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    Predefinito Sempre piu' proni,sempre piu' servi.....

    dal corriere

    Missione Europa Il presidente americano arriva oggi a Roma
    L’offerta dell’Italia a Bush:
    «Più impegno in Afghanistan»
    Al vertice Usa-Ue intesa per nuove sanzioni all’Iran

    DAL NOSTRO INVIATO

    BERLINO — Nel castello prussiano di Mesenburg, la Villa Madama del governo tedesco, George Bush cercherà oggi anche di fare un favore a Silvio Berlusconi. A tu per tu con Angela Merkel, che già ieri sera ha visto a cena insieme a sua moglie Laura e al marito di lei, l’enigmatico professor Sauer, il presidente americano spezzerà una lancia in favore dell’ingresso dell’Italia nel gruppo di contatto dei «5+1», che gestisce il negoziato con l’Iran. Berlino, che ne fa parte insieme ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, è infatti la capitale che esprime le riserve più forti al coinvolgimento italiano nello sforzo diplomatico per convincere Teheran a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. «Il presidente solleverà il tema, perché pensa che sia nell’interesse di tutti avere l’Italia dentro questo esercizio», ha detto una fonte della Casa Bianca.

    Non sarà una contropartita, anche perché quella dell’ingresso dell’Italia nel «5+1» non è prospettiva a breve scadenza. Ma il presidente del Consiglio il dono per George Bush, che stasera arriva a Roma, lo ha già pronto. Ed è la fine dei «caveat» che imbrigliano la nostra missione in Afghanistan: come ha ripetuto ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini, da ora in poi l’Italia è pronta a impegnarsi in missioni fuori area, quando e se la Nato lo richiederà: «È una questione di dignità — ha detto Frattini— l’opinione pubblica italiana non può accettare che i nostri soldati siano accusati di restarsene in zone tranquille, di non far niente, di evitare le situazioni a rischio». L’azione di Bush presso la cancelliera non è solo e tanto un gesto personale verso l’amico ritrovato, quanto il logico corollario della nuova offensiva diplomatica verso l’Iran lanciata ieri mattina a Lubiana, in Slovenia, al termine del vertice annuale Stati Uniti-Unione europea.

    Il cerchio di nuove e più dure sanzioni, finanziarie e politiche, è pronto a stringersi intorno al regime degli ayatollah. America ed Europa dicono ora insieme che se l’Iran non sospendesse il suo programma atomico, consentendo anche una piena verifica da parte degli ispettori dell’Aiea, «misure aggiuntive» al sistema di restrizioni già in vigore sarebbero approvate senza altri temporeggiamenti. Sarà Javier Solana, l’Alto rappresentante della politica estera europea, a portare prossimamente a Teheran la nuova determinazione. Nel castello di Brdo, già buen retiro prediletto dal Maresciallo Tito, Bush incassa dunque dagli alleati europei l’impegno che Washington chiedeva da tempo. Il linguaggio del comunicato finale è netto. Gli alleati ricordano il pacchetto di incentivi offerti a Teheran, fra i quali c’è la disponibilità russa a fornire materiale fissile già arricchito per le centrali civili.

    Ma tracciano una linea precisa: se l’Iran non fornisse tutte le informazioni necessarie, il prossimo passo sarebbe un giro di torchio alle sanzioni. «Un pacchetto rinfrescato — lo definiscono gli ambienti della Casa Bianca —, potrebbero essere restrizioni sulle attività bancarie o le concessioni dei visti ai diplomatici. E potrebbero essere combinate: in parte imposte dall’Onu, in parte unilateralmente dagli Usa o dall’Ue». Il presidente, al suo ottavo e ultimo vertice euro-americano, è visibilmente soddisfatto: «Teheran ha una scelta — dice Bush nella conferenza stampa —, può scegliere l’isolamento, ovvero avere migliori rapporti con tutti noi. Il messaggio di questo gruppo di Paesi è chiaro: se continuate a respingere le giuste domande del mondo libero, continueremo a isolarvi e se necessario imporremo nuove sanzioni. È l’ora di una diplomazia forte».

