L'editoriale è di Paolo Macry ,famoso intellettuale napoletano di idee moderate,docente all'Orientale.
Esprime e sintetizza benissimo anche il mio pensiero,e dovrebbe condividerlo anche una qualsiasi persona di buon senso.
Ripeto,Macry è un moderato ,non è un estremista di sinistra.
Ecco l'articolo pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno di oggi domenica 8 giugno
Le responsabilità collettive.
La crisi di Napoli sta facendo riemergere una fra le peggiori idee politico-giuridiche prodotte dall'Europa razzista del Novecento . la responsabilità collettiva,ovvero l'attribuzione delle colpe non a singoli individui ma a tutto un popolo.
Come dire che i rom sono una comunità delittuosa perchè alcuni di essi hanno commesso dei crimini.
Qualcosa del genere rischia di accadere con l'emergenza rifiuti,le cui responsabilità vengono sempre piu' spesso addebitate non già a specifici imprenditori,amministratori,politici,eccetera,ma- di volta in volta- a due presunte popolazioni : i meridionali e i settentrionali.
Una deriva che riesuma i peggiori stereotipi,spacca il paese,confonde le acque.
Basta tornare al dibattito delle ultime settimane.
Da una parte, la Lega ha puntato il dito contro i meridionali,incapaci perfino di pulire casa propria,grettamente familisti,facili alle molotov,collusi con la camorra.
Dall'altra,stampa locale e politici napoletani hanno accusato i settentrionali di aver usato la Campania come sversatoio di scorie industriali,di essersi accaparrati i ricchi appalti legati all'immondizia,di aver costruito impianti truffaldini.
E il peggio è che non si tratta del solito battibecco tra camicie verdi e plebe,visto che al ritorno in grande stile delle due Italie hanno contribuito personalità al di sopra di ogni sospetto.
Dal Corriere della Sera a Repubblica,illustri opinionisti hanno insistito sui cosiddetti caratteri storici del Mezzogiorno,sulla debolezza culturale della sua società,sul silenzio morale della borghesia.
Confermandone un'immagine poco meno che etnica.
Per parte sua,con l'autorevolezza della sua carica,Giorgio Napolitano ha voluto ricordare ce ,nell'attuale emergenza,il Nord ha le sue gravi responsabilità.
Parlando addirittura di nordisti.
Ora qual è il problema?
E' che queste tesi sono divenute a tal punto popolari-senso comune-che diventa difficile anche solo discuterne.
Alzi la mano chi non pensa,al Nord,che la crisi dei rifiuti sia l'ennesimo segno dei vizi dei meridionali.
E chi non pensa,al Sud,che sia colpa dei settentrionali se la Campania è inquinata dalle scorie tossiche.
L'idea della responsabilità collettiva ha contagiato l'intera opinione pubblica.Peggio,sta costruendo due opinione pubbliche contrapposte.
Naturalmente,l'emergenza è responsabilità politica,morale e forse anche penale. di chi aveva gli strumenti per governarla.
L'enorme maggioranza dei napoletani non ha alcuna parte in questa tragedia,nè può far altro,e l'ha fatto,che sfiduciare col voto i colpevoli.
Nè ovviamente c'entrano nulla i settentrionali coi reati commessi dalle imprese che hanno sede nel Nord.
Ma nessuno sembra ricordarsi di simili banalità.
Dopo tutto è piu' facile e utile usare il linguaggio etnoculturale delle due Italie.
Piu facile perchè sollecita demagogicamente l'opinione pubblica che si ritiene vittima degli altri.
Piu' utile perchè cancella d'un tratto le responsabilità individuali.
Che naturalmente,e anche questa è una banalità,sono politiche.
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