Grande Satana dell’era contemporanea.
Il problema di fondo per tutti voi è che siete prigionieri, a parer mio, di visioni complottiste che vedono in un soggetto unico la fonte di tutti i mali che ci assillano. A turno questo capro espiatorio è stato individuato nell’ebraismo, nella massoneria, nel comunismo, nell’islamismo, mentre forse sarebbe il caso di parlare di un’azione concentrica di forze diverse che a turno e in misura variabile partecipano a quest’opera di dissoluzione.
Personalmente non ho la tua stessa fiducia in David Duke e non considero nemmeno positivamente la figura di Wallace, che detto per inciso alla fine degli anni settanta rinnegò se stesso attirandosi il sostegno proprio di quegli afroamericani che aveva precedentemente osteggiato.
L’America non sarà mai più bianca. Personalmente me ne dispiaccio ma essendo realista da tempo ci ho messo una pietra sopra. Le opzioni che rimangono sul tavolo sono a mio avviso due: un melting pot integrazionista a guida bianca – almeno per un po’ (la linea King); e un patchwork multiculturalista a guida nera (la linea Malcom X). Oggi l’America è un Paese dove persino la lingua inglese è costantemente messa in discussione dall’avanzare dei latinos, la cui immigrazione dà fiato alle trombe multiculturaliste tanto che i partiti oggi fanno a gara ad avere tra le loro fila il candidato “etnico” più alla moda.
I paleocon pur tanto acuti nelle analisi del degrado non capiscono che la loro irresolutezza ai compromessi rende vane quelle battaglie che potrebbero ritardare (invertire ovviamente no) questo lento ma inesorabile processo globalizzatore.
La nostra civiltà sta morendo, amico mio. L’uomo bianco fra pochi decenni sarà una razza in via d’estinzione e probabilmente non potrà contare su nessun WWF che si preoccupi del suo futuro.
E’ un de profundis, me ne rendo conto.
Comunque ti segnalo un mio articolo sull’argomento che puoi trovare qui:
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=434335
anche se non lo condividerai che in parte o forse per niente, mi farebbe piacere che tu lo leggessi.
Saluti


Risposta per Florian , EternoOccidente e tutti su Obama e gli Usa...
Caro Florian ,
anche io ti stimo per la capacità di argomentare bene e discutere pacatamente nei vari 3d.
Mi farebbe piacere intervenire su Conservatorismo ed Americanismo nonché su Pol più spesso , ma di solito mi limito a leggere perché se dovessi intervenire spesso mi andrebbe via un mucchio di tempo.
Scrivo ogni tanto soprattutto su DR e su Libertarismo pure ci sono miei vecchi post.
Preferisco scrivere pochi post ma esaurienti e molto concentrati/dettagliati , per mia scelta.
Non importa se uno non si va a leggere tutti i links da me indicati , intanto li metto e poi con calma quando si vuole si può andare a leggerli. L’articolo tuo che mi hai segnalato l’ho letto già un po' di tempo fa e mi é piaciuto.
Anche questo 3d ho apprezzato :
Commenti al 3d "Un tuffo nel pensiero reazionario" florian
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=438369
Ho letto pure la tua risposta interessante di oggi sia su Americanismo che su DR...
Ho aggiunto molto altro qui sul tema :
Contro Obama Su Destra radicale (mio primo intervento ampliato rispetto a quello presente su Americanismo sotto indicato)
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=8017066#post8017066
Contro Obama Su Americanismo (primo e secondo mio intervento rispettivamente)
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=8015994#post8015994
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=8018300&posted=1#post8018300
Scusa se non avrò molto tempo per risponderti in futuro, ti dico ora le cose sostanziali. E le dico anche agli altri.
Io non propongo un tentativo di secessione sudista old-style , ma una secessione individuale e globale dal governo di Washington da parte di tutte le persone di razza bianca presenti in tutti gli stati degli Usa , attuabile attraverso una emigrazione selezionata nel Mid-West ed in quelle rare zone rimaste a maggioranza bianca (ad es. la dove i bianchi sono il 90-95% della popolazione totale).
Lasciando il resto ad afroamericani , meticci ispanoamericani , ebrei americani e così via.
Insomma la formazione di nazioni indipendenti su base etno-razziale sarebbe la soluzione…
La creazione di una nazione bianca indipendente che unisca e raccolga tutti i bianchi identitari è quello che auspicherei e che dovrebbero fare i nord-americani per sopravvivere come razza distinta…
Anche per i sud-americani bianchi dell’America latina auspicherei soluzione analoga…
Che poi questa soluzione appaia quasi impossibile da applicare e che sia irrealistico sperare ciò , è un altro discorso…
Per il resto , le mie posizioni sono vicine a quelle di David Duke che ammiro molto.
So che Wallace poi rinnegò le sue precedenti esperienze politiche e la sua lotta per la separazione razziale , ma infatti io citavo il vecchio Wallace degli anni ’60…
Condivido in parte quello che hai scritto.