    Ma gli europei seguono Bush anche sul tema della lotta al terrorismo, lanciando un avvertimento a Teheran: «Gli Usa e l’Ue faranno in modo che le banche iraniane non possano abusare del sistema bancario internazionale per appoggiare la proliferazione e il terrorismo». L’Iran in altre parole deve smetterla di appoggiare finanziariamente e politicamente i gruppi del terrore in tutto il Medio Oriente. E a chi gli chiede delle voci su un possibile attacco israeliano contro le installazioni nucleari di Teheran, Bush risponde: «Se uno vivesse in Israele, sarebbe preoccupato di sapere che il leader di uno stato vicino dice che vuole distruggervi. Costruire un’arma atomica è uno dei modi per farlo. E tempo di lavorare per fermarli».

    Paolo Valentino
    11 giugno 2008

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
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    Missione Europa Il presidente americano arriva oggi a Roma
    L’offerta dell’Italia a Bush:
    «Più impegno in Afghanistan»
    Al vertice Usa-Ue intesa per nuove sanzioni all’Iran

    DAL NOSTRO INVIATO

    BERLINO — Nel castello prussiano di Mesenburg, la Villa Madama del governo tedesco, George Bush cercherà oggi anche di fare un favore a Silvio Berlusconi. A tu per tu con Angela Merkel, che già ieri sera ha visto a cena insieme a sua moglie Laura e al marito di lei, l’enigmatico professor Sauer, il presidente americano spezzerà una lancia in favore dell’ingresso dell’Italia nel gruppo di contatto dei «5+1», che gestisce il negoziato con l’Iran. Berlino, che ne fa parte insieme ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, è infatti la capitale che esprime le riserve più forti al coinvolgimento italiano nello sforzo diplomatico per convincere Teheran a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. «Il presidente solleverà il tema, perché pensa che sia nell’interesse di tutti avere l’Italia dentro questo esercizio», ha detto una fonte della Casa Bianca.

    Non sarà una contropartita, anche perché quella dell’ingresso dell’Italia nel «5+1» non è prospettiva a breve scadenza. Ma il presidente del Consiglio il dono per George Bush, che stasera arriva a Roma, lo ha già pronto. Ed è la fine dei «caveat» che imbrigliano la nostra missione in Afghanistan: come ha ripetuto ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini, da ora in poi l’Italia è pronta a impegnarsi in missioni fuori area, quando e se la Nato lo richiederà: «È una questione di dignità — ha detto Frattini— l’opinione pubblica italiana non può accettare che i nostri soldati siano accusati di restarsene in zone tranquille, di non far niente, di evitare le situazioni a rischio». L’azione di Bush presso la cancelliera non è solo e tanto un gesto personale verso l’amico ritrovato, quanto il logico corollario della nuova offensiva diplomatica verso l’Iran lanciata ieri mattina a Lubiana, in Slovenia, al termine del vertice annuale Stati Uniti-Unione europea.

    Il cerchio di nuove e più dure sanzioni, finanziarie e politiche, è pronto a stringersi intorno al regime degli ayatollah. America ed Europa dicono ora insieme che se l’Iran non sospendesse il suo programma atomico, consentendo anche una piena verifica da parte degli ispettori dell’Aiea, «misure aggiuntive» al sistema di restrizioni già in vigore sarebbero approvate senza altri temporeggiamenti. Sarà Javier Solana, l’Alto rappresentante della politica estera europea, a portare prossimamente a Teheran la nuova determinazione. Nel castello di Brdo, già buen retiro prediletto dal Maresciallo Tito, Bush incassa dunque dagli alleati europei l’impegno che Washington chiedeva da tempo. Il linguaggio del comunicato finale è netto. Gli alleati ricordano il pacchetto di incentivi offerti a Teheran, fra i quali c’è la disponibilità russa a fornire materiale fissile già arricchito per le centrali civili.

