Figli miei ma sapete cos' è la Wicca?![]()


Figli miei ma sapete cos' è la Wicca?![]()


Credo proprio di saperlo, per conto mio.
Posso chiederti perchè?
Baci.
E.


Perché mi sembra che la Wicca indipendentemente poi dal grado di coinvolgimento individuale; sia un fenomeno molto consimile alla New Age; vi é da dire che io pur essendo un ammiratore del mondo precristiano non sono un gran sostenitore del neopaganesimo per vari motivi; ora la Wicca in questo contesto mi appare come una corrente del tutto spuria e intrisa di concetti modernisti
saluti


Ti dirò di più: è una corrente del tutto moderna, senza -ismi.ora la Wicca in questo contesto mi appare come una corrente del tutto spuria e intrisa di concetti modernistiSu questo non concordo: sebbene un'occhiata al Wiccan medio italiano (e non, aggiungerei) potrebbe dare una simile impressione, i fondamenti sono completamente diversi. E' sì una religione esperienziale e non fideistica, ma proprio per questo ben lontana (agli antipodi, potrei dire) della visione agnostica e misticheggiante alla base del movimento (comunque complesso) che possiamo definire "New Age". Manca il millenarismo implicito, manca la visione comunque sia trascendente, manca (o è molto ridotto) soprattutto il concetto gerarchico. Questo se teniamo presente la Wicca come spesso ora intesa e visibile: se dessimo un'occhiata a com'era prima degli anni '80 troveremmo una situazione in parte differente ma ancor meno confondibile con la NA.Perché mi sembra che la Wicca indipendentemente poi dal grado di coinvolgimento individuale; sia un fenomeno molto consimile alla New Age
In ogni caso la mia domanda era: cos'ha a che fare la tua osservazione (che comunque implicitamente già mi pare contenesse quanto hai poi argomentato) con l'argomento del thread? Forse se vogliamo proseguire la discussione (cosa che mi piacerebbe) conviene aprirne un altro, che dici, Mjol?
Baci.
E.
PS: Se ti va, potresti anche accennare i "vari motivi" di cui dicevi?


Bene, Elaphe il mio intervento nasce dal voto di Albino Cecina.
In effetti nel sondaggio non si richiede un giudizio di valore sui vari movimenti ma solo di esprimere un' opinione su quale tra questi ha più probabilità di venire riconosciuto legalmente.
Appena però ho letto Wicca la mia attenzione è stata richiamata per i motivi che più sopra ho espresso e sono intervenuto senza troppo riflettere.
In effetti l' ideale per parlare di questo sarebbe aprire un' altra discussione. Voglio comunque spiegarti le ragioni della mia diffidenza verso il neopaganesimo.
Io credo che sebbene ci siano ottime ragioni per distaccarsi dal cristianesimo tuttavia il credere di poterlo fare semplicemente allontanandosi dalla chiesa e abbracciando nuove forme di spiritualità è una pura illusione.
Questo mio discorso vale anche magari per chi non è mai stato un cattolico praticante, per gli agnostici o per chi ha sempre sentito un richiamo spirituale intimo senza per questo inquadrarlo in forme storicamente definite. 2000 anni di storia, di civiltà, di cultura e "forma mentis" non si cancellano nè facendosi sbattezzare nè leggendo centinaia di libri e neanche festeggiando ritualmente solstizi ed equinozi.
Col cristianesimo noi dobbiamo fare i conti, non possiamo semplicemente ignorarlo perchè in un certo senso, e qui mi attirerò sicuramente la disapprovazione di molti forumisti "non possiamo non dirci cristiani". E questo perchè?
Beh signori, mi basterebbe chiedervi qual è il sistema di computazione del tempo da voi stessi adottato per dimostrare
la nostra totale dipendenza da quella civiltà da cui molti a parole prendono le distanze.
Ma oggi più che col cristianesimo sarebbe meglio dire che noi abbiamo a che fare col suo "tramonto".
Si profila all' orizzonte, perchè questi sono tempi di grandi sconvolgimenti, un cambio di paradigma globale. Proprio il riemergere negli ultimi decenni di tanti movimenti religiosi neopagani o pseudo-spiritualisti (per una panoramica generale sono buoni gli studi che ha condotto Massimo Introvigne) ci mostrano come un intero cosmo sia entrato definitivamente in crisi. L' errore dunque del neopaganesimo difronte a tutto ciò è quello di voler recuperare un passato irrecuperabile.