So che la razza bianca attraversa una crisi epocale e che rischia davvero di scomparire per denatalità e meticciato , però io non voglio rassegnarmi senza combattere anche nel caso la partita fosse già persa in partenza , sono pronto a resistere nel mio piccolo spazio per quel poco che posso.
Vorrei far aprire gli occhi a più persone possibile anche se so che è difficile…
Realisticamente la tua analisi è abbastanza fondata , anche le varie precisazioni sono giuste.
In sostanza parte della tua critica alle mie posizioni , accusate di essere complottiste ed esageratamente antiebraiche , è simile a quella svolta dall'amico EternoOccidente nel link su Dr di cui sopra.
In parte avete ragione , a volte mi lascio prendere la mano fino a sembrare un po’ paranoico nell’attribuire alle mavovre subdole dell’ebraismo le cause delle disgrazie della razza bianca , ma lo faccio per semplificare il discorso. In realtà sono ben consapevole del fatto che la situazione è ben più complessa e che sono i bianchi degenerati in buona fede i primi a provocare la nostra distruzione senza che ci sia dietro necessariamente un qualche burattinaio più o meno occulto , ma questo lo do per scontato e mi pare superfluo ripeterlo. Ciò infatti ovviamente non significa scaricare tutte le colpe sugli ebrei e sui negri , per nulla , i bianchi degenerati sono i più colpevoli di tutti e le cause del disastro razziale odierno ricadono su di loro/noi.
A tal proposito è giusto citare questa frase :
"Un popolo non è vittima della sua cancellazione culturale o etnica, ne è autore e complice, per diserzione, quando rinuncia a difendersi." (da "Archeofuturismo", di Guillaume Faye).
Esatto , i bianchi instupiditi e traditori della razza che si vergognano delle proprie origini sono la causa principale dei mali che affliggono la società bianca. Sono il primo a dire di non esagerare con la teoria degli ebrei causa di tutti i mali del mondo né di generalizzare fino a considerarli tutti criminali e cospiratori. Ad es. io , pur essendo un fervente antigiudeo in genere , stimo molto alcuni singoli ebrei come certi libertari anarcocapitalisti anti-neocons.
Teniamo conto anche che i principali colpevoli sono i traditori bianchi annidati all’interno dell’Europa e degli Usa , quelli che non sono ebrei ma fanno il loro gioco. Mi preme più che altro dare risalto al ruolo svolto dal potere ebraico nel favorire e nell’accellerare , NON dico causare! , la nostra degenerazione e scomparsa , per il semplice fatto che moltissime persone comuni – cioè al di fuori di certa Destra Radicale e dell’ambiente identitario razzialista più in generale - ignorano del tutto ciò. È per tale motivo che posso apparire ossessionato dalle teorie sulle trame nascoste e sulla guerra occulta , ma preciso che NON intendo fare dell’ebreo in quanto tale il capro espiatorio e la causa di ogni male né considero tutti gli ebrei senza distinzioni un unico blocco ostile…Inoltre NON vedo complotti ovunque come ad alcuni può sembrare leggendo alcuni miei scritti!!
Tenete presente questo avvertimento.
Comunque resta indubbiamente vero che una certa lobby ebraica ha favorito l’immigrazione massiccia non-bianca negli Usa e per i propri interessi dichiarati , questo è ben documentato nei libri e nei links degli autori da me indicati.
Ad ammetterlo solo quegli stessi ebrei che se ne vantano pubblicamente!!
La scrittice ebrea susan sontag sulla rivista partisan nel 1969 scrisse esplicitamente questa frase :
“La razza bianca è il cancro nella storia dell'umanità”.
Un es. fra i tantissimi.
Su Obama è vero che a sostenerlo non ci sono solo parte dell’ebraismo , ma soprattutto bianchi euro-americani politicamente corretti e senza consapevolezza razziale nonché soprattutto i colorati afro-americani ed affini che lo vedono come il presidente che potrebbe favorire i loro interessi…
Questi ormai sono maggioranza più che minoranza , dato che i bianchi diminuiscono in proporzione mentre i mulatti e negri afroamericani e gli immigrati meticci messicani sono sempre più di numero in ogni stato e soprattutto negli stati del Sud.
C’è da temere che California , Florida ed affini siano ormai persi per la razza bianca , sarebbe da sperare in una emigrazione programmata nel Mid West per formare paesi razzialmente compatti ed omogenei come buluardo anti-governativo ed ultimo bastione euro-americano.
Bisogna resistere senza accettare compromessi , in processo di mescolanza va ritardato ed evitato il più possibile con i mezzi legali a disposizione in attesa di vedere quel che accadrà.