    Ma tracciano una linea precisa: se l’Iran non fornisse tutte le informazioni necessarie, il prossimo passo sarebbe un giro di torchio alle sanzioni. «Un pacchetto rinfrescato — lo definiscono gli ambienti della Casa Bianca —, potrebbero essere restrizioni sulle attività bancarie o le concessioni dei visti ai diplomatici. E potrebbero essere combinate: in parte imposte dall’Onu, in parte unilateralmente dagli Usa o dall’Ue». Il presidente, al suo ottavo e ultimo vertice euro-americano, è visibilmente soddisfatto: «Teheran ha una scelta — dice Bush nella conferenza stampa —, può scegliere l’isolamento, ovvero avere migliori rapporti con tutti noi. Il messaggio di questo gruppo di Paesi è chiaro: se continuate a respingere le giuste domande del mondo libero, continueremo a isolarvi e se necessario imporremo nuove sanzioni. È l’ora di una diplomazia forte».

    Ma gli europei seguono Bush anche sul tema della lotta al terrorismo, lanciando un avvertimento a Teheran: «Gli Usa e l’Ue faranno in modo che le banche iraniane non possano abusare del sistema bancario internazionale per appoggiare la proliferazione e il terrorismo». L’Iran in altre parole deve smetterla di appoggiare finanziariamente e politicamente i gruppi del terrore in tutto il Medio Oriente. E a chi gli chiede delle voci su un possibile attacco israeliano contro le installazioni nucleari di Teheran, Bush risponde: «Se uno vivesse in Israele, sarebbe preoccupato di sapere che il leader di uno stato vicino dice che vuole distruggervi. Costruire un’arma atomica è uno dei modi per farlo. E tempo di lavorare per fermarli».

    Paolo Valentino
    11 giugno 2008

    le diplomazie imperialiste proseguono determinate il lavorio instancabile si destabilizzazione e indebolimento delle potenze emergenti, secondo ambigue traiettorie.
    Perchp, ad esempio, russia e cina si piegano al gioco al ribasso sulle sanzioni iraniane? Forse il multipolarismo tanto auspicato è ancora lontano ? O forse le potenze imperialiste emergenti hanno deciso di dividersi la torta delle nuove contese in una precaria e fragilissima allenza temporanea con i vecchi e più forti imperialismi ?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    le diplomazie imperialiste proseguono determinate il lavorio instancabile si destabilizzazione e indebolimento delle potenze emergenti, secondo ambigue traiettorie.
    Perchp, ad esempio, russia e cina si piegano al gioco al ribasso sulle sanzioni iraniane? Forse il multipolarismo tanto auspicato è ancora lontano ? O forse le potenze imperialiste emergenti hanno deciso di dividersi la torta delle nuove contese in una precaria e fragilissima allenza temporanea con i vecchi e più forti imperialismi ?
    Gli Usa, in questo momento, stanno agendo su tre piani:

    1. Accordi bilaterali, specialmente economici, con i Paesi emergenti.
    2. Controllo della Nato, per fini militari - le guerre da soli costano troppo -.
    3. Urla strepitanti contro i presunti "Paesi non allineati", per cercare di mettere con le spalle al muro gli stessi Paesi.

    Dal canto loro, i "Paesi non allineati" stanno giocando su scacchieri diversi:

    a) In America del Sud, per esempio, cercano di cooperare per costruire un blocco unico; l'Iran cerca di diventare una potenza egemone nel suo terriotrio; la Cina continua ad occuparsi "solo" delle risorse energetiche e dello sviluppo economico; la Russia continua a giocare la sua partita forte delle risorse energetiche, ma, nel frattempo, potenzia la spesa dedicata alle Forze Armate; etc.

    b) L'Iran, come i Paesi sudamericani, sta cercando di acquisire prestigio nel campo internazionale, sia tramite gli accordi con l'Aiea (per il nucleare), sia tramite scambi commerciali. Nel frattempo, però, cerca di stabilizzare l'area regionale di "competenza", giocando la sua partita contro gli Usa ed Israele.

    c) L'India sta potenziando l'economia e lo sviluppo locale. I Paesi africani, intanto, si avviano verso la scelta nucleare, per vendere ancora più cara la pelle - vedi il Niger -...

    Insomma, a me pare che gli Stati Nazionali, al contrario di quanto pensano molti, sono ancora ben saldi...altro che "scomparsa di territori" e "comparsa di Imperi"... Gli Stati Nazionali la fanno ancora da padrone, ovviamente con il loro portato imperialistico ed aggressivo...

 

 

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