Sebbene io veda gli dei come numi eternamente presenti a livello archetipico nell' uomo e quindi costantemente suscettibili di essere risvegliati e resi operanti questo non significa che si possano facilmente resuscitare religioni morte da secoli.
Qui in occidente noi ci dobbiamo confrontare con la nostra storia, con quei processi che hanno reso l' uomo attuale quello che è.
Rifacendomi agli insegnamenti tradizionali così come divulgati da Guènon ed in particolare da Evola non vedo nel presente la possibiltità di ricostituire o di riallacciarsi a sistemi come ad esempio la religione romana o quella degli antichi germani, tanto per citare due grandi esempi.
Tutto questo è andato, è scomparso, in quella sua forma peculiare, per sempre.
Oggi dobbiamo per così dire reinventare il nostro rapporto col sacro ma per fare questo non possiamo contare che su noi stessi.
Cavalcando la tigre nell' era della dea Kali, che indomita e scatenata ci mette difronte ad un mondo di tecnologia e velocità sfrenate, un mondo in cui non possono attecchire più se non forse come volgari parodie crepuscolari, quei riti sacri che furono appannaggio dei nostri antenati. Dobbiamo secondo me andare alla radice stessa dell' uomo che è la sua natura più profonda, la sua anima attraverso un lavoro esoterico, "alchemico" e plasmare
una nuova ma allo stesso tempo primordiale perchè eterna, Idea dell' uomo. Idea che abbraccia ogni singolo aspetto di essenza ed espressione.
L' unica soluzione è una nuova religione che beninteso, come tutte le religioni antiche dell' umanità, può nascere solo a patto che via sia una nuova ierofania, una nuova discesa del sacro nel mondo.
Ma questo non si pianifica. Si può solo propiziare col sacrificio personale di individui qualificati, rari come non mai nell' anno 2004 dopo Cristo.
Saluti


Se è per questo non possiamo non dirci ebrei (perché Gesù era ebreo), né greco-romani (i nostri antenati), né atei (Voltaire e l'Illuminismo, origine della moderna società laica).Originally posted by Otto Rahn
Col cristianesimo noi dobbiamo fare i conti, non possiamo semplicemente ignorarlo perchè in un certo senso, e qui mi attirerò sicuramente la disapprovazione di molti forumisti "non possiamo non dirci cristiani".
No, è un discorso sbagliato. Ognuno è quello che si sente dentro di sé. Non significa niente essere nati in un paese, in un popolo, in una società che si ritiene cattolica da 1500 anni, se dentro di te non c'è niente di cristiano.
Basta un solo, semplicissimo esempio: la non concezione di un dualismo bene-male fa di me un a-cristiano. Si badi bene: non un anti-cristiano, perché l'anti-cristiano fa anch'egli riferimento al cristianesimo.
No, mi spiace, ma se uno sente, ha esperienza, della molteplicità del divino (il politeismo), allora non può che prenderne atto e agire di conseguenza. Certo, non ci sono più i libri pontificali, ma che significa? Il culto privato è sempre stato un'affare, appunto, privato, e tale lo è adesso tra me e i miei dèi.
Sebbene io veda gli dei come numi eternamente presenti a livello archetipico nell' uomo e quindi costantemente suscettibili di essere risvegliati e resi operanti questo non significa che si possano facilmente resuscitare religioni morte da secoli.
Il rituale può cambiare, anche se di poco (non si fanno più sacrifici cruenti, per esempio), ma la sostanza non cambia.
Mah, stai dicendo praticamente che ci vuole una nuova religione, adatta ai tempi moderni. Ma la wicca ha proprio queste caratteristiche. Allora perché la condanni?
Oggi dobbiamo per così dire reinventare il nostro rapporto col sacro ma per fare questo non possiamo contare che su noi stessi.
Cavalcando la tigre nell' era della dea Kali, che indomita e scatenata ci mette difronte ad un mondo di tecnologia e velocità sfrenate, un mondo in cui non possono attecchire più se non forse come volgari parodie crepuscolari, quei riti sacri che furono appannaggio dei nostri antenati. Dobbiamo secondo me andare alla radice stessa dell' uomo che è la sua natura più profonda, la sua anima attraverso un lavoro esoterico, "alchemico" e plasmare
una nuova ma allo stesso tempo primordiale perchè eterna, Idea dell' uomo. Idea che abbraccia ogni singolo aspetto di essenza ed espressione.