La spinta degenerativa andrebbe bloccata ed invertita , ma mancando i mezzi per riuscirci si provi almeno a rallentarla con la lucida forza della disperazione…
In pratica forse i bianchi si dovrebbero autosegregare ed autoisolare in ghetti , armandosi fino ai denti per potersi difendere in caso di attacchi , per sopravvivere…Altra soluzione realistica non c’è probabilmente per chi non accetta di sottomettersi alla dittatura mescolazionista imposta dal governo , a meno di ipotizzare una improbabile rivoluzione armata vera e propria da parte delle Milizie…Magari ci fosse , come provarono a fare gli eroi del The Order , ma organizzarla e farla risultare vincende sarebbe assai arduo , mancano le condizioni oggettive e numeriche per sperare di rovesciare un sistema ormai troppo potente.
Una separazione razziale volontaria sarebbe la migliore soluzione per tutte le varie componenti etno-razziali di quel mosaico caotico artificiale che ormai sono gli Usa , ma il governo non la permetterà mai , i bianchi dovrebbero quindi emigrare dove c’è spazio e starsene per conto proprio instaurando un implicito autoapartheid…
E presto pure gli europei bianchi per sopravvivere saranno costretti ad un autoapartheid…
Saluti autosegregazionisti. WPWW! 14/88 - Holuxar
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=8018300&posted=1#post8018300
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=8018236#post8018236


perchè è un CIOCCOLATINO....




Segnalo la seguente discussione su Obama in Politica Internazionale (con intervento dal blog Euro-Holocaust):
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=439437


Recentemente Obama ha cercato di distanziarsi dal razzista Farrakhan ed ha confermato il suo appoggio a Israele. Ma a quale Israele e con quali ebrei ha parlato Barack Obama, ricevendone la preziosa investitura?
Obama visto da Israele
Maurizio Debanne
Suo padre e il suo patrigno sono mussulmani ed il suo nome completo è Barack Hussein Obama. Questi particolari come anche la foto del senatore dell’Illinois vestito con abiti tradizionali somali divengono per Ilary Clinton strumenti utili per bollare il rivale come «inesperto» e cercare di arginare il crollo registrato dai sondaggi. Lo staff della senatrice di New York punta il dito anche contro l’endorsement di Louis Farrakhan, leader radicale dei mussulmani afro-americani. Obama ha però chiarito non solo di non aver mai sollecitato il suo appoggio ma anche di ritenere «inaccettabili e riprovevoli» gli attacchi di Farrakhan contro ebrei ed israeliani. Il senatore nero ha inoltre schivato il colpo della Clinton dando risposte inequivocabili sul Medio Oriente: «Israele è uno dei nostri più importanti alleati e la sua sicurezza è sacrosanta».
Ma le accuse della Clinton sono solo propaganda o riflettono invece una reale preoccupazione di Israele nel caso Obama divenisse il nuovo inquilino della Casa Bianca? Per il momento né il capo dello stato ebraico, Shimon Peres, né il premier, Ehud Olmert, hanno mostrato qualche propensione per l’uno o per l’altro candidato democratico né tanto meno auspicato la vittoria democratica o repubblicana. Alcune riserve nei confronti del senatore nero sono state però espresse da ambienti vicini al governo a causa del suo impegno in favore del dialogo con l'Iran. In particolare, nell’ufficio del primo ministro israeliano, non è sfuggita una recente intervista a Paris Match nella quale Obama ha annunciato la sua intenzione, qualora venisse eletto presidente, di organizzare una conferenza internazionale con tutti i paesi islamici per «colmare il divario che aumenta ogni giorno tra i musulmani e l'occidente». L’ obiettivo è quello di «chiedere loro di unirsi a noi nella lotta al terrorismo» ascoltando «anche le loro preoccupazioni». In Israele non hanno poi gradito l’arrivo nello staff di Obama di Robert Malley, ex consigliere di Bill Clinton durante i negoziati di Camp David del 2000. Malley è infatti tra i pochi a sostenere che il fallimento di quell’iniziativa diplomatica risiede anche nell’atteggiamento che assunse l’allora premier israeliano Ehud Barak. Sul quotidiano Haaretz, Akiva Eldar, tra i giornalisti più influenti al mondo secondo il Financial Times, sostiene che alla domanda su quale sia il candidato alle presidenziali americane migliore per gli ebrei vi è una «risposta ebraica, ovvero una domanda»: dipende da quale tipo di ebrei? Se si considera infatti la posizione del premier israeliano Olmert, per il quale la più importante e urgente questione per Israele è la creazione di uno stato palestinese, un presidente americano contrario a tale disegno sarebbe automaticamente considerato una minaccia per gli ebrei. L’immagine del presidente americano ideale per Israele assume caratteristiche del tutto opposte se si considera la prospettiva del leader del Likud, Benjamin Netanyahu. Per la destra israeliana, infatti, la costituzione di uno stato palestinese sarebbe nefasta poiché si tratterebbe niente altro che di una «entità terrorista» che minaccerebbe il diritto all’esistenza dello stato ebraico.
La pace in Medio Oriente resta difficile, ma l’impegno di Obama per il dialogo potrebbe essere la direzione giusta.
http://www.cipmo.org/1501-indice-att...a-israele.html
E voi con chi state: con il rinnegato Olmert o con Bibi Netanyahu?



