2008-06-05 17:09
GUANTANAMO: 11/9; MOHAMMED, VOGLIO LA CONDANNA A MORTE
WASHINGTON - Lo stratega reo-confesso dell'attacco all'America dell'11 settembre 2001, Khalid Sheikh Mohammed, vuole essere condannato a morte per le stragi e non vuole l'assistenza dei legali del Pentagono. Lo ha detto lo stesso Mohammed, all'apertura dell'udienza contro di lui e altri quattro presunti esponenti di Al Qaida.
Ha accusato il presidente George W.Bush di essere impegnato in ''una crociata'' in Iraq e in Afghanistan, si e' scagliato contro l'America per varie ''illegalita''', compresi i matrimoni gay, e poi ha intonato cantando versi del Corano e invocato la protezione di Allah, dicendosi pronto a morire: e' stato un piccolo show la prima comparsa in pubblico di Khalid Sheikh Mohammed, stratega reo confesso dell'attacco dell'11 settembre. Nell'aula nella prigione di Guantanamo dove Mohammed e' stato portato dal Pentagono con altri quattro imputati per essere incriminato, il pachistano ha dominato la scena dichiarando di essere pronto ad andare incontro alla condanna a morte e a diventare cosi' ''un martire''. ''Il mio unico scudo e' Allah l'altissimo'', ha detto 'KSM', come lo chiamano i militari americani, rifiutando l'assistenza degli avvocati nominati dal Pentagono o di altri legali civili. Mohammed ha detto di voler rispondere solo alla sharia, la legge islamica. ''Il team di avvocati che mi avete dato puo' anche essere il migliore, ma la mia unica difesa e' Allah'', ha detto Mohammed, secondo quanto riferiscono giornalisti a Guantanamo. Dopo di lui, un altro degli imputati, Walid bin Attash, ha annunciato di rinunciare agli avvocati. Le autorita' americane dovrebbero completare forse gia' nella giornata di oggi le procedure per formalizzare le incriminazioni da pena di morte, per l'omicidio di 2.973 persone in conseguenza dei dirottamenti aerei organizzati da Al Qaida. Secondo la procedura prevista dal Pentagono, il processo vero e proprio di fronte alle cosiddette 'commissioni militari', i tribunali speciali voluti dall'amministrazione Bush, dovrebbe avvenire entro 120 giorni. Ma sul futuro dell'intera struttura giudiziaria militare pesa un verdetto della Corte Suprema di Washington, atteso entro la fine del mese.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._98360327.html




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