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    Predefinito FILIPPO TOMMASO MARINETTI

    DECALOGO DEI TRICOLORI DEL BRENNERO
    di Filippo Tommaso Marinetti






    1 - Divinità dell'Italia.

    2 - I romani antichi hanno superato tutti i popoli della terra: l'italiano oggi è insuperabile.

    3 - Il Brennero non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

    4 - L'ultimo degli italiani vale almeno mille forestieri.

    5 - La lingua italiana è la più bella del Mondo.

    6 - I prodotti italiani sono i migliori del Mondo.

    7 - I paesaggi italiani sono i più belli del Mondo. Per comprendere la bellezza di un paesaggio italiano occorrono occhi italiani, cioè occhi geniali.

    8 - L'Italia ha tutti i diritti poichè mantiene e manterrà il monopolio del genio creatore.

    9 - Tutto ciò che è stato inventato è stato inventato da Italiani.

    10 - Perciò ogni forestiero deve entrare in Italia religiosamente.
    Ultima modifica di acchiappaignoranti; 20-04-10 alle 11:29
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

  2. #2
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    Predefinito Rif: FILIPPO TOMMASO MARINETTI

    Spettacolare.
    Curioso (anzi, perfettamente logico) come un Futurista potesse avere una preparazione classica ben precisa e profonda.
    Per guardare bene avanti, bisogna avere contezza del proprio passato.
    Ultima modifica di Miles; 20-04-10 alle 11:33
    Preferisco di no.

  3. #3
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    Predefinito Rif: FILIPPO TOMMASO MARINETTI

    Un po' sciovinista.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Un po' sciovinista.
    Marinetti se lo poteva permettere.
    Preferisco di no.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Marinetti se lo poteva permettere.
    Ma un Paese intero no. ;-)

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Ma un Paese intero no. ;-)
    Se si marinettizza, why not* ?












    *chiedo venia per l'anglicismo...
    Preferisco di no.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Se si marinettizza, why not* ?
    Sostanzialmente perché lo sciovinismo è una chiusura mentale senz'alibi.
    Concettualmente, perché avere un'identità non significa credere di essere migliori o superiori agli altri.
    Politicamente, perché volenti o nolenti bisogna confrontarsi con il mondo globalizzato e porsi in un tal modo non gioverebbe per nulla a qualsiasi relazione internazionale, specialmente se non hai la potenza materiale e bellica in grado di permetter al tuo Stato di imporre la sua Legge alla volontà altrui.

  8. #8
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    Doverosa premessa.
    Quando l'ha scritto tale testo Marinetti?
    Epoca diversa, espressione diversa del pensiero , che attualmente lo posso considerare condivisibile come sentimento, non condivibile magari nella forma.

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Sostanzialmente perché lo sciovinismo è una chiusura mentale senz'alibi.
    Questo può dirsi valido per gli americani, che non mettono mai il naso fuori di casa, e pensano che tutto il mondo o sia come l'america o è implicitamente peggiore dell'america.

    Nel momento che , in Europa, da sempre v'è stata circolazione di pensieri, uomini, merci, idee , avere una concezione nazionale forte ci permette , ed è importante più di quanto si pensi, di non essere vittima di sudditanza psicologica verso nessuno.

    Concettualmente, perché avere un'identità non significa credere di essere migliori o superiori agli altri.
    Vero. Però come dicevo sopra, andare fieri dei propri traguardi è molla interiore che indica quale sia la strada da seguire. Se poi, raggiunto l'apice ci si addormenta e si campa su passate glorie è l'unica conseguenza nefasta di tale atteggiamento.

    Politicamente, perché volenti o nolenti bisogna confrontarsi con il mondo globalizzato e porsi in un tal modo non gioverebbe per nulla a qualsiasi relazione internazionale, specialmente se non hai la potenza materiale e bellica in grado di permetter al tuo Stato di imporre la sua Legge alla volontà altrui.
    La potenza si raggiunge anche dando una spinta interiore al proprio popolo a superare se stesso, indicando obiettivi da raggiungere e rendendo tale cosa come "necessità" coagente all'esistenza stessa di un popolo.
    Fermo restando che Marinetti, appunto, dubito si rivolgesse ad una società globalizzata.
    Ma è proprio di fronte alla società globalizzata, ed alle sue tentazioni, che bisogna ridefinire, rimodulare cioè, calibrandola alle sfide contemporanee, il concetto di identità nazionale per non finire nel calderone del "solve et coagula"
    Preferisco di no.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Doverosa premessa.
    Quando l'ha scritto tale testo Marinetti?
    Epoca diversa, espressione diversa del pensiero , che attualmente lo posso considerare condivisibile come sentimento, non condivibile magari nella forma.
    Certo, però la critica resta dal punto di vista concettuale.