L' unica soluzione è una nuova religione che beninteso, come tutte le religioni antiche dell' umanità, può nascere solo a patto che via sia una nuova ierofania, una nuova discesa del sacro nel mondo.
Io, per esempio, sento estranea la wicca proprio per questo suo carattere di nuova religione, la sua mancanza di radici e dunque di esperienza del sacro che avevano i nostri antenati, la sua visione panteista, che non ha a che vedere con l'antico politeismo, la tendenza a mescolare tradizioni delle culture più diverse, l'importanza data alla magia.
Spiacente deluderti, ma il Cristo è nato nel 6-7 prima dell'era volgare, perciò siamo nel 2004 dell'era volgare, non dopo Cristo. In questo possiamo benissimo dirci non cristiani
Ma questo non si pianifica. Si può solo propiziare col sacrificio personale di individui qualificati, rari come non mai nell' anno 2004 dopo Cristo.
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Non so se è elegante intromettermi in modo così settoriale nella discussione, ma mi sembra doverosissimo notare che nel cristianesimo, fatta eccezione per l'eresia gnostica o quella catara (più forse delle altre che mi sfuggono, ma che sono di stesso segno) non si può parlare di un dualismo bene-male. Se Dio ha creato la totalità del reale non c'è spazio per il dualismo. Poi ovviamente la questione si complica enormemente quando si tratta di giustificare non già la funzione, ma prima ancora la presenza del male. Ad esempio ti ricordo il dogma della resurrezione dei corpi: se tutto ciò che è fisico, corporale, fosse male, non ci sarebbe modo ri ricuperare il corpo in uno stato da cui il male dev'essere bandito. La crocifissione sul Calvario (monte del cranio) è un richiamo alla totalità del tempo e dello spazio e se il paragone non offende direi che qualcosa di simile rappresenta il Campidoglio, che fu in origine il monte di Saturno e che divenne poi sacro a Giove, il cui tempio era per dire così, guardato da de scudieri, Terminus e (se non sbaglio) Juventas.Originally posted by Albino Cecina
Basta un solo, semplicissimo esempio: la non concezione di un dualismo bene-male fa di me un a-cristiano. Si badi bene: non un anti-cristiano, perché l'anti-cristiano fa anch'egli riferimento al cristianesimo.
Dunque nessun dualismo e piuttosto richiamo simbolico all'idea di un cosmo ordinato e integrato in modo totale. Non è una mia personale interpretazione, ma un'esposizione un pò gretta di quello che la teologia cristiana (i padri erano spesso greci, il tomismo aristotelico!) ha sempre affermato
Un saluto, e rinnovo la scuse per la parentesi fuori tema.


E' troppo facile dire che ognuno è quello che si sente dentro, Perchè arrivare a "sentirsi" realmente dentro può essere il frutto o di un' improvviso momento di chiarezza intellettuale (molto raro di questi tempi) o di una conquista che ci costa tempo e sacrificio.Originally posted by Albino Cecina
Se è per questo non possiamo non dirci ebrei (perché Gesù era ebreo), né greco-romani (i nostri antenati), né atei (Voltaire e l'Illuminismo, origine della moderna società laica).
No, è un discorso sbagliato. Ognuno è quello che si sente dentro di sé. Non significa niente essere nati in un paese, in un popolo, in una società che si ritiene cattolica da 1500 anni, se dentro di te non c'è niente di cristiano.
Basta un solo, semplicissimo esempio: la non concezione di un dualismo bene-male fa di me un a-cristiano. Si badi bene: non un anti-cristiano, perché l'anti-cristiano fa anch'egli riferimento al cristianesimo.
Quel che voglio dire è che un determinato ambiente sociale, culturale e psichico maturato nei secoli porta l' uomo a vivere uno stato dell' essere necessariamente differente da quello dei suoi padri. Questa differenza è un fattore necessariamente da mettere in conto e, da superficiali, ignorare.
