27 Maggio 2008
Per avere un quadro (non tranquillizzante) della situazione politica e sociale che sta addensandosi sulle nostre teste, non c’è niente da fare: bisogna affidarsi al Tg3.
Ieri ha costruito, con civile pacatezza e senza alterare la verità dei fatti, una pagina sull’ondata di razzismo che ci investe.
Tutto partiva dall’assalto ai negozi degli extracomunitari nel quartiere Pigneto di Roma, via via seguito dagli interventi e commenti di Veltroni, l’ex-deportato Terracina e il segretario della Cei, Angelo Bagnasco.
Nello stesso momento, Emilio Fede concionava ancora del «governo del fare e del dialogo» e archiviava i fatti del Pigneto come «vandalismo», roba da poco.
Pochi minuti prima era andato in onda quel grand-guignol che è Studio Aperto.
Si sa, questo Tg (che va in onda sulla rete «giovane» di Berlusconi) gronda sangue.
Qui i morti sono «orrendamente uccisi», alle madri disperate si chiede: «Lei è disposta a perdonare?».
Oppure, di fronte a sentenze che non siano almeno di ergastolo, la domanda furbetta è: «Ma lei crede ancora nella giustizia?».
Se la risposta è «Sì», dovreste vedere la faccia del cronista.





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