    Questo può dirsi valido per gli americani, che non mettono mai il naso fuori di casa, e pensano che tutto il mondo o sia come l'america o è implicitamente peggiore dell'america.
    Beh se si legge il testo di Marinetti non siamo poi così lontano da questo punto di vista.


    Nel momento che , in Europa, da sempre v'è stata circolazione di pensieri, uomini, merci, idee , avere una concezione nazionale forte ci permette , ed è importante più di quanto si pensi, di non essere vittima di sudditanza psicologica verso nessuno.

    Vero. Però come dicevo sopra, andare fieri dei propri traguardi è molla interiore che indica quale sia la strada da seguire. Se poi, raggiunto l'apice ci si addormenta e si campa su passate glorie è l'unica conseguenza nefasta di tale atteggiamento.
    Tra l'andar fieri della propria identità e lo sciovinismo c'è una bella differenza.

    La potenza si raggiunge anche dando una spinta interiore al proprio popolo a superare se stesso, indicando obiettivi da raggiungere e rendendo tale cosa come "necessità" coagente all'esistenza stessa di un popolo.
    Infatti dal secondo dopoguerra in poi, l'esterofilia dell'italiano medio (che magari fosse rivolta verso Russia o Iran, tanto per riprendere un altro thread su DR) ha coinciso con la nostra inettitudine a livello internazionale, sovrano e geopolitico.

    Fermo restando che Marinetti, appunto, dubito si rivolgesse ad una società globalizzata.
    Sì, anche se c'è da dire che il Novecento già si presentava molto più "avanzato" rispetto al secolo precedente, ma probabilmente non ce n'era ancora cognizione. Per intenderci Marinetti era uno dei pochissimi che potevano permettersi di "sfrecciare" a 20-30 km/h con l'automobile.

    Ma è proprio di fronte alla società globalizzata, ed alle sue tentazioni, che bisogna ridefinire, rimodulare cioè, calibrandola alle sfide contemporanee, il concetto di identità nazionale per non finire nel calderone del "solve et coagula"
    Forse bisogna fare anche qualcosa in più. Ovvero bisognerebbe ridiscutere non solo delle singole identità, ma anche l'attualità di certe forme istituzionali e politiche. E questo in molti lo hanno capito se solo andiamo a vedere quale ritorno in auge abbiamo avuto un po' dappertutto della disciplina della Geopolitica.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Certo, però la critica resta dal punto di vista concettuale.
    Stiamo parlando in primis di un intellettuale, che declama le sue idee estremizzandole. La differenza tra lui è un Aldo Busi è però la diversissima coerenza di vita.
    Infatti dal secondo dopoguerra in poi, l'esterofilia dell'italiano medio (che magari fosse rivolta verso Russia o Iran, tanto per riprendere un altro thread su DR) ha coinciso con la nostra inettitudine a livello internazionale, sovrano e geopolitico.
    Ho evidenziato la frase "secondo dopoguerra" perchè implicitamente risponde alla tua osservazione . I fatti del '43 e del '45 sono notori. Vanno superati, sublimati e bisogna fare lo sforzo "come per andare più avanti ancora".
    Fermo restando che la DR purtroppo o per fortuna non rappresenta il popolo nelle sue istanze che spesso, essendo meno sviluppate nell'ambito sega intellettuale sono per questo più reali e genuine.

    Sì, anche se c'è da dire che il Novecento già si presentava molto più "avanzato" rispetto al secolo precedente, ma probabilmente non ce n'era ancora cognizione.
    Mah, sai, dopo le Trincee della Prima Guerra Mondiale, credo che qualche idea della modernità intesa come fabbrica di morte spersonalizzante, se la fosse fatta...

    Forse bisogna fare anche qualcosa in più. Ovvero bisognerebbe ridiscutere non solo delle singole identità, ma anche l'attualità di certe forme istituzionali e politiche. E questo in molti lo hanno capito se solo andiamo a vedere quale ritorno in auge abbiamo avuto un po' dappertutto della disciplina della Geopolitica.
    La forma politica è il contenitore dell'identità anche se contribuisce notevolmente a forgiarla.
    Il problema è se la forma politica la si subisce o la si costruisce in proprio e se questa poi a conti fatti è veramente congeniale e funzionale al futuro dell'identità stessa.
    Preferisco di no.

 

 
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