Caro Albino ma il mio intervento non è finalizzato a voler negare il valore dei percorsi che tu o chiunque altro in questo forum perseguite. Sto cercando di mettere in evidenza alcune problematiche che ritrovo costantemente qualosa si affronti[i]
No, mi spiace, ma se uno sente, ha esperienza, della molteplicità del divino (il politeismo), allora non può che prenderne atto e agire di conseguenza. Certo, non ci sono più i libri pontificali, ma che significa? Il culto privato è sempre stato un'affare, appunto, privato, e tale lo è adesso tra me e i miei dèi.
Il rituale può cambiare, anche se di poco (non si fanno più sacrifici cruenti, per esempio), ma la sostanza non cambia.
[/B]
l' argomento di una via religiosa praticabile oggi come oggi per noi italiani. Non porto acqua al mio mulino perchè non sto (ahimè) a guardia di nessun mulino. Se tu hai il tuo culto privato me ne rallegro e ti giudico come uno che non si perde in chiacchiere. Tuttavia il mio discorso è mirato a individuare quale sia la possibilità reale di risvegliare a livello generale e non personale la spinta verso la sfera del sacro.
No attenzione, qui sono stato frainteso ma il mio discorso deve essere chiaro.[i]
Mah, stai dicendo praticamente che ci vuole una nuova religione, adatta ai tempi moderni. Ma la wicca ha proprio queste caratteristiche. Allora perché la condanni?
Io, per esempio, sento estranea la wicca proprio per questo suo carattere di nuova religione, la sua mancanza di radici e dunque di esperienza del sacro che avevano i nostri antenati, la sua visione panteista, che non ha a che vedere con l'antico politeismo, la tendenza a mescolare tradizioni delle culture più diverse, l'importanza data alla magia.[/B]
Non parlo di una nuova religione come una nuova moda, che si "adatta"ai tempi e segue le tendenze come ha sempre cercato di fare, riuscendoci mirabilmente ma decadendo nella secolarizzazione, la chiesa cattolica.
Sarebbe il caso di parlare di Nuova/Antichissima religione che si riallacci alla fonte primordiale dalla quale scaturisce la Verità,
proprio per questa sua dirompente forza essa deve spazzare via
palingeneticamente tutto quanto vi è ora. Inclusi naturalmente i vecchi culti da una parte e la nebulosa New Age dall' altra.
Questa sarà la religione che suggellerà la fine di questo ciclo e rappresenterà il legato divino per una nuova Età dell' Oro.
Il compito dell' Uomo è ora di farla scaturire dal suo più profondo sè. E di qui mi riallaccaccio alla necessità di una trasmutazione alchemica dell' uomo stesso.
Non è che mi deludi perchè io non volevo esaltarmi anzi.[i]
Spiacente deluderti, ma il Cristo è nato nel 6-7 prima dell'era volgare, perciò siamo nel 2004 dell'era volgare, non dopo Cristo. In questo possiamo benissimo dirci non cristiani
[/B]
La tua mi sembra una sottigliezza che non intacca il senso di quanto da me affermato.
Recentemente per un esame all' università mi sono intrattenuto su una dispensa intitolata: "Senso del tempo e senso della storia: computi cronologici e storicizzazione del tempo"
In questo scritto viene esplicitamente dichiarata la superiorità del nostro sistema cronologico moderno rispetto alle datazioni degli antichi con dovizia di argomenti ed esempi raccolti nell' ambito di varie civiltà classiche.
E indovina ad opera di quale grande rinnovamento epocale viene attribuita l' adozione del sistema attualmente vigente? Naturalmente al cristianesimo.
Ora naturalmente per me, non di una evoluzione ma di
un' involuzione si tratta. Nel momento stesso in cui la vicenda umana viene storicizzata essa decade dal piano del mito e
l' essenziale, il significato stesso del rito, viene obliato.
E' una fuga in avanti del tempo che impietra e imbriglia il potenziale del presente. Per considerazioni profonde su tutto ciò rimando a questo saggio di De Giorgio: http://www.alchemica.it/attimoeterno.html
Questo per dirti che l' avvento del cristianesimo e la fine dell' Evo antico segnano una tappa profonda e indelebile nella storia del mondo ma più in particolare diciamo, dell' Occidente. Superare questo iato che ci divide da quel mondo "pagano" (termine che non apprezzo) non è questione di poco momento.
Il suggerimento allora è di non farsi troppe illusioni in merito al recupero delle antiche forme cultuali e di affrontare l' oggi, da uomini comunque differenziati, accettando la sfida di ricreare
l' "Oro" a partire dagli elementi allo stato grezzo che solo dentro di noi possiamo ritrovare. Il poeta francese Arthur Rimbaud scrisse: "Bisogna essere assolutamente moderni".
A me piace interpretare questa frase non nel senso di essere alla moda ed esaltare tutto ciò che è moderno (Rimbaud era disgustato dal suo presente ottocentesco) ma nel senso di non attardarsi a contemplare le mummie conservate perfettamente nelle nostre teche ideali.
AD MAIOREM DEI GLORIAM
Evidenzio questo punto, che mi sembra particolarmente importante.In Origine Postato da Otto Rahn
L' unica soluzione è una nuova religione che beninteso, come tutte le religioni antiche dell' umanità, può nascere solo a patto che via sia una nuova ierofania, una nuova discesa del sacro nel mondo.
In effetti non pochi volti dell'attuale "neopaganesimo" sembrano porsi rispetto a questo problema in maniera totalmente prometeica e soggettivistica, arrivando a sostenere la possibilità di una creazione ex novo delle tradizioni spirituali.
Voglio accostare a questa idea una frase di un esponente wiccan, Ed Fitch, che dichiara:
"Oggi, naturalmente, abbiamo tutti capito che non è importante se la tua tradizione è antica di quarantamila anni o se è stata creata la settimana scorsa. Se hai stabilito il contatto giusto con la Dea o con il Dio nel subcosciente, e con altre forze di questo genere, allora hai realizzato la cosa importante" (Drawing Down the Moon, Beacon Press, Boston 1982, pp. 87-88).
Sulla stessa linea, ho notato che è frequente presso la wicca parlare di "simbologia personale" e "personalizzazione dei rituali" (!) e via dicendo. Aggiungiamo il riferimento al subcosciente, e diventa necessario chiedersi cosa mai verrà ricompreso e fatto rientrare in questa opera di creazione di nuove tradizioni.
Insomma le tradizioni si creano ? E che tradizioni possono essere quelle che si creano? E il ruolo dell'uomo in tutto ciò ? Anche la trasmutazione antropologica di cui parla Otto potrebbe prestare il fianco alla stessa obiezione.
Non c'è forse uno iato tra le nostre possibilità di propiziare la rinascita col culto privato e la ierofania in sé stessa![]()


aaah la wicca, io ho molti amici, nella wicca. Devo dire che inizialmente avevo pesanti pregiudizi su questo culto, ma essi si sono rivelati, appunto solo pregiudizi.
Uno dei pregiudizi piú diffusi é che si tratta solo di una moda tra i teenagers, sulla scia di Harry potter. Nulla di piú sbagliato.
Nella wicca ci sono persone di tutte le etá, e il la loro teologia é molto elaborata, non li si deve confondere con i new-agers, che mischiano tanti concetti in un grosso pentolone (es, angeli celesti, ufo, figli delle stelle, animali totemici indiani ect) a meno ché non si tratta degli ekkletiti, che rapresentano la minoranza e sono per di piú solitari.
La loro teologia ruota intorno al dualismo del dio e della dea, che sono alla pari e vanno onorati con vari rituali, specialmente nelle notti di luna piena. Questo vale anche per le dianiche (un gruppo per sole donne, fondato da Zbudapest) che nonostante si dica, anche loro onorano il dio.
La wicca a quel che ne so io fu fondata da Gardner ispirato da Crowley, solo che nello stato primitivo la wicca era composto principalmente da riti fortemente di natura sessuale, cosa che poi ci si é gradualmente spostati fino a farle sparire del tutto o quasi.
Oggi non tutti i wiccani si riconoscono in Gardner, e altri disprezzano Zbudapest!
Insomma la wicca é un'intrecciarsi di correnti mistiche che ruotano sempre intorno al gia citato dualismo tra il dio e la dea.
Uno poi puó includere nel proprio pantheon tutti gli dei che vuole, ma la figura di quei due é sempre dominante.
Non esiste una bibbia, ma tanti testi "sacri" a cui fare riferimento, come l'aradia oppure il libro delle ombre, che si tratta di una specie di diario sullo sviluppo personale in chiave magica.
Personalmente, non capisco perche la wicca ha tanti oppositori, sicuramente si tratta dalla pessima immagine gettata dai mass media su quest'argomento (spesso vengono scambiati per satanisti) che da purtroppo spsso un'immagine distorta sull'argomento